di
Emilio Salgari

Centocinquanta anni fa nasceva Emilio Salgari (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911).

Salgari è universalmente noto per il ciclo dei pirati della Malesia, a cui si deve il celebre personaggio di Sandokan, nonché i romanzi dedicati al Corsaro Nero. In realtà i suoi libri hanno toccato i generi più originali e all’avanguardia dei suoi tempi, come la fantascienza (nelle “Meraviglie del 2000” anticipò concetti, tra gli altri, come il televisore, materie plastiche e aeromobili evoluti). Alcuni gli attribuiscono anche l’esser stato precursore, a cinquant’anni di distanza dal cinema di massa, del genere dello “spaghetti western”.

Tra l’aprile 2011 e l’agosto 2012, Salgari è stato celebrato con svariate iniziative, dal momento che in queste due date (25 aprile e 21 agosto) si celebrano, rispettivamente, il centenario dalla morte e il centocinquantenario dalla nascita (“anno salgariano”).

Lo scrittore è stato omaggiato in disparati modi. Speciali edizioni filateliche con francobolli recanti la sua effige, cerimonie diplomatiche presso gli Istituti di Cultura italiani all’estero, ristampe dei suoi romanzi, tra cui da segnalare la traduzione in lingua malese dei “Pirati della Malesia”. Uno dei tanti paradossi di Salgari: oltre a non aver mai visitato la Malesia o il Borneo, i suoi romanzi erano pressocché sconosciuti nella “Terra di Sandokan”.

Per i tipi della Coconino Press, ha visto anche la luce un fumetto basato sui frammenti biografici dello scrittore, a cura di Paolo Bacilieri. Un’opera che ripercorre la vita dello scrittore ed incentrata sul momento della sua triste scomparsa, scelta forse obbligata, perché in quel tragico evento si consumò l’unico atto avventuroso che il destino gli concesse. Tuttavia la narrazione non si abbandona a citazioni scontate delle sue creature letterarie, bensì dipinge un acquarello sul Salgari uomo, scrittore, marito, padre, immerso nella realtà quotidiana di un’Italia post-unitaria, così in contrasto con la realtà fantastica e poetica che fa da scenografia ai suoi romanzi.

Infine anche un documentario, che riproduciamo di seguito, prodotto dalla Rai e a cura di Igor Mendolia e intitolato “Emilio Salgari, il Corsaro della Penna” . Un video piuttosto ben fatto e sottotitolato in lingua inglese – un’ottima occasione per far conoscere Salgari a un pubblico straniero.

(Sicuramente sono esistite – o esisteranno – altre iniziative e altre pubblicazioni, effettuate nel corso dell’anno passato o del presente. Se sei a conoscenza di altre degne di menzione, puoi commentare questa notizia per renderlo noto.)

Non poteva mancare proprio in queste pagine, un piccolo, umile omaggio all’ottocentesco sognatore.

“Nella Terra di Sandokan”, in fondo, è una terra immaginaria e senza confini, territorio di un personaggio altrettanto letterario come il pirata di cui porta il nome. E poi: scriviamo dalla Malesia. Niente di più opportuno per commemorare un personaggio la cui fama è giunta ormai in quel luogo reale che egli aveva fatto finzione. Se Emilio Salgari fosse vivo non esiteremmo a farci in quattro per liberarlo dalla schiavitù dei suoi editori e per concedergli un viaggio che non fu mai in grado di intraprendere verso mete distanti. Mete che pur vividamente disegnava vergando parole su un foglio di carta sudato, con feconda immaginazione. “Quella notte tutto il mare che si stende lungo le coste occidentali del Borneo era d’argento” (scrisse nella Riconquista di Mompracem). Chissà come avrebbe reagito a vedere la Malesia di un tempo, in prima persona, o quella di oggi… Dopotutto, la sua mente vivida sarebbe in grado di cavare storie avventurose di cappa e spada anche nella Malesia contemporanea.

Discussione
  • Qui una galleria a cura della National Geographic sul “fotografo di Sandokan”, ovvero Alberto Della Valle, fotografo e illustratore autore delle tavole più iconiche che accompagnarono i libri di Salgari  http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2012/08/01/foto/salgari_l_uomo_che_viaggiava_da_fermo-1189383/