di
Lo stretto di Malacca

Il canale visto dalla fortezza di Kuala Selangor

foto © 2013

Lunedì 4 marzo arriva dall’Italia Gabriele, docente dell’Università della Bicocca di Milano e mio amico. Resterà in Malesia per due settimane: la prima per svolgere il suo lavoro come assessore esterno della Divisione di Italiano dell’Università di Malaya dove lavoro; la seconda per conoscere un po’ questo Paese per lui nuovo. Le sere durante la settimana lo porto un po’ in giro per Kuala Lumpur, ma per sabato decidiamo di organizzare una gita a Frazer Hill, una delle stazioni di montagna dove prima gli inglesi e adesso i malesiani e qualche turista vanno a prendere un po’ di fresco.


Io avevo già visitato il ben noto altopiano di Cameron (Cameron Highlands) più a Nord, molto più esteso, turistico e raggiungibile in corriera; ma a Frazer Hill, 103 chilometri a nord di Kuala Lumpur, non c’ero mai stato. Non ci sono mezzi pubblici per raggiungerlo, ma Milena, la mia collega all’Università, si è offerta di accompagnarci con la sua macchina. Per un’ora viaggiamo sulle strade trafficate a nord di Kuala Lumpur, poi ad un certo punto si devia verso Est e finalmente ci si immerge nel verde intenso della parte centrale della Malesia. Passiamo accanto al grosso lago artificiale che avevo già visto due anni fa durante un giro in macchine con delle amiche, e poi finalmente ci immettiamo nella strada in salita che, superando il dislivello di 1524 metri, porta a Frazer Hill. Il paesaggio da bello diventa stupendo, con la foresta verdissima tutt’attorno e le scimmie che ci osservano curiose dai bordi della strada. L’ultima decina di chilometri li percorriamo su una tortuosa stradina a senso unico (meno male!), ed esattamente due ore e mezza dopo la partenza da casa mia, all’una arriviamo a Frazer Hill sotto un acquazzone torrenziale.

 

Frazer Hill - Ye Old Smoke pub - foto © 2013 Paolo Coluzzi
Frazer Hill – Ye Old Smoke pub – foto © 2013 Paolo Coluzzi

Ci rifugiamo in un ristorante dall’aspetto di pub inglese, per aspettare che spiova e mettere qualcosa sotto i denti. Ci sono tanti altri clienti, anche molti turisti occidentali, e l’attesa è lunga. La bassa temperatura, per una volta non dovuta all’aria condizionata ma al tempo, mi costringe a mettermi la felpa. Finito di mangiare ci facciamo un lungo giro a piedi sotto la pioviggine tipicamente inglese, e per il clima e gli edifici che abbiamo attorno (alcuni veramente coloniali, altri imitazioni), oltre che per il campo di golf, potremmo benissimo essere in Gran Bretagna, se non fosse per la vegetazione tropicale che abbiamo attorno. Riusciamo anche a farci un breve percorso di mezz’ora nella giungla prima di tornarcene alla macchina e spostarci un po’ fuori dal centro sotto la pioggia che ha ripreso a cadere forte, per raggiungere un ristorante/tea house raccomandato dalla mia guida. Si tratta della Ye Old Smoke, una vera e propria casa di campagna inglese catapultata nel centro della Malesia. Simile a certi eleganti pub inglesi di campagna, starci dentro accanto al camino a prendere un tè con i classici scones con panna e marmellata di fragole protetti dalla pioggia e dalla nebbia, ci fa sentire veramente di essere in Inghilterra.

 

Frazer Hill - © 2013 Paolo Coluzzi
Frazer Hill – © 2013 Paolo Coluzzi

Finito l’English tea ci rimettiamo sulla strada del ritorno. Questa volta però prendiamo un’altra strada pittoresca che ci fa allungare un pochino, ma che ci permette di vedere un altro straordinario pezzo della Malesia più bella, quella delle foreste, delle montagne verdissime e dei piccoli kampong lungo la strada. In uno di questi villaggi fotografiamo una curiosissima statua gigante di niente meno che un durian! È già buio quando raggiungiamo l’autostrada da Kuantan che ci riporta alla capitale. Finiamo la serata con una cena in un ristorantino di Bangsar prima che Milena ci riaccompagni a Taman Jaya, dove abito io e dove si trova l’abergo in cui si è trasferito quella stessa mattina Gabriele. Lunedì partirà per la sua vera e propria vacanza, che lo porterà a Penang e a Malacca, due posti che contribuiranno all’immagine positiva della Malesia che si riporterà in Italia la domenica successiva, dopo essersi fermato un altro giorno a Kuala Lumpur.

 

Kuala Selangor

Il mese si chiude con una gita a Kuala Selangor domenica 31. Ci siamo io, Rie, Ricardo (il collega peruviano), Mireya (la collega colombiana) e Milena, di nuovo nella macchina di quest’ultima. In realtà si era già provato a raggiungere il vecchio capoluogo del Sultanato di Selangor il sabato della settimana precedente, ma poco dopo essere partiti aveva cominciato a piovere così forte e senza dar segno di voler smettere che avevamo deciso di rimandare, concludendo la giornata con una cena indiana nel quartiere di Brickfields e poi a casa di Ricardo a Bangsar.
La domenica successiva però ci riproviamo, e nonostante un altro acquazzone nel pomeriggio (la stagione delle piogge sembrava non finire mai) per le sei siamo a Kuala Selangor. Anche se la distanza è relativamente breve – solo 67 chilometri dalla capitale – il traffico è notevole e ci impieghiamo più di un’ora e mezza. D’altronde Kuala Selangor è uno di questi posti vicini alla capitale che offrono un po’ di natura per i cittadini che cercano un po’ di respiro dalla metropoli, sempre più caotica e stressante. Giungiamo ai piedi di Bukit Melawati, la collina storica di Kuala Selangor, su cui rimangono i resti dell’antica fortezza ed altri edifici d’interesse storico. Posteggiamo e ci mettiamo in cammino lungo la strada che sale in cima, avvolta da secolari alberi della pioggia, su cui ci accolgono le prime scimmiette ‘silver leaf’, dei macachi molto più socievoli di quelli piuttosto aggressivi che si trovano da altre parti. In neanche venti minuti arriviamo in cima, dove si trova il faro eretto originariamente dagli olandesi, la torretta di osservazione dalla quale le autorità religiose islamiche determinano le date di inizio e fine del Ramadan osservando le fasi della luna, ed il belvedere con i vecchi cannoni ancora puntati verso il mare all’orizzonte, da cui si può vedere la foresta di mangrovie di sotto e lo Stretto di Malacca. Assieme a noi ci sono altri turisti e parecchie scimmiette, oltre a qualche venditore di bibite e spuntini, per gli umani e per i quadrumani. Noi proviamo un’ottima tisana ayurvedica che ci vende un simpatico ragazzo indiano. Poi riprendiamo il sentiero per ridiscendere, passando accanto alle tombe dei primi tre sultani di Selangor.

 

Kampung Kuantan

Arrivati di nuovo alla base della collina, proviamo a dirigerci verso l’ingresso del Parco naturale le cui mangrovie vedevamo dall’alto, ma è oramai troppo tardi per visitarlo; quindi ritorniamo sui nostri passi per andare a cenare in un ristorantino prima di rimetterci in macchina per dirigerci verso la prossima destinazione e motivo principale del nostro viaggio: le lucciole del fiume Selangor. Io ero già stato a vederle cinque anni prima, venuto per una conferenza a Kuala Lumpur dal Brunei, ma per i miei compagni di viaggio era la prima volta. E in ogni caso avevo molta voglia di assistere di nuovo a quell’incredibile spettacolo. Kampung Kuantan, da dove si prendono le barche per il giro notturno sul fiume, si trova nell’entroterra a una ventina di minuti di macchina. Posteggiamo la vettura e compriamo i biglietti, e pochi minuti dopo siamo già sulle barche a remi che ci porteranno per una mezz’ora lungo le sponde del fiume, sulle cui piante si trovano le famose lucciole di Kuala Selangor. E pochi minuti dopo esserci allontanati dall’imbarcadero le vediamo: millioni di luccioline che si accendono e spengono all’unisono, come tante lucine su centinaia di alberi di Natale! Ogni tanto la barca fa una breve sosta accanto a una di queste grosse piante trapuntate di lucciole perché le possiamo vedere da vicino. Qualche lucciolina finisce sulle nostre mani e vestiti, troppo carine! La natura non finisce mai di stupire… Siamo tutti contenti quando ci rimettiamo in macchina per tornarcene a Kuala Lumpur, la ciliegina sul nostro fine settimana.

Autore
Discussione
  • Cloudio3

    interessante, sono posti ancora non troppo popolari tra i viaggiatori. Ci sono alloggi economici a Frazer Hill?