di
Tarsier

La foresta tropicale della Malesia è tuttora fitta di misteri: pensate che, solamente negli ultimi decenni, ricercatori provenienti da tutto il mondo sono riusciti a scoprire più di 200 nuove specie di animali e insetti prima sconosciute, tra I quali molti unici e rari. Un esempio tra tutti, la Barbourula Kalimantanensis, la rana del Borneo dalla testa piatta, una rana senza polmoni, prima scoperta del genere nel mondo anfibio!

La foresta pluviale è un luogo pieno di pericoli, e per questa ragione ogni insetto, mammifero o rettile ha sviluppato il proprio modo di difendersi. Tra i più “gettonati” vi sono le dimensioni ridotte, il mimetismo con l’ambiente circostante o la semplice fuga per sfuggire ai predatori.

Questo per spiegare la presenza anche di mammiferi di taglia ridotta: l’elefante del Borneo e l’orso malese sono i più piccoli della loro specie.

Cito un simpatico detto locale che fa capire un pò come gli animali vivano nella foresta:

esplorare la foresta pluviale alla ricerca di animali è una impresa difficile quasi impossibile! Ma sappiate che ad ogni vostro passo, lungo i sentieri, ci saranno sempre mille occhi che vi scrutano”

Qui sotto ho elencato 10 animali che ritengo particolarmente interessanti, primati ed insetti che ho visto con i miei occhi durante le mie avventure in giro per la Malesia.

1) Lori Lento (Nycticebus)

 

Slow Loris @ Wikipedia
Slow Loris @ Wikipedia

 

È un primate lungo circa 30 cm per un peso attorno ai 2 kg. Il nome ”Lori” deriva dall’olandese ”Loeris” ossia pagliaccio. La scoperta di questo primate avvenne solamente nel 1770 da parte di uno zoologo olandese. Il Lori Lento si trova nelle foreste della Malesia peninsulare e del Borneo.

La grandezza dei suoi occhi lo rendono a tratti inquietante, e per questo nonostante le sue piccole dimensioni il suo aspetto ha spaventato molti che lo hanno avvistato di notte e preso per un fantasma. Dovete considerare inoltre che nella malesia rurale al di fuori delle grandi realtà urbane, le superstizioni sono ancora ben radicate e così la credenza negli spiriti maligni.

Il Lori Lento è un animale esclusivamente notturno, ed il riflesso di una torcia su questo animale rende i suoi occhi due grandi cerchi rossi, quindi potete ben immaginare da dove questo timore per l’innocuo primate possa venire. Gli occhi, oltre ad essere sproporzionatamente grandi rispetto alla sua struttura corporea, posseggono anche uno strato riflettente, chiamato tapetum lucidum, che consente al Lori di vedere anche in assenza completa di luce.

Si muove molto lentamente, ma la sua arma contro i predatori è ancora più strana dei suoi occhi, difatti il Lori Lento viene classificato come un primate velenoso: delle ghiandole situate all’interno del gomito producono delle tossine, che poi l’animale si sparge sul corpo come difesa dai predatori. Inoltre utilizza lo stesso veleno mischiato a saliva per rendere il suo morso letale per qualsiasi insetto.

Nel 1891 uno zoologo americano descrisse con queste parole l’avvistamento di un Lori lento nel Borneo;

un piccolo animale dal volto di un orso, le mani di una scimmia e il movimento corporeo di un bradipo”

 2) Tarsio (Tarsio di Horsfield o Tarsio Occidentale)

 

Tarsier @ Wikimedia
Tarsier @ Wikimedia

Si trova esclusivamente nel Borneo, e come il Lori Lento è un primate, oltre ad esserne accomunato per la stranezza degli occhi, grandi ben 2 cm, e per il fatto di avere delle mani alquanto curiose.

Gli occhi sono fissi nelle orbite: per ovviare a questo svantaggio i tarsi hanno la capacità di ruotare il cranio di quasi 360° rispetto al corpo.

Le dita sono estremamente lunghe e i polpastrelli rigonfi per una migliore presa su superfici lisce. Le unghie appiattite, fatta eccezione per l’indice ed il medio, che presentano artigli. La coda e le lunghe zampe posteriori invece consentono al Tarsio di spiccare salti di 2 m, durante i quali ruota il corpo nell’aria partendo dal busto. Anch’esso animale notturno che si ciba d’insetti.

Quando minacciato da un predatore, l’animale chiude gli occhi per poi spalancarli digrignando i denti quando il nemico gli si para davanti.

Molti di noi ricordano il film E.T., in particolare la scena in cui l’alieno con l’indice indica il suo pianeta di provenienza. Bene, Steven Spielberg si è ispirato proprio al tarsio per quell’occasione, ed alle sue curiose dita!

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