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L'unica foto esistente di Mat Salleh

Il personaggio storico (segnato da una X in foto), dall'archivio di Stato del Sabah

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Mito o realtà? Una favola per ragazzi o qualche fondo di realtà storica?

Salgari, lo scrittore che inventò i racconti con protagonista il famoso pirata malese, non è mai uscito dall’Italia, seppur scrivendo di epopee fantastiche oltreoceano. “Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”, disse. Travolto da debiti e problemi familiari, dovette rassegnarsi a una vita trascorsa tra la scrivania e la biblioteca, pur arrivando a essere uno dei più popolari scrittori italiani del suo tempo. La fantasia non gli mancò mai, tuttavia, per poter aggiungere una dose di realismo ai suoi romanzi di fantasia, mantenendosi costantemente aggiornato sugli eventi mondiali e le notizie da angoli lontani e insoliti del mondo. Proprio dalla biblioteca e dalle letture attingeva da fatti reali spunti per produrre le “scenografie” letterarie per cui si contraddistinse. Gli Inglesi in Malesia, James Brooke, Labuan… Persino Mompracem… e numerosi annedoti minori, su usi e costumi esotici. Ma Sandokan, il protagonista della sua serie più fortunata?

L’occupazione britannica della parte Nord Est del Borneo risale al 1881. Il primo romanzo di Sandokan uscì a puntate a partire dal 1883. Non si trattava di un territorio facente parte dell’attuale Malesia, ma si trattò di una concessione del Sultano di Sulu (i cui discendenti, oggi sembrerebbero reclamare quella fetta di territorio). L’enclave inglese che vi si stabilì era amministrata da una associazione privata di commercianti e avventurieri, chiamata North Borneo Chartered Company. Il territorio, espansosi fino ad includere Labuan a Ovest e Sandakan a Sud Est, venne riorganizzato sotto i possedimenti coloniali della corona inglese solo dopo il termine del secondo conflitto mondiale. Si trattò di uno degli ultimi territori occupati dagli Europei. Anche l’altra parte del Borneo, il Sarawak governato dalla famiglia dei Brooke, era in mano inglese.

 

Nel cercare un protagonista dei suoi romanzi è possibile che si sia ispirato, nel corso del tempo, a due figure realmente esistite. Secondo una ricercatrice tedesca, Bianca Maria Gerlich, una di queste figure è un certo Sandokong, il quale avrebbe in comune con il protagonista del ciclo quasi omonimo la bandiera rossa con la testa di tigre, nonché i luoghi, gli anni e i nemici. Sandokong era stato inoltre il braccio destro di un personaggio già noto agli storici dell’Oriente, il principe Syarif Osman, lui stesso deposto dal trono e diventato ”pirata” per riappropriarsi dei beni perduti. Secondo le testimonianze raccolte dalla Gerlich, Sandokong e Osman avrebbero combattuto per alcuni anni anche contro James Brooke. Anche se è ugualmente probabile che per il nome di Sandokan Salgari si sia ispirato alla cittadina di Sandakan, nel profondo Sabah anziché nel Sarawak, non è del tutto impossibile che questo nome o qualche storia su Osman gli fosse arrivata agli occhi, dal momento che anticipava abbastanza l’annessione del North Borneo (e anzi, pare che un discendente di tal Sandokong si fosse posto contro gli occupanti).

Tuttavia forse è più probabile che l’evoluzione del personaggio salgariano abbia attinto nella figura di un altro personaggio storico, Muhammad Salleh (noto anche come Mat Salleh). Nato a Inanam piccolo villaggio vicino alla capitale del Sabah Jesselton (oggi Kota Kinabalu), di origini Suluk (filippini) e Bajau (abitanti nativi del Borneo). Il popolo Bajau è un popolo ancora adesso conosciuto per le loro abilità di pesca, il mare era la loro seconda casa. Mat Salleh era a capo di un piccolo distretto, che controllava gli scambi commerciali lungo il fiume di Sugut. Il suo scontro personale contro gli uomini della North Borneo Company cominciò dopo che questa cercò di prendere il controllo sull’amministrazione di quel fiume. Le ostilità si aprirono dal 1894 (quindi 10 anni circa la prima pubblicazione di Sandokan, ma non a termine del suo ciclo) – quando Mat Salleh fu accusato di aver derubato e ucciso alcuni traders inglesi; ne fu ordinato l’arresto, ma evase la cattura, avvisato in tempo dai compagni, i quali tuttavia vennero puniti bruciandone il villaggio. Venne posta una taglia su Mat Salleh, che si rifugiò nel villaggio di Labuk, non lontano da Inaman, raggruppando un numero di seguaci adirati per la rappresaglia inglese. Fino al 1897 gli scontri crebbero e Mat Salleh e i suoi finirono con l’attaccare l’isola di Gaya (primo insediamento inglese in zona). Guidarono l’assolto nella mezzanotte del 9 luglio, incendiando l’isediamento e prendendo ostaggi, tra cui il tesoriere della North Borneo Company, Mr. Neubronner  e fuggendo con un bottino. Visto il precipitare degli eventi, l’avamposto inglese propose una trattativa e uno scambio di prigionieri. La tregua durò fino al 1899, quando, in modo del tutto originale considerando la loro storia coloniale, gli inglesi approfittarono di un momento di tensione tra il gruppo di Mat Salleh e quello di un clan rivale, del villaggio di Tiawan. Di nuovo in fuga, questa volta Mat Salleh rifiutù di negoziare con il governatore Mr Liittle. Il 27 gennaio 1900 il pirata malese del Borneo fu ucciso da un colpo di fuoco durante una battaglia durata 4 giorni.

Lo stesso anno vide le pubblicazioni il primo romanzo di Salgari che raccoglieva i primi racconti sul pirata di sua invenzione, Le Tigri di Mompracem.

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