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Ingresso dei giapponesi a Kuala Lumpur

Kuala Lumpur è la capitale federale della Malesia, una metropoli di un milione e mezzo di abitanti, che salgono a sette, se si considera tutta la periferia con le sua numerose città satellite ubicate lungo la cosiddetta Klang Valley. La storia della città trae le sue origini nel suo recente passato coloniale britannico; oggi aspira ad essere un centro cosmopolita di riferimento globale. È famosa per ospitare due torri gemelle tra le più alte del mondo, nonché essere contraddistinta da una forte caratterizzazione multiculturale della sua società.

Storia

Latta, “capitani cinesi” e Yap Ah Loy: la guerra del Selangor

Kuala Lumpur si è sviluppata a partire dai giacimenti di stagno di cui l’area era ricca. L’indotto che iniziò a svilupparsi cominciò ad attrarre migranti cinesi dalla Cina meridionale (in fuga dalle difficoltà economiche della Cina Qing, reduce dalla duplice sconfitta delle guerre dell’oppio), facendo crescere l’insediamento in una città vera e propria.

La data di fondazione della città di Kuala Lumpur risale al 1857, quando un membro della famiglia reale malay del Selangor e amministratore della Valle di Klang, Raja Abdullah, permise lo stanziamento di un gruppo di cinesi per l’estrazione di stagno lungo il fiume Klang. I cinesi fecero base al punto in cui il fiume Klang confluiva col fiume Gombak e storicamente questo punto segna ancora oggi il centro città: Kuala Lumpur, letteralmente significa “confluenza fangosa”. Questo punto esiste ancora e in prossimità di esso è collocata la moschea Jamek, edificata successivamente dagli inglesi.

Gli inglesi, che avevano affermato la loro presenza esclusiva sul terriorio malese con l’istituzione degli Insediamenti degli Stretti (Straights Settlements) intravidero le potenzialità dell’area e decisero di nominare un rappresentante della comunità locale per tenere sotto controllo il territorio e garantire loro uno spazio nei commerci. Il terzo kapitan cina (“capitano cinese” in malay) fu quello più importante per la storia di Kuala Lumpur: Yap Ah Loy, un personaggio dalle umili origini giunto dal Guangdong prima a Malacca e poi nel Selangor. Era amico e ufficiale di Liu Ngim Kong, il secondo capitano, che lo indicò come suo successore d’ufficio, dopo la sua morte nel 1869. Yap dovette affrontare subito un’emergenza, quando nel 1870 scoppiò una guerra civile nel Selangor. Oggetto della contesa era il controllo della produzione di stagno, via via diventata sempre più sostanziosa, tra due triadi rivali cinesi, quello di etnia hakka Hai San e quello di etnia hokkien Ghee Hin. I due clan in realtà andarono opportunisticamente a sovrapporsi a un conflitto già in corso tra due fazioni dell’aristocrazia malay, facenti capo al già menzionato Rajah Abdullah, uomo del sultano del Selangor, e il Raja Mahadi, figlio del precendente amministratore della Valle di Klang, che contestò l’autorità del primo.

Il conflitto si aggravò con la decisione del principe reale Tengku Kudin di fiancheggiare Rajah Abdullah. Il fiorente commercio di tutta l’area subì un profondo contraccolpo, tale da far preoccupare gli inglesi, i cui affari avevano iniziato a dipendere fortemente dallo stagno del Selangor. Con la morte di Abdullah, Mahadi, che non vedeva di buon occhio la presenza straniera sul territorio, stava per avere la meglio. Fu in quel frangente, nel 1873, che Yap Ah Loy riuscì a sedare le bande rivali cinesi e offrire appoggio al Tengku. I britannici a quel punto furono convinti ad compiere un passo a loro volta dando appoggio indiretto al contendente divenuto più forte. Si trattò del primo intervento dei britannici negli affari di politica locale (il Selangor non era parte dei loro Settlements), che aumentò la loro influenza alla corte del sultanato. Infatti, dopo che riuscì a far appuntare Frank Swettenham come consigliere del Sultano Abdul Samad, i successi di questi nel contrastare alcuni attacchi pirati negli Stretti, fecerero ottenere al rappresentante della corona britannica Andrew Clarke l’accessione del Selangor al protettorato britannico nel 1875.

Dalla latta al mattone: Frank Swettenham e l’amministrazione inglese

La guerra di Selangor terminò definitvamente nel 1874. L’apporto di Yap Ah Loy fu essenziale. Sotto la sua guida le attività di estrazione di stagno ripresero velocemente, mentre l’area di Klang e della nascente Kuala Lumpur conobbero uno sviluppo stabile e progressivo. I tumulti del ’70 non furono le uniche difficoltà incontrate da Yap. La nascente Kuala Lumpur fu vittime di alcune calamità naturali e un grave incendio nel 1881, che vennero fronteggiate con opere di bonifica nonché spingendo l’industria edilizia locale dove oggi sorge il quartiere di Brickfields. Inaugurò una delle prime scuole e incentivò l’edilizia per far fronte al rapido aumentare della popolazione. Similmente si prodigò per far sviluppare le infrastrutture della città: a lui si devono la pianificazione di strade come Ampang Road (oggi sede di numerose ambasciate), Pudu Road (che dal centro attraversa Bukit Bintang per sboccare nel distretto dell’odierna Cheras) e Petaling Street. In questo periodo i connnotati del centro storico riflettono l’aspetto multiculturale che contraddistinguerà la città anche in futuro, con un piano regolatore praticamente assente e un tipo di architettura mista, di tipo ibrido cinese e inglese coloniale.

Sebbene venga riconosciuto come il fondatore della Kuala Lumpur moderna, la città gestita da Yap Ah Loy rimaneva una “città di frontiera” e Yap stesso era  affiliato a una triade cinese (lo stesso Hai san protagonista degli scontri del ’70), ed egli stesso gestiva, parallelamente a commerci tradizionali, attività non proprio distinte come sale d’azzardo, bische, perfino bordelli. Dalla sua morte nel 1885, non ci furono capi della comunità cinese in grado di eguagliarne il prestigio. Dopo l’istituzione della Federazione degli Stati Malay da parte degli inglesi nel 1896 (inizialmente con a capo Frank Sweetenham quale governatore), i britannici ebbero maggior controllo diretto delle sorti della penisola malese, nonché di Kuala Lumpur, già divenuta capitale del Selangor sin dal 1880 in seguito ai successi di Yap, fu eletta quale capitale della Federazione.

Il periodo che va dalla fine del XIX secolo e la prima metà del XX è caratterizzato da un forte impatto inglese in molti aspetti della società malese e in particolare della capitale, che, dopo George Town, divenne il nuovo centro di riferimento dell’amministrazione coloniale. Questo si è riflettuto per esempio nell’insegnamento, col sorgere di scuole in lingua inglese, nonché di Università basate sul sistema anglosassone (come l’Universiti Malaya, una delle più vecchie formate nel 1949) nonché il sistema giudiziario e, successivamente, quello politico. Il capoluogo malese in questo periodo continuò a crescere ed architetti inglesi (in primo luogo Arthur Benison Hubback) pareciparono a grandi opere nella città, come la stazione ferroviaria, un museo, giardini pubblici, persino la prima moschea di Kuala Lumpur. Intanto, comunità di altre etnie, provenienti da altri paesi dei dominions britannici, principalmente India e Sri Lanka, iniziarono a essere più consistenti in città, che iniziava così ad assumere quel suo connotato multiculturale che ancora la accompagna (sono di questo periodo l’edificazione di luoghi di culto come le Batu Caves, il Maha Vihara e lo Sri Kandaswamy Kovil ad esempio).

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