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Turtle beach - Perhentian island besar

La ricerca di un viaggio insolito, che unisca città, montagne e mare da cartolina ci spinge verso la Malesia. Organizziamo questo viaggio con largo anticipo, acquistando i voli internazionali con Turkish Airlines (circa 600 Euro), il volo interno con Air Asia (circa 18 euro con valigia da 20 kg) e attendiamo con ansia la partenza.

La Malesia è uno stato federale dell’Asia sudorientale al quarto posto fra i nuovi paesi industrializzati, ha un clima equatoriale dalle elevate temperature con deboli escursioni termiche e una media annuale di 31 gradi.

La popolazione malese è un miscuglio di etnie e culture tra cui malesi, cinesi, orang asli e indiani (per la maggior parte d’origine tamil). La religione di stato è l’Islam ma convivono il buddismo, il cristianesimo e l’induismo.

La lingua ufficiale è il malese, ma l’inglese è parlato quasi ovunque.

Il 9 marzo partiamo e atterriamo, dopo uno scalo ad Istanbul, il giorno successivo a Kuala Lumpur, dove un autista con il mezzo ci attende e ci dirigiamo verso l’hotel.

Dall’aeroporto al centro città, nonostante il fuso orario (+7 ore) e il caldo (32 gradi) osserviamo questa grande metropoli asiatica, i grattacieli e sullo sfondo le famose torri gemelle Petronas.

Dopo una veloce doccia in hotel (situato a pochi passi dalle torri) ci catapultiamo in strada, rendendoci subito conto di essere in una città dai mille volti, una miscela di futuro con tracce di un recente passato, in una città dove tutto è alto, dove la tendenza è svettare verso il cielo, dove i centri commerciali sono l’anima e la vita, dove il cemento, il vetro, l’acciaio sono elementi primari, in una città in cui ci sente piccoli, microscopici pedoni in una giungla di sopraelevate, tunnel e strade trafficate. A mitigare questo senso di metropoli senza respiro, il verde di alcuni terrazzi in cima ai grattacieli ed il parco (tenuto benissimo) intorno alle Petronas.

Ci fermiamo a KL (come la chiama la gente del posto) per 2 giorni. Visitiamo il bellissimo tempio cinese Thean Hou, il palazzo reale (la residenza del Re della Malesia, principalmente una figura rappresentativa senza potere politico), la moschea nazionale, la stazione ferroviaria in stile moresco e la circostante piazza dell’indipendenza, il tempio induista Sri maha mariamman temple (dove assistiamo ad un matrimonio) ed il mercato di Chinatown con i “falsi” a piccoli prezzi.

Visitiamo le Petronas e osserviamo il panorama mozzafiato, un po’ inquietante da 452 mt di altezza ma spettacolare.

Decidiamo di visitare l’acquario della città, situato nelle vicinanze delle torri, trascorrendo un paio di ore ad osservare pesci e flora marina.

12 Marzo: partiamo alla volta di Malacca, città a circa due ore di macchina da KL.

Street arts of Malacca
Street arts of Malacca

Saliamo sulla collina di Saint Paul dove si trovano le rovine dell’omonima chiesa, proseguiamo per la porta di Santiago, ultima rimasta dell’antica fortezza portoghese “A Famosa “ distrutta dagli inglesi e la piazza del municipio di epoca coloniale olandese, lo Stadhuys. Prima di pranzo passeggiamo lungo il fiume e la calma dei localini, le case basse, i graffiti colorati sui muri, le vie con piccoli negozi, mi fanno sentire in una cittadina più a misura d’uomo.

Nel pomeriggio visitiamo il museo “Baba-Nyonya” (cinesi dello stretto di Malacca conosciuti come Peranakan) allocato in una splendida dimora dal fascino orientale che conserva le foto di tutta la famiglia ed suoi discendenti, stoviglie ed abiti dell’epoca, mobili preziosi e gioielli.

Nella serata rientriamo a KL e decidiamo di prendere la metropolitana e la monorotaia per arrivare a Jalan Alor, una via illuminata a festa da lanterne rosse e brulicanti di gente famosa per lo street food. Ceniamo con circa l’equivalente di 4 euro a testa, e devo dire che, durante tutto il viaggio spenderemo sempre più o meno quella cifra.

Si trova ovunque cucina indiana, thai, malese, cinese, fast-food, pizza, pasta, insomma nessun problema per il cibo, si mangia ovunque e spendendo davvero poco!

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