Camminata di Brickfields

Brickfields

Un venditore di fiori e ghirlande votive nel quartiere indiano di Brickfields, Kuala Lumpur

foto © 2008
Selamat Datang Ke Little India

Arcata di ingresso di Brickfields, da via Jalan Travers

foto © 2013

Brickfields è la Little India di Kuala Lumpur, per la sua storica concentrazioe di malesiani di etnia indiana che vivono in questo quartiere. La strada principale che lo attraversa è Jalan Sultan Tun Sambathan.

 

Storia

Nel 1881, il susseguirsi di una forte alluvione e numerosi incendi provocarono ingenti danni agli edifici della giovane Kuala Lumpur. Per prevenire futuri disastri, l’amministrazione britannica guidata dall’allora governatore Frank Swettenham vietò l’utilizzo del legno come materiale edile, promuovendo l’utilizzo di mattoni. Questo piano richiese la costituzione di un’area industriale dove poter estrarre e lavorare l’argilla per la fabbricazione dei mattoni richiesti dall’espansione civile della città. L’area – a quel tempo ricca d’argilla – che prenderà il nome eponimo di Brickfields (“campi dei mattoni”) fu destinata a tale scopo – grazie anche all’intervento del Kapitan Cina, Yap Ah Loy, uno dei fondatori della Kuala Lumpur moderna e “capitano dei cinesi”, la più grande e attiva comunità di abitanti di Kuala Lumpur dell’epoca, che negoziò per l’acquisto del terreno ideale.

Sicché, dove ora sorge la stazione centrale di Kuala Lumpur, KL Sentral, vi erano in realtà depositi di mattoni (la ferrovia storica di Kuala Lumpur era ubicata altrove). Storicamente, la maggior parte degli operai che presero parte di quest’industria erano immigrati indiani di etnia tamil, provenienti dall’odierno Tamil Nadu nell’India meridionale. Ancora oggi l’area è densamente popolata di indiani, costellata di ristoranti, templi, gioiellerie, negozi d’abiti, tutti a conduzione indiana.

 

Caratteristiche

Si tratta di uno dei primi quartieri circoscritti di Kuala Lumpur, al di fuori del nucleo originario della città. Data la storica affluenza indiana, si contraddistingue per la presenza dei più antichi edifici religiosi della capitale, alcuni vecchi di cento anni, come il tempio buddhista Maha Vihara, i templi induisti Arulmigu Sree Veera Hanuman, lo Sri Sakthi Karpaga Vinayagara e il più prominente Sri Kandaswamy Kovil, di architettura Sinhalese e Tamil. Diverse sono le chiese cristiane da visitare risalenti agli inizi del ‘900, come la chiesa del Santo Rosario, la chiesa della Madonna di Fatima, la chiesa ortodossa St. Mary’s Orthodox Syrian Cathedral e la Zion Lutheran Church. Non manca un tempio cinese, quale quello di Jalan Thambillay.

Il quartiere offre una certa varietà di cibo indiano, anche vegetariano o nella specialità del cosiddetto banana leaf, ossia cibo servito su foglie di banano.

L’area è anche sede dell’Associazione Non vedenti della Malesia (Malaysian Association for the Blind – MAB), situata in Jalan Tebing. I non vedenti offrono servizi di massaggi, in quanto reputati dalla popolazione locale maggiormente efficaci per via delle loro capacità tattili.

Esiste anche centro culturale, denominato Tempio delle Arti, un’organizzazione culturale che promuove attività artistiche della tradizione del Sud dell’India, quali danza, pittura, musica, ecc. Fondato nel 1981 ha sedi in numerosi paesi ed è responsabile per la promozione e la diffusione della cultura indiana nei paesi che ospitano una forte presenza indiana. La sede di Kuala Lumpur è ubicata a ridosso del Maha Vihara.

 

Collegamenti

Per raggiungere il quartiere usando i mezzi pubblici basta scendere alla vicinissima stazione centrale di Kuala Lumpur, al cui interno o nelle immediate vicinanze si trovano stazioni di linee metro LRT, KTM e monorotaia. L’area è servita da tassì e autobus. La maggior parte dei templi si trova a partire dalle spalle della fermata della monorail.

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