Interno di Cheng Hoon Teng Temple

foto © 2009
Tempio di Cheng Hoon Teng, esterno lato destro

foto © 2009
Tempio di Cheng Hoon Teng, particolare

foto © 2009
Tempio di Cheng Hoon Teng, lanterna rossa

foto © 2009
Tempio di Cheng Hoon Teng

foto © 2009

Il Cheng Hoon Teng temple è il più antico tempio cinese in Malesia e uno dei più antichi del Sud Est Asiatico. Si trova a Malacca, a ridosso della strada Jalan Tukang Emas, una delle tre vie principali che attraversano la storica città (le altre sono Heeren Street e Jonker Street); Jalan Tukang Emas è colloquialmente chiamata anche “Harmony Street” perché vicina ad altri due importanti luoghi di culto, ma di religioni diverse, la moschea Kling e il tempio indiano Sri Poyyatha Moorthi.

 

Storia

Cheng Hoon Teng è stato fondato nel 1645 dai due “capitani” cinesi (capi della comunità cinese locale hokkien) Kapitan Tay Kie Ki (conosciuto anche come Tay Hong Yong) e Kapitan Li Wei King (conosciuto anche come Ki Koon Chang o Li Kap), durante l’epoca portoghese di Malacca (1511-1650) e la dinastia Ching in Cina, con materiali importati direttamente da quest’ultima, via nave. Tra il ‘500 e il ‘600, infatti, molti cinesi dalla Cina giunsero a Malacca, importante centro commerciale marittimo di quell’epoca. Fu a Malacca che l’ammiraglio cinese Zheng He (detto anche Cheng Ho) pose una delle sue basi in Sud Est Asiatico, punto nevralgico di passaggio verso il sub continente indiano e l’Africa, dove la sua flotta giunse.

La comunità cinese di Malacca permase stabilmente nella città, prima sede di un sultanato locale, poi occupata da diverse potenze coloniali europee, prima portoghese (1511-1641), poi olandese (1641-1824) e infine britannica (1826-1957). I cinesi diedero vita a una commistione culturale, religiosa e linguistica con la popolazione locale, originando quel tipo di cinesi che poi vennero detti peranakan baba-nyonya. La Cina, comunque, considerava le comunità cinesi nei paesi stranieri alla stregua di vere e proprie rappresentanze ufficiali del proprio impero ed appuntava così dei “capitani” che rappresentassero sia il potere imperiale (verso il quale venivano pagati tributi) sia la comunità locale cinese e facessero da mediatori con le autorità del luogo.

Nel periodo olandese vennero appuntati almeno 10 “kapitan cina”. Oltre al fondatore Kapitan Tay, gli altri capitani importanti furono Li Wei King, Chan Lak Kua e Chua Su Cheong. Kapitan Chan Ki Lock costruì la sala principale nel 1704. Kapitan Chua fu il responsabile della ricostruzione del tempio nel 1801, danneggiato da un incendio, mentre i capitani che si susseguirono apportarono modifiche estetiche e strutturali minori all’edificio esistente. Nel 1824, col trattato anglo-olandese e il successivo trasferimento, finalizzato nel 1826, della colonia di Malacca in mano inglese, l’amministrazione britannica abolì la figura dei “capitani”, ma mantenne quella del capo del tempio, noto come “Teng Choo”, che assunse anche alcune funzioni dei precedenti capitani. Difatti, il tempio era anche centro amministrativo ufficiale e corte di giustizia per dirimere le controversie interne tra i membri della comunità cinese locale.

In epoca contemporane il tempio è amministrato da un comunitato assembleare e un atto speciale del parlamento locale del 1949 ne ha ulteriormente regolato l’amministrazione, trattandosi di un patrimonio unico.

Nel 2003, il tempio di Cheng Hoon Teng ha ricevuto un riconoscimento UNESCO per il suo eccezionale stato di conservazione e per l’unicità della sua architettura, testimonianza del passaggio antico delle comunità cinesi a Malacca e in Malesia.

 

Caratteristiche

Come la maggior parte dei templi cinesi che si possono trovare in Malesia, in Cina o altrove nel Sud Est Asiatico, anche Cheng Hoon Teng è stato costruito con modeste proporzioni, ed è stato ampliato nel susseguirsi dei secoli.

Il tempio, che è stato costruito secondo i principi del feng shui, ha un cortile posto subito dopo l’ingresso, che separa questo dalle varie sale di preghiera, di cui la principale è dedicata alla divinità della misericordia, il bohdisattva Kuan Yin, divinità ricorrente nel pantheon cinese-buddhista. Alla sua sinistra c’è Ma Choe Poh, divinità protettrice dei marinai (significativa se si pensa alle origini portuali di Malacca e al percorso che i cinesi dovevano compiere via mare per raggiungerla). Le divinità che si trovano sopra gli altari sono racchiusi dietro un vetro per preservarli dai fumi degli incensi e candele. Le altre sale e sezioni del tempio sono dedicate ad altre divinità buddhiste della tradizione folklorica cinese della ricchezza, della longevità e della fertilità, oppure al culto degli antenati, con tavolette antiche. A proposito di questi ultimi, il tempio ospita ancora le spoglie mortali di due dei primi tre capitani che contribuirono alla costruzione del tempio nel XVII secolo. Inoltre, una delle tavolette più antiche, recante il nome del capitano cinese Lee Wei, menziona il fatto che questi donò un appezzamento di terreno per la realizzazione di un cimitero cinese – probabilmente la tavoletta si riferisce al cimitero di Bukit Cina, tutt’oggi visitabile.

A differenza di altri templi cinesi, il Cheng Hoon Teng non ha porte protette dalla divinità. Le porte sono sorvegliate dai famosi monaci taoisti, gli Otto Immortali. All’ingresso della sala principale, gli Otto Immortali non sono mostrati in forma umana, ma piuttosto simboleggiati da draghi con quattro artigli.

Le pareti dei templi sono tutte dipinte con un bianco fatto di calce. In passato, la calce veniva utilizzata al posto del cemento e veniva ricavata dai gusci di ostriche e dal carbone.

Dirimpetto al tempio, sul lato opposto della strada c’è un teatro dell’opera cinese (l’attuale è di epoca contemporeanea) su cui vengono inscenate opere cinesi tradizionali per il pubblico cinese della città. Spesso – quasi sempre – gli spettacoli sono gratuiti.

Ti potrebbe interessare
Discussione