La Blue Mansion di Cheong Fatt Tze

foto © 2009
Cheong Fatt Tze Mansion - Particolare dell'ingresso

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La cosiddetta “Casa blu” (localmente viene chiamata The Blue Mansion) a George Town era una delle tante dimore disseminate nell’Asia meridionale di Cheong Fatt Tze (1840-1916), un facoltoso uomo d’affari e nonché uomo politico cinese nato nel 1840 a Dabu, nella provincia del Guangdong, nel sud della Cina.

Cheong Fatt Tze era un uomo altamente influente nella corte manchu dell’allora impero cinese Qing e fu nominato console generale a Singapore nonché consigliere economico dall’imperatrice. Nato da umili origini da una famiglia hakka, iniziò a lavorare in giovane età come mandriano nel suo villaggio. Sull’onda della guerra civile cinese innescata dalla Seconda Guerra dell’Oppio con la Gran Bretagna (1857-1862), Cheong Fatt Tze emigrò nel Sud Est Asiatico, come tanti altri suoi connazionali del periodo, in cerca di pace e fortuna.

Inzialmente si recò a Jakarta, in Indonesia, dove si sposò e inizio le proprie attività commerciali con l’aiuto del suocero. Nel 1877 espanse i propri affari (gomma, caffe, té) a Medan (Sumatra). La sua fortuna crebbe al punto da acquistare una banca. Nel 1886 si spinse fino a Penang, in cui fece costruire la propria dimora, dove fu eletto Console dal governo cinese nel 1890. Continuò a viaggiare nel resto della sua vita e fu inviato anche in una missione ufficiale in America. Morì a Jakarta nel 1916, ma i suoi resti furono trasportati fino in Cina – passando per luoghi importanti della sua vita, Singapore, Penang e Hong Kong, dove ricevette un funerale di stato.

 

Storia

Cheong Fatt Tze, uomo estremamente ricco per l’epoca (che gli valse il soprannome postumo di “Rockfeller d’Oriente”), possedeva altre case in Indonesia, Singapore, Hong Kong e in Cina, oltre a quella di Penang. Anche se ognuna delle sue case riflettevano il suo profilo sociale, in termini di grandezza e di sfarzo, quella di Leith Street (oggi Lebuh Leith), pare fosse la sua favorita. La casa – detta “blu” per il colore blu intenso che aveva, oggi fedelmente restaurato – era certamente la più ricca di dettagli e di opere artigianali più raffinate ospitate all’interno.

La Blue Mansion, oltre ad essere la sua residenza privata, era al tempo stesso anche il suo ufficio commerciale nonché sede del proprio consolato, che in sua assenza ospitava anche il Vice Console.

Dopo la morte di Cheong Fatt Tze nel 1916, le disposizioni testamentarie intitolarono la casa agli eredi naturali cioè alla sua famiglia. Tuttavia, la fortuna di Cheong Fatt Tze venne diluita tra tutti i suoi famigliari e il costo del mantenimento del palazzo, nel corso dei decenni e degli avvicendamenti della Malesia, crebbe a dismisura, finendo col cadere in rovina. Con la morte dell’ ultimo figlio di Cheong Fatt Tze, nel 1989, il palazzo venne venduto ed acquistato da un gruppo di penanghesi che lo hanno finemente restaurato e trasformatolo in albergo, oltre a destinarne una parte in museo, fino a ricevere un riconoscimento dell’UNESCO e un premio per lo stato di conservazione dell’edificio nel 2000.

 

Caratteristiche

Al centro del palazzo erano state collocate le sale per riunioni di lavoro, nonchè l’ufficio dell’amministrazione consolare. Le sale posteriori consistevano in una stanza dov’era collocato un altare cinese, e la sala da pranzo. Le aree al primo piano ospitavano le camere per i familiari più stretti.

La costruzione del palazzo, com’è in uso ancora oggi tra i cinesi, fu affidata ai principi cinesi del Feng Shui, l’arte/dottrina di disporre le cose e gli elementi architettonici ed urbanistici di una costruzione. Rispetto ai suoi amici e parenti hakka che in quel periodo avevano adattato molte delle proprie dimore in stile misto coloniale/europeo, Cheong Fatt Tze aveva scelto di costruire una casa pienamente in stile tradizionale cinese. Fece giungere artigiani dalla Cina meridionale appositamente, così come i materiali da costruzione, che fece pervenire dalla madrepatria e persino dalla lontana Scozia (da cui fece pervenire delle finestre in art noveau). Il colore blu della dimora è dovuto a una tintura particolare che i britannici importarono a Penang dall’India (ricavato dalla pianta dell’indaco – indigofera tinctoria).

 

Come raggiungere la casa

La Blue Mansion è collocata nel cuore del centro storico di George Town, in prossimità di molti altri edifici storici, a portata di breve cammino. La casa, oltre a essere un albergo in cui poter soggiornare, è anche un museo e sono disponibili visite guidate in inglese.

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