Clan Jetties

Barche sul Chew Jetty di George Town

foto © 2009
Clan Jetties

Il Chew Jetty di sera

foto © 2009
Clan Jetties

Vista della baraccopoli sul mare con palazzi moderni alle spalle

foto CC BY-SA 2010
Labirinto dei Clan Jetties

Ai lati dei pontili principali di ogni jetty si diramano stretti cunicoli che portano alle vecchie dimore

foto © 2013
Case sul molo dei Clan Jetty

foto © 2013

Jetty in inglese vuol dire “molo” o “porticciolo”. A George Town c’è un intero quartiere di baracche e casette su palafitte edificato attorno a dei moli ubicati vicino al suo centro storico, in una zona chiamata Weld Quay (o Pengkalan Weld Quay in malay). Il caseggiato sul mare è abitato perlopiù da famiglie cinesi – tradizionalmente le famiglie cinesi si sono sempre suddivise in “clan” (da cui deriva anche il cognome famigliare), ecco perché “Clan Jetties”, perché in origine diversi clan abitavano diversi moli.

 

Storia

Molti cinesi giunsero a Penang e in Malesia spinti dalla crisi economica e politica in cui era caduta la Cina nella metà del XIX secolo: la guerra dell’oppio, i trattati ineguali e le vessazioni degli Stati occidentali, nonché l’inefficienza dell’allora governo Qing, aveva segnato indelebilmente un periodo di grave malessere per la Terra di mezzo. Molti cinesi iniziarono a emigrare e la Malesia era all’epoca una destinazione preferita, in quanto era in forte espansione economica per il commercio dello stagno, inoltre era presente una comunità preesistente di cinesi che si radicava già dal XV secolo, creando così un ambiente accogliente. Molti di questi cinesi, tuttavia, al contrario di quelli che risiedevano in Malesia da più tempo, erano poveri e, sebbene in cerca di fortuna, non avevo i fondi necessari per acquistare una casa in cui poter vivere mentre lavoravano nella loro nuova terra di adozione. Alcuni gruppi giunti a Penang da alcuni villaggi di pescatori della provincia cinese di Fujian (principalmente dal villaggio di  Xin Lin She) decisero così di costruirsi da sé le proprie case a ridosso della costa non lontano dal porto. Molti di loro ripresero a lavorare nella pesca o come braccianti.

La baraccopoli è rimasta nella sua zona attuale per oltre 100 anni, anche se la sua struttura originaria, in prevalenza di legno si è andata evolvendo. Oggidì la maggior parte delle case utilizza elementi in lamiera. La popolazione delle baracche si è oltretutto ridotta col tempo, dal momento che molte famiglie sono riuscite ad avanzare di stato e permettersi una casa sulla terraferma. Alcuni sono rimasti per allevare gamberi, altri hanno aperto qualche ristorantino o negozietto di souvenir, mentre altri ancora hanno ceduto le loro case a famiglie meno abbienti.

Tuttavia, molti dei residenti attuali sono discendenti delle famiglie che giunsero nell’Ottocento. I jetties si dividono in base alle famiglie – o clan – che li abitano:

  1. Seh Lim Keo (Lim Jetty)
  2. Seh Chew Keo (Chew Jetty)
  3. Seh Tan Keo (Tan Jetty)
  4. Seh Lee Keo (Lee Jetty)
  5. Chap Seh Keo (Mixed Clan Jetty)
  6. Seh Yeoh Keo (Yeoh Jetty)
Veduta aerea dei 6 clan Jetties di George Town

 

Il jetty Chap Seh Keo (5) è detto anche “mixed clan jetty” perchè è l’unico su cui vi abitava più di un clan. Il jetty principale è il Chew Jetty (2), il più lungo e probabilmente meglio mantenuto. Tutti i moli hanno un piccolo tempietto dedicato alle divinità della religione tradizionale cinese del mare. Il tempietto del Chew Jetty è quello rimasto più attivo: ogni anno c’è una cerimonia in funzione dell’Imperatore di Giada, Thnee Kong, il dio dei cieli.

Data l’importanza storica dei porticcioli, l’UNESCO, nel dichiarare il centro storico di Gerge Town patrimonio dell’umanità, ha incluso l’area dei jetties nella zona suggetta a tutela patrimoniale, arrestando alcuni progetti di demolizione del caseggiato sul mare.

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