Fortezza di Pangkor

Lato dell'ingresso

foto CC BY 2007
Forte di Pangkor

Lato posteriore

foto CC BY 2007

L’isola di Pangkor è un’isola della Malesia collocata alle pendici dello stato del Perak, lungo lo Stretto di Malacca, a circa 300km a nord di Kuala Lumpur e più di 400 dalla città omonima – un tempo stato a sé stante – di Malacca.

L’isola ospita un villaggio di pescatori e altri insediamenti umani da lungo tempo, tuttavia in passato più lontano l’isola era anche luogo di transito di pirati che infestavano lo stretto di Malacca, canale marittimo molto ricco sin da tempi antichi. Gli olandesi, già dal XVII secolo occupavano Malacca e parte dell’Indonesia dovevano fronteggiare questo tipo di minaccia che ostacolava i propri traffici commerciali di spezie e di stagno. Malacca si trovava in posizione strategica, ma non altrettanto protette erano altri punti del mare, che invece giocavano a favore dei pirati, come appunto Pangkor.

Fu per questo motivo, dato l’avviarsi di scambi di stagno con l’allora sultanato del Perak (oggi stato della Federazione Malese), che gli olandesi decisero di piantarvi una base e fortificarla, costruendo appunto il “Forte di Pangkor”, chiamato dagli olandesi “Dindingh”, dal nome di un fiume nell’entroterra di Malacca, e, più tardi, dai locali “Kota Belanda”.

La costruzione del forte risale al 1670. Tuttavia appena 20 anni dopo venne semi-distrutto da una rivolta della popolazone locale, scontenta del trattamento da parte dei coloni e dai loro saccheggi di materie prime. Gli olandesi però ricostruirono la struttura nel 1743, ponendo a guardia della medesima un manipolo più grande di soldati. Nel 1748 venne però abbandonato di nuovo.

Gli inglesi, a cui vennero affidate le colonie olandesi presenti nella penisola malese ai principi del XIX secolo, non fecero particolare uso della fortificazione, anche a seguito della diminuzione della pirateria in acque divenute più affollate e grazie alla superiorità marittima britannica.

Il forte è così giaciuto in stato di abbandono fino al 1973, anno in cui ha ricevuto un restauro dopo l’iscrizione alla lista del patrimonio storico della Malesia ed oggi aperto al pubblico per visite.

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