Tempio cinese Kuan Ying Ten

Celebrazioni in corso del 1° dell'anno 2012

foto © 2012
Kuan Yin Teng - Cerimonia di inizio anno

Il tempio durante la mattina del 1° gennaio 2012

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Kuan Yin Teng - Ingresso

Ingresso principale del tempio

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Kuan Yin Teng - Vista laterale

Sul lato del tempio sono presenti alcuni negozi che vendono materiale votivo e cibo

foto © 2009
Kuan Yin Teng - Particolare del tetto

I particolari architettonici riflettono lo stile tradizionale cinese hokkien e cantonese

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Particolare del tetto del Goddess of Mercy temple

foto © 2013

Kuan Yin (o Guanyin) è una divinità femminile presente nelle culture asiatiche orientali buddhiste e cinesi taoiste. Si tratta di un bodhisattva, ossia di un essere che, spinto da compassione, intende infondere saggezza e illuminazione nell’umanità. La figura di Kuan Yin deriva da quella indù di Avalokiteśvara, e il nome completo è Guanshiyin, che significa “Colei che ascolta le preghiere del Mondo” (letteralmente “suoni” o “pianti”) e in quanto tale è conosciuta anche come “Buddha della Misericordia” o “Dea della Misericordia” (Goddess of Mercy in inglese).

Il suo culto è molto seguito tra i cinesi del Sud Est Asiatico, in particolare in Malesia e Singapore, dove numerosi templi in suo onore sono stati eretti. Quello di George Town, appunto il Kuan Yin Teng (“tempio di Kuan Yin”), rappresenta uno dei più antichi templi cinesi dell’isola, le cui prime tracce affondano addirittura nella prima metà del ‘700, quando l’isola era scarsamente abitata rispetto a oggi.

 

Storia del “Goddess of Mercy temple”

Inizialmente il sito religioso che precedeva il tempio nella sua configurazione attuale era denominato Kong Hock Keong (tempio dei cantonesi) e non era dedicato a Kuan Yin, bensì a Ma Chor Po, divinità dei mari e delle acque, molto popolare tra i pescatori, i mercanti e la maggior parte degli immigrati cinesi venuti dal Sud della Cina in cerca di fortuna o ingaggiati dalla East India Company britannica, che aveva in George Town il centro degli Straits Settlements della corona. Tuttavia la presenza cinese a Penang, divenuta stanziale, contribuì ad accrescere la popolarità del culto di Kuan Yin. Ufficialmente questa transizione venne, in un certo senso, ufficializzata con la ristrutturazione del tempio nel 1824. Il tempio continuò a collocarsi su quello precedente, il cui terreno fu scelto, come avviene di norma per i templi cinesi, sui principi del Feng Shui – esso infatti lascia alle sue spalle la parte collinare di Penang, affacciandosi in direzione del mare, una posizione ritenuta di buon auspicio. Inoltre, al tempo della sua edificazione il tempio era rivolto verso quella che è ancora chiamata “Lebuh Cina” (China Street) ossia la strada dove sorgeva storicamente la Chinatown dell’epoca, con tutti i suoi negozietti, fino a raggiungere il mare, favorendo dunque i commerci e i buoni auspici per chi partiva o arrivava nell’isola via mare.

Essendo in origine il “tempio delle comunità cantonese ed hokkien” (che ancora oggi sono dominanti a Penang e in Malesia), il tempio fungeva anche da luogo di incontro e di mediazione tra le due comunità quando sorgevano problemi. Tra il 1830 e il 1860, tuttavia, i due principali clan iniziarono gradualmente a prendere le distanze l’uno dall’altro, con l’aumentare anche dell’opulenza della società di Penang e il radicarsi sul territorio di famiglie più estese. I templi gestiti dai rispettivi clan iniziarono a ricevere più attenzione e donazioni rispetto a Kuan Yin Teng, a conduzione mista. Questa polarizzazione intestina della comunità cinese di Penang sfociò nelle rivolte di Penang del 1867 e di tre guerre di clan e società segrete tra gli anni ’60 e ’70 nel XIX secolo, che determinarono un intervento armato britannico dal vicino Perak. Le autorità del tempio di Kuan Yin fallirono ogni tentativo di mediazioni tra le fazioni rivali. Tuttavia, le comunità cinesi, al termine degli scontri, decisero di formare una nuova entità, il Penang Chinese Town Hall (il “municipio dei cinesi di Penang”), quale istituto secolare predisposto a regolare i bisogni e le faccende della comunità cinese dell’isola.

 

Caratteristiche

Il tempio ricalca l’architettura meridionale cinese cantonese e hokkien. Il tempio di Kuan Yin di George Town continua oggi ad essere attivo e uno dei più caratteristici templi dell’isola di Penang di tradizione taoista, in grado di raccogliere giornalmente numerosi fedele nonché ovviamente turisti curiosi di passaggio. Il tempio è particolarmente attivo durante il primo e il quindicesimo giorno di ogni mese lunare (osservato dal calendario tradizionale cinese), nonché nei giorni dedicati a Kuan Yin, il 19° giorno del 2°, 6° e 9° mese del calendario lunare, che ne fissano rispettivamente, il compleanno, la sua iniziazione a bodhisattva, e il raggiungimento del nirvana. In queste occasioni vengono talvolta anche inscenate processioni, spettacoli dall’opera cinese o di burattini.

Tra il 2012 e il 2013 il tempio ha ricevuto alcune opere di restauro, particolarmente all’interno e sulla facciata. In precedenza i fumi dei ceri e degli incensi avevano offuscato gran parte del colore originale e dei dettagli scolpiti – dal momento che il tempio è sia parte del patrimonio UNESCO ma anche attivamente in funzione come luogo di culto, la soluzione temporanea è stata quella di una struttura non permanente antistante l’ingresso, dove i cinesi possono compiere alcuni riti e l’accensione di incensi senza danneggiare l’interno del tempio.

 

Come raggiungere il tempio

Il tempio è collocato nel centro di George Town, capitale di Penang, Malesia. Si trova esattamente all’intersezione tra Lebuh CinaJalan Masjid Kapitan Keling. Per chi fosse appena sbarcato a Penang dal ferry proveniente da Butterworth, è sufficiente imboccare Lebuh Cina, parallela di Lebuh Chulia. Per chi si trovasse già nel centro storico di George Town, è sufficiente tenere la Moschea Keling come punto di riferimento. Il tempio non è distante da numerosi altri edifici storici come il Khoo Kongsi o Fort Cornwallis.

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