Hundred Quarters

foto © 2013
Hundred Quarters Brickfields

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Il quartiere di Brickfields di Kuala Lumpur venne costruito con l’espandersi della città coloniale, diramandosi dal centro più antico sorto attorno alla confluenza dei fiumi Gombak e Klang, in corrispondenza di Masjid Jamek. In particolare, è detto “Brickfields” proprio per la presenza di “campi di mattoni” posti ad essiccare, ovvero antiche fabbriche di mattoni con cui venne edificata pian piano il resto della città, che in origine utilizzava invece il legno come materiale primario e che, a causa di alcuni incendi, stimolò la produzione di materiali alternativi meno suscettibili al fuoco.

 

Storia

Brickfields divenne rapidamente il quartiere dove andarono ad alloggiare numerosi indiani di India, giunti dall’altra colonia inglese verso quella in più veloce sviluppo, quale si presentava la Malesia a quel tempo, data la forte espansione di piantagioni di albero della gomma o, appunto come a Kuala Lumpur, di centri minerari di stagno. A Brickfields sorsero infatti molti templi indù e buddhisti visitabili ancora oggi, nonché chiese e moschee di tradizione indiana. Molti degli indiani erano particolarmente indigenti e soggiornavano in dimore povere. Ben presto lo sviluppo della ferrovia in quella che diverrà la capitale della Federazione controllata dagli inglesi sitmolò la costruzione di nuovi alloggi abitativi per gli operai che lavoravano tra i binari (Brickfields ospitava i magazzini della ferrovia, oggi trasformati nella stazione moderna di KL Sentral). Si tratta appunto dei “Hundred Quarters” o “cento alloggi” o abitazioni, piccole dimore dove dormivano gli operai ferroviari all’inizio del secolo (1915), visibili ancora oggi tra Jalan Rozario e Jalan Chan Ah Tong.

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