Domande frequenti sulla Malesia


In questa pagina troverete alcune domande frequenti sulla Malesia con le relative risposte. Le domande frequenti sono quelle domande che vengono fatte spesso sul forum, nei messaggi inviati, ma anche nelle normali conversazioni che vengono ripetute puntualmente. Questa pagina verrà aggiornata nel tempo, man mano che emergono nuove domande che necessitano di risposte chiare e brevi o quando c’è bisogno di correggere un’informazione data in precedenza – per cui non basarti solo su di essere, ma confrontale anche con altri canali di informazioni e partecipa al forum in caso di perplessità.



  • Cultura, paese e società

    Piccole informazioni demografiche sulla Malesia.

    Circa 28 milioni. Di cui circa 22 nella Malesia Occidentale (la penisola malay) e il resto nella Malesia Orientale (Borneo).

    La Malesia, anche se di relativamente poco. La Malesia ha una superficie di 329,847 kmq. L’Italia di 301,230 kmq.

    Il gruppo malay è più consistente (ca. 40% della popolazione). Seguito da cinesi (le cui origini affondano nella Cina meridionale), indiani (prevalentemente di etnia tamil, quindi con antenati dell’India meridionale), e numerossissime altre etnie: orang asli e malesi di origini thai o giavanesi in penisola; kadazan dusun, dayak, penan, melanau, bidayu, filippini e moltissimi altri in Borneo. Ci sono molti immigrati – studenti o lavoratori – da paesi mediorientali (Iran soprattutto), Cina, India, Indonesia, Filippine, Vietnam, Thailandia, Cambogia, Myanmar, Nepal, specie nei grandi centri. Naturalmente sono presenti comunità di occidentali, da Americhe, Australia, Europa, ecc.

    La lingua ufficiale della Malesia è il bahasa malay (più comunemente detto malay). Il malay viene scritto con i caratteri latini ed è anche la lingua primaria della pubblica amministrazione. Le lingue inglese, cinese (mandarino) e tamil sono lingue ufficialmente riconosciute e parlate da una vasta parte della popolazione.Molti cinesi parlano anche e soprattutto dialetti cantonese, hokkien, hakka, teochew ed altri. Specie nei grandi centri, come la cosmopolita Kuala Lumpur, circolano molte altre lingue parlate da immigrati del Sud Est Asiatico (indonesiano, thailandese, birmano, vietnamita, filippino…), mediorientali (arabo, persiano…) ed europei. In Borneo, specie nel Sabah, è diffuso il filippino (es. tagalog), oltre ad altre lingue parlate dai gruppi etnici locali.

    Sì e no. In genere le persone istruite lo parlano bene, quelle meno istruite conoscono un inglese basico o non lo parlano affatto. Ma va tenuto presente che l’accento e la parlata sono, in linea di massima e a maggior ragione per le persone meno istruite, molto lontane dall’inglese standard. Per cui il proprio livello di inglese dovrebbe collocarsi ad un livello superiore alla media per poter essere in grado di comprendere accenti e una parlata che non rispetta lo standard. Inoltre l’inglese-malese è ricco di termini ed espressioni che non sono parte del vocabolario inglese ma derivano da altre lingue come il malay, il cinese, ecc., contribuendo ad aumentare la confusione.

    Circa il 50% della popolazione è musulmana (prevalentemente sunnita). 20% buddhista (theravada e i cinesi in prevalenza mahayana). 10% indù. 10% cristiani (cattolici, evangelisti, metodisti, anglicani, luterani…). Il restante 10% pratica altri culti, incluso l’animismo (tipico delle popolazioni in Borneo o orang asli in penisola). I cinesi comunque spesso operano un sincretismo religioso per cui gli stessi seguono il buddhismo ma anche la religione tradizionale cinese e le due cose spesso si confondono. Molti indiani seguono anche il buddhismo in quanto incorporato anche nella tradizione induista.

    La valuta ufficiale della Malesia è il ringgit (pronunciato “rìngghit”), che letteralmente vuol dire “soldo”, “moneta” (ma ovviamente indica anche le banconote oltre che i “cents” spiccioli detti sen). Viene abbreviato spesso in RM (Ringgit Malaysia) o, più raramente, secondo uno standard internazionale, in MYR. La parola ringgit è “indeclinabile”, quindi viene utilizzata la medesima sia al singolare, sia al plurale (dunque è sbagliato dire “ringgits”, anche perché il Malese non è Inglese). Normalmente non vengono accettate altre valute nel paese nelle transazioni di tutti i giorni, salvo in taluni esercizi commerciali nelle zone di confine e forse presso talune realtà, comunque rare, che magari accettano dollari americani.

  • Clima e ambiente

    Domande frequenti su ambiente, clima e stagioni monsoniche della Malesia.

    La temperatura media annuale si aggira sui 30°C con piccole variazioni nel corso dell’anno e della giornata, su tutto il territorio Malese, incluso il Borneo. Essendo un paese tropicale non ci sono grossi variazioni stagionali e anche nel corso della notte le temperature si mantegono alte. Solo in poche zone di collina o montagna (o nelle cosiddette highlands), le temperature scendono al punto da richiedere una giacca, specie la sera.

    Trattandosi di un paese caratteristicamente tropicale, l’umidità in Malesia è molto elevata su tutto il territorio e può facilmente arrivare a percentuali dell’80-90%, durante tutto l’anno, nel corso del giorno e della notte.

    Generalmente no. I fattori metereologici che contraddistinguono il paese fanno spesso annunciare previsioni di pioggia e temporali, ma la realtà quotidiana presenta scenari tutto sommato migliori. Le piogge sono sporadiche, con scrosci molto più forti, ma solitamente non troppo durature, se comparate con quelle riscontrabili in Italia o in Europa durante i passaggi di stagione. Il tempo è comunque è variabile: non è insolito trovarsi con giornate soleggiate, con alternanza di sole e di cielo coperto e parzialmente coperto. Occasionalmente, ma più di frequente nei periodi di pioggia, ci possono essere uno o due precipitazioni al giorno (anche nessuna nelle stagioni meno piovose), generalmente della durata di massimo di una o due ore; più lunghe solo nei periodi di pioggia. Le coste della Malesia sono, in linea di massima, più soleggiate rispetto all’entroterra. Il vento è raro che soffi forte, tranne, al limite, durante le precipitazioni monsoniche. Consultare questo articolo per maggiori informazioni sui monsoni e le stagioni della Malesia.

    La Malesia si trova sotto la cd. cintura dei tifoni, che invece colpiscono paesi come ad esempio il Vietnam, Filippine o Hong Kong. Nei periodi di pioggia sono possibili piogge violente, ma il vento forte è un’eccezione non la regola. Qualche piccola tromba d’aria si è verificata sulle coste, molto occasionalmente.

    No; o meglio: nulla di paragonabile a quanto accade nella parte non tropicale degli emisferi terrestri, contraddistinte da alternanze di periodi di freddo e di caldo. In Malesia esistono “stagioni” se ci riferisce alle coltivazioni e alle piante da frutto. Per quanto riguarda il tempo atmosferico, la Malesia ha solo alternanze di stagioni o periodi monsonici. Consultare questo articolo per maggiori informazioni sui monsoni e le stagioni della Malesia.

    Un monsone è una stagione climatica contraddistinta da precipitazioni abbondanti e venti da moderati a forti.

    La Malesia è contraddistinta da stagioni monsoniche: il monsone di Sud-Ovest, che cade tra Maggio e Settembre; e quello di Nord-Est, che capita tra Novembre a Marzo. Il primo influenza prevalentemente la parte occidentale del paese, mentre il secondo quella orientale. Il monsone di Nord-Est è quello che genera maggiori precipitazioni. Le coste della Malesia, nel complesso sono più soleggiate, mentre le precipitazioni maggiori si verificano nell’entroterra. Consultare questo articolo per maggiori informazioni sui monsoni e le stagioni della Malesia.

    Il clima della Malesia è umido e, come in molti paesi tropicali, l’accadere rovesci occasionali è un fenomeno presente durante tutto l’anno. Non c’è stagione o periodo dell’anno che garantisca con assoluta certezza l’assenza di piogge in questa parte di mondo. D’altro canto non è detto che viaggiare nei periodi monsonici condanni il viaggio ad essere bagnato, dipende anche dalle zone. Consultare questo articolo per maggiori informazioni sui monsoni e le stagioni della Malesia.

    Haze vuol dire solo foschia. Benché in Malesia, a causa dell’elevata umidità, sia sempre presente un po’ di foschia dell’aria, dovuta alla condensa dell’acqua, in realtà i media indicano con questo termine un fenomeno assai poco naturale, dovuto all’incendio di boschi e campi coltivati nella vicina Sumatra (Indonesia), che vengono così predisposti per la rotazione per il raccolto successivo. Si tratta di una tecnica obsoleta e antiecologica, che può anche estendere gli incendi alle foreste. Può succedere in questi casi che le ceneri che salgono in cielo vengano spinte verso i cieli di Malesia e Singapore, formando una cappa tale da rendere l’aria irrespirabile e limitare la visibilità anche a 20-30 metri. È un incidente raro, i cui casi più gravi si sono verificati nel 1997, 2005 e 2013, causando attriti tra i governi di Malesia e Singapore con quello Indonesiano. In quanto di natura umana non è un fenomeno prevedibile, ma di solito – anche se non ha luogo ogni anno – accade tra giugno e luglio e dura al massimo pochi giorni, terminando non appena arriva il vento o la pioggia. In caso di haze con particelle nell’aria sopra la soglia di guardia si consiglia di non uscire di casa senza una maschera con filtro.

  • Sanità e salute

    Domande frequenti su salute, sanità, vaccinazioni in Malesia.

    Non esistono vaccinazioni obbligatorie da effettuare per poter entrare e visitare il paese. Quindi è a discrezione totale della persona che viaggia. Sono raccomandabili ma facoltative quelle contro l’epatite virale, il tetano, la febbre tifoidea. Questo genere di vaccinazioni viene consigliato dalle autorità sanitarie italiane e mondiali prima di visitare un vasto numero di paesi, inclusi perfino alcuni di area europea.

    No, è facoltativa. Per ogni eventualità ti consigliamo di scrivere una polizza assicurativa da viaggio, comunque. Puoi utilizzare il forum per discutere quelle più idonee o raccomandate da altri utenti.

    Ci sono ospedali pubblici che garantiscono assistenza a basso costo a tutti, stranieri inclusi, e sono in grado di far fronte ad emergenze di vario tipo (traumi, malattie infettive, ecc.). Il sistema sanitario malese è comunque a doppio binario, con la presenza di numerose cliniche ed ospedali privati, a cui una fetta della popolazione preferisce rivolgersi. I costi degli istituti ospedalieri e sanitari privati sono più elevati e pertanto molti sottoscrivono polizze di assicurazione sulla salute. Se ci si trova in Malesia per viaggio, non è possibile sottoscrivere assicurazioni private localmente, ma occorre  sottoscriverle nel paese di origine (assicurazioni viaggio). Se, invece, ci si trova in Malesia per lavoro e si è provvisti di regolare visto, è possibile sottoscrivere un’assicurazione sanitaria locale privata. Le strutture sanitarie migliori sono presenti nei grandi centri (Kuala Lumpur, George Town, Malacca, Johor Baru, Kota Kinabalu, Kuching…), con cliniche private più piccole sparse nel territorio. La quasi totalità dei medici parla un buon inglese.

    Le assicurazioni sanitarie locali sono accessibili solo ai residenti e a chi lavora con regolare permesso di soggiorno. Le assicurazioni da viaggio, più indicate se visiti il paese per scopi turistici o sociali, puoi sottoscriverle online o nel tuo paese di origine. Puoi utilizzare il forum per discutere quelle più idonee o raccomandate da altri utenti.

    La malaria è una malattia che esiste in tutti i paesi della fascia tropicale, con poche eccezioni in zone dove è stata eradicata. I casi in Malesia sono stimati in una decina ogni 100.000 abitanti nel corso dell’anno (su una popolazione di circa 28 milioni), con incidenze nelle zone acquitrinose, paludose e nelle foreste, che caratterizzano la parte rurale del paese. Nelle città e nei centri urbani il fenomeno è quasi sconosciuto. Rispetto a molti paesi africani, per esempio, quest’incidenza è parecchio più bassa. Le autorità spruzzano regolarmente pesticidi per eliminare i nidi di zanzare.

    Non esistono vaccini contro la malaria, ma esiste una profilassi antimalarica che scongiura la contrazione della malattia. Questa profilassi è più laboriosa di un vaccino e ha delle controindicazioni, per cui occorre consultarsi col proprio medico e valutare i rischi e i benefici rispetto all’area da visitare. Non è obbligatorio per recarsi o soggiornare in Malesia sottoporsi a un trattamento antimalarico. La stragrande maggioranza della popolazione locale non ha mai ricevuto questo trattamento nel corso della propria vita.

    In condizioni normali assolutamente sì, specie se si tratta di influenza comune. Solo di recente durante le pandemie di febbre aviaria e influenza suina, le autorità di molti paesi del Sud Est Asiatico hanno predisposto telecamere termografiche agli ingressi degli aeroporti internazionali, sottoponendo a controlli sanitari le persone con temperature corporee febbrili. In situazioni normali questi controlli non vengono effettuati di solito. In ogni caso non significa che una persona con la febbre non venga automaticamente ammessa nel paese, ma potrebbero sottoporla a un controllo preventivo o a una visita medica.

    Kuala Lumpur, come le grandi metropoli con tante auto è probabilmente da considerarsi inquinata, ma per fortuna la Malesia è molto più grande. La foschia che ci può essere, specie nei periodi più caldi, è spesso dovuta all’umidità (fenomeno che accade anche in Europa meridionale d’estate). Può capitare, anche se raramente, qualche caso di haze, termine col quale si indica l’inquinamento da incendi della vicina Indonesia dove durante la rotazione di campi o incendi nelle foreste le ceneri si spostino in Malesia. Si sono verificati 3 casi gravi, nel 1997, nel 2005 e nel 2013 durati pochi giorni, durante i quali il governo ha chiuso le scuole e ha sconsigliato la popolazione di non uscire di casa evitando di respirare l’aria con indice di particelle sopsese troppo elevato. Si tratta di un problema che genera attriti tra il governo singaporese e malesiano con quello indonesiano. Se si ha la particolare sfortuna di transitare in malesia durante un simile evento, evitare di uscire spesso o usare una maschera con filtro e sperare che piova o soffi il vento, di solito entro 2-3 giorni il fenomeno scompare.

    L’acqua di condutture in Malesia non è mai potabile, com’è tipico in molti paesi tropicali. E’ possibile bere dal rubinetto solo se l’impianto è dotato di un sistema di filtraggio certificato e ci sono indicazioni a riguardo sulla potabilità dell’acqua. L’acqua minerale o filtrata già imbottigliata è disponibile praticamente ovunque nel paese. Nel caso remoto non si disponesse di acqua fresca minerale o filtrata in bottiglia è possibile bollire l’acqua come ultimo rimedio prima di berla.

  • Visti e ingresso in Malesia

    Domande frequenti sull’ingresso in Malesia.

    No, non occorre richiedere in anticipo un visto per entrare in Malesia, se si è cittadini Italiani (la regola vale per la maggioranza dei paesi Europei comunque, anche se non tutti). Al momento dell’ingresso del paese verrà rilasciato un permesso turistico (social visit pass). Non ci sono costi, il permesso di ingresso è gratuito. È importante che il passaporto abbia almeno 6 mesi di validità residui prima dell’ingresso nel paese.

    L’attuale convenzione tra lo Stato Italiano e la Malesia stabilisce che i cittadini Italiani possono entrare in Malesia per scopi sociali (culturali, turistici) e soggiornarvi fino a 90 giorni (quindi leggermente meno di 3 mesi). All’ingresso del paese veniva rilasciato un documento da conservare nel proprio passaporto che reca la data di ingresso e la scadenza del periodo di soggiorno consentito – ultimamente non stanno consegnando più questo tagliando, ma potrebbero ripristinarne l’uso. A volte è stato messo in funzione un sistema di identificazione biometrica agli ingressi, per cui vengono prese le impronte digitali con un sistema informatico (no inchiostro). È importante che il passaporto abbia almeno 6 mesi di validità residui prima dell’ingresso nel paese.

    E’ possibile estendere fino ad altri due mesi il proprio social visit pass mentre si è in Malesia recandosi presso gli appositi uffici dell’immigrazione (ad esempio a Putrajaya) e presentando domanda. L’estensione ha un piccolo costo. Nel presentare la domanda, comunque, occorre giustificare il motivo dell’estensione, che deve essere credibile. Molto spesso l’estensione si limita a 1 mese, ma in taluni casi potrebbe essere anche rifiutata.

    Sì. Ed è la compagnia aerea stessa con cui volate che potrebbe richiederlo (anche se volate con altra compagnia o avete altra destinazione, non di ritorno), su disposizione dell’autorità malese. Idem se entrate via terra, per esempio da Singapore o Thailandia, è bene essere muniti di un titolo di viaggio che dimostri la volontà di uscire dal paese entro i termini del visto turistico (90 giorni). Capita a volte che non vi venga presentata questa richiesta ma per evitare disguidi (incluso il diniego di imbarco o la richiesta di comprare un biglietto sul momento), è meglio premunirsi. Naturalmente, ciò non è necessario se si è in possesso di un visto di lavoro o studentesco.

    Questo è sconsigliabile (overstay) e pericoloso perché di fatto si sta commettendo un reato, che potrebbe determinare una multa salata, l’arresto o l’incarcerazione.

    Denunciare il furto o lo smarrimento alla polizia e subito dopo anche alle autorità italiane presso l’ambasciata. Sarà possibile richiedere un nuovo passaporto presso la stessa; tuttavia, dal momento che per il rilascio di questo occorre del tempo, è possibile anche richiedere un foglio di via che permetta di rientrare in Italia. In queste situazioni attenersi alle istruzioni ricevute in ambasciata.

  • Telefonia e internet

    Domande frequenti sulle telecomunicazioni in Malesia: come effettuare telefonate locali, da e per Italia, utilizzare internet e connessioni mobile.

    Il prefisso internazionale per chiamare l’Italia è +39 oppure 0039, seguito dal numero che si intende chiamare in Italia. Se il numero da raggiungere in Italia è un telefono fisso, normalmente occorre rimuovere lo 0 iniziale dal numero italiano (es. 02, prefisso di Milano, diventa 2).

    Il prefisso internazionale della Malesia è +60 oppure 0060.

    Generalmente, è meglio utilizzare una SIM card malese piuttosto che utilizzare quella Italiana in roaming, salvo disporre di un contratto particolare con il proprio operatore telefonico.

    Sì, in qualsiasi negozio di operatori telefonici locali (es. Maxis/Hotlink, Celcom, Digi). Normalmente occorre esibire il passaporto per registrare l’utenza. Il numero telefonico sarà attivo entro breve tempo dall’acquisto. Normalmente il costo si aggira sui 10 ringgit in su.

    Normalmente, tutti gli operatori telefonici offrono un piano internet a consumo, attivabile direttamente dal cellulare, dopo che si è acquistata una SIM.

    Il sistema più comune “prepaid” è quello di usare grattini di vario taglio, in modo simile all’Italia. È possibile acquistare questi presso qualsiasi negozio degli operatori telefonici oppure presso i convenience stores (negozietti aperti 24/7). Talvolta anziché i grattini, consegnano delle ricevute fiscali con su stampato il codice da inserire per la ricarica.

    La maggior parte delle catene alberghiere, molti ristoranti, bar, caffé, pub, stazioni pubbliche e altri luoghi pubblici, dispongono di hotspot wifi liberi o riservati ai propri clienti.