Norme di comportamento sociali, usi e costumi da seguire e utili da conoscere in Malesia


Di seguito c’è un elenco di nozioni utili da conoscere, sull’etichetta in Malesia, in varie situazioni. Non si tratta affatto di un elenco completo, né di regole codificate, ma semplicemente di impressioni e consigli, non sempre da seguire alla lettera, ma anzi con le loro eccezioni, che possono facilitare e ridurre i momenti di shock culturale quando si viene in Malesia per la prima volta.

Rapporti interpersonali

  1. Indicare le persone con l’indice può essere aggressivo o irrispettoso. Indicare le direzioni o le cose con l’indice va bene. Per le persone, ma anche per le divinità, gli idoli o i luoghi sacri di solito si usa indicare col pollice.
  2. Salutare con mani conserte lo fanno al limite nella vicina Thailandia, ma non in Malesia, per cui risulterebbe un po’ strano se lo fate. La stretta di mano o saluti all’occidentale sono più diffusi (vedi anche punti seguenti).
  3. In genere gli asiatici non gesticolano molto e compiere troppi, animati e ampi movimenti con le mani potrebbe indisporre il vostro interlocutore. Idem se parlate a voce troppo alta e con tono – anche involontariamente – aggressivo.
  4. Il contatto fisico tra persone è più raro che da noi, anche tra amici – in Asia, in genere. Tra amici stretti quando ci si saluta va bene anche un abbraccio, ma normalmente non ci si bacia sulle guance (non deve stupire: anche in molti paesi europei, gli italiani sono un po’ un’eccezione in questo).
  5. In genere non è necessario stringere la mano a una donna musulmana col velo a meno che non ve la porga lei. Tra amici va bene anche un abbraccio ma in genere è un’iniziativa che è meglio se parte da lei.
  6. In linea di massima, in Asia si è meno diretti che in Europa, specie quando si vuole dire no, e la Malesia non è un’eccezione. Per cui cercate di capire dall’espressione della persona il suo stato d’animo e la sua disponibilità o se disapprova qualcosa.
  7. In Malesia e in genere nel resto dell’Asia si tende a un certo formalismo, per cui specie negli incontri più formali o di lavoro, l’apparenza conta. Anche se non vi si dice nulla (vedi il punto 6).
  8. Anche in contesti meno formali si tende ad avere un abbigliamento non eccessivamente aperto o trasandato; è vero che molte ragazze vestono minigonne e i ragazzi gli shorts, ma in molte parti d’Asia, non solo in Malesia, si evita di eccedere nell’abbigliamento troppo vistoso. Andare in topless in spiaggia probabilmente non è una buona idea (il fatto che alcuni turisti lo facciano nella vicina Thailandia buddhista non deve presupporre l’approvazione della popolazione locale – vedi punto 6).
  9. Quando fate un regalo, la presentazione dello stesso magari non è un dettaglio da trascurare troppo (vedi punto 7).
  10. Non è raro che ai matrimoni cinesi e in altre occasioni di festa inclusi compleanni si usi regalare delle buste con dei soldi dentro (chiamate angpow o anpao angpau). Nei matrimoni indiani e malay normalmente non è strettamente in uso questa pratica, ma può capitare.
  11. In Malesia, come in genere in Asia, non fate perdere la faccia al prossimo (a meno che non vogliate sortire determinati effetti di proposito…).
  12. In casa si sta scalzi e non bisogna mai portare le scarpe di fuori dentro casa. Vanno depositate vicino all’ingresso o appena dentro casa vicino la porta d’ingresso.

 

Soldi, affari e business

  1. Il denaro contante si usa passarlo con la mano destra e bassa, specie tra gli indiani. A volte i commessi lo porgono lentamente con due mani in segno di deferenza. Se si tratta di una cifra voluminosa, meglio metterlo in una busta, non troppo stropicciata o sgualcita.
  2. È bene dotarsi di biglietti da visita. I biglietti da visita (chiamati name card piuttosto che business card) in situazioni formali vengono passati sempre porgendoli con le due mani, possibilmente con il lato che sia leggibile da chi li riceve (non al contrario cioè).
  3. Se siete in un meeting di affari e viene servito del cibo, del té o caffé è segno di rispetto aspettare che cominci prima la controparte (ironicamente questo può allungare i tempi se entrambi aspettano l’altro!). Tra cinesi è buona educazione riempire l’altrui tazza di té quando questa è vuota, facendo così che sia sempre bella piena.
  4. I musulmani più fedeli pregano anche 5 volte al giorno. A volte si assentano da lavoro per le loro preghiere. Se fissate un meeting di affari con una persona abbastanza religiosa, magari evitate di farlo durante orari che concidano coi tempi di preghiera o lasciate fissare a loro.
  5. In genere, (quasi) tutto è negoziabile in Asia, ed è perfettamente comune trattare i prezzi, di un’appartamento o un’auto come di un vestito o un fermacarte. Se la persona che vi sta di fronte vi dice un no secco facendo intuire che il prezzo non può deciderlo lei, vuol dire che il prezzo non è negoziabile (di solito accade nei grandi mall). Se però continua a prestarvi attenzione (o addirittura farvi lei un prezzo scontato), vuol dire che potete giocare sul prezzo al ribasso. Fate questo se seriamente intenzionati all’acquisto, evitando di far perdere tempo alle persone (e perderne voi stessi). Ripassare in un secondo momento potrebbe non garantirvi lo stesso prezzo in talune circostanze o indisporre il commesso.
  6. In molti negozi è proibito fotografare la merce, è buon educazione chiedere se volete farlo, il più delle volte acconsentiranno.
  7. Le mance, specie nella ristorazione, non sono obbligatorie come ad esempio negli Stati Uniti, è a vostra discrezione lasciarle, esattamente come in Italia.
  8. Molti tassì, purtroppo, non usano il tassametro, specialmente a Kuala Lumpur – potete imporvi e fare richiesta affinché lo utilizzino, altrimenti rifiutate la corsa (capita anche ai locali, che spesso ne parlan male). Oppure, se non volete sorprese o discussioni spiacevoli, affidatevi a trasporto privato o radiotaxi. Fuori Kuala Lumpur potrebbe risultare tutto più difficile e in certe località hanno comunque tariffe fisse.

 

A tavola

  1. Tra le culture e le lingue più utilizzate in Malesia, inglese, cinese, malay o tamil, in genere non c’è un esatto equivalente di dire “buon appetito” o comunque questa formalità viene trascurata, per cui spesso si comincia dopo che la persona più anziana o più importante si è seduta e ha cominciato a mangiare.
  2. Anche se oggidì specie nelle grandi città tutti usano le posate, la cucina tradizionale indiana, ma anche quella malay, prevede che il riso venga mangiato con le mani (come da noi il pane) e quindi non è considerato cattiva educazione (ovviamente ci si lava le mani prima e dopo). Va benissimo se non vi sentite a vostro agio e chiedete forchetta e cucchiaio. Idem se non vi sentite a vostro agio con le bacchette, tipiche della cucina cinese, potete chiedere posate.
  3. La Malesia non è il Giappone, quindi fare rumore mentre si mangia/beve una zuppa è come da noi cattiva educazione.
  4. Se avete avanzato una certa quantità di cibo al termine del vostro pasto, è perfettamente normale chiedere che gli avanzi vi vengano confezionati in modo che voi possiate portarli a casa (tapao, più o meno equivalente a take away). Il cibo è vostro e l’avete già pagato, ma soprattutto è un peccato buttarlo.
  5. Raramente vengono serviti a tavola dei coltelli (a meno che non siano strettamente necessari, ad esempio per poter tagliare una bistecca), abituatevi a tagliare il cibo con forchetta e cucchiaio.
  6. Gli indiani di religione indù o sikh, quando non sono del tutto vegetariani, normalmente non mangiano manzo e carne di vacca. Alcuni buddhisti, anche non indiani, quando non sono vegetariani, talvolta seguono anch’essi questo precetto. I musulmani, com’è noto, invece non mangiano normalmente carne di maiale.
  7. Quando vi trovate in un ristorante cercate di capire se sia a conduzione musulmana o meno, perché nel primo caso non vi serviranno alcolici o maiale ed è cattiva educazione chiederli (a meno che la birra non sia sul menù, ovviamente).
  8. Alcuni musulmani bevono tranquillamente alcolici, ma a meno che non siate già in amicizia e in rapporti informali evitate di chiederglielo.
  9. Durante il ramadan, ossia il mese di digiuno seguito dai musulmani, questi non bevono e non toccano cibo dall’alba fino al tramonto. È considerato di cattiva educazione offrire loro da bere o da mangiare in queste ore o assumere cibo o bere davanti a loro (è chiaro che prevale il buon senso se vi trovate in un luogo pubblico, ma è diverso se vi trovate vis-a-vis con un conoscente osservante per esempio).
  10. Se invitate un amico musulmano a mangiare con voi in un ristorante non halal (molti ristoranti italiani per esempio non lo sono), cercate di capire con discrezione se gli va bene mangiare in un ristorante non halal (nel quale eventualmente ordinerà un piatto senza maiale; ma ci sono alcuni musulmani che mangiano solo nei ristoranti halal in cui la carne di maiale non raggiunge nemmeno le cucine).
  11. Se dividete la casa o l’appartamento con un musulmano, cercate di capire se gli sta bene che in frigorifero mettiate del maiale o degli alcolici. Alcuni non vogliono. Idem se intendete cucinare maiale nella cucina comune. Se fittate un appartamento, pertanto, avete ben chiara questa cosa prima.
  12. Anche se la persona che vi sta davanti non è musulmana e ci tenete a fare bella figura, magari chiedetele se ha preferenze alimentari: perché, ad esempio, ci sono molti vegetariani nel paese (vedi punto 6).

 

Luoghi religiosi

  1. Nelle chiese, nei templi indiani e cinesi o buddhisti di solito è possibile stare o anche partecipare alle cerimonie anche se non si è fedeli. Nelle moschee, normalmente, no.
  2. Nei templi indiani occorre essere scalzi. Le scarpe vanno depositate all’ingresso o su apposite rastrelliere. Spesso occorre togliersi anche i calzini, quindi fate attenzione. Talvolta nei templi indiani (anche se non proprio tutti) ci sono all’esterno delle manichette d’acqua con cui potersi lavare i piedi prima di entrare. Nelle moschee anche, ma normalmente sono solo i fedeli a compiere le abluzioni. Nei templi cinesi di religione buddhista o taoista/confuciana/tradizionale cinese di solito non è necessario stare scalzi, a meno che non vediate gli altri farlo o leggete indicazioni contrarie.
  3. È importante nei templi indiani camminare sempre in senso orario rispetto al tempio o ai templi dell’area sacra. Non bisogna toccare gli idoli sacri. Né parlare durante le funzioni religiose. È considerato di pessimo auspicio versare sangue in un tempio – per cui se avete ferite o tagli specie ai piedi evitate di entrare. (Tradizionalmente anche le donne mestruate non potevano entrare nei templi durante il loro periodo, ma ovvio che oggidì non è evidente come lo era secoli addietro – tra l’altro questa regola era presente anche nelle chiese cristiane, ma oggi è stato dimenticato).
  4. Nelle moschee di solito l’accesso a i non musulmani è consentito solo al di fuori delle ore di preghiera e delle funzioni religiose. Nell’entrare occorre stare scalzi, ma ai non musulmani viene richiesto normalmente di vestire dei soprabiti che vengono in genere forniti dalla direzione della moschea stessa. Le donne devono avere il capo coperto.
  5. In Malesia ci sono molte chiese, di varie confessioni (cattoliche, metodiste, anglicane, luterane…) e grosso modo le regole adottate sono identiche a quelle che si trovano in Europa. Nell’incertezza, chiedere.
  6. Nei luoghi religiosi – di qualunque religione – di solito è permesso fare foto (meglio senza flash), ma è sempre meglio chiedere prima o controllare se ci sono cartelli che lo proibiscono. Specie in alcune moschee e alcuni templi indiani potrebbero vietarlo.