Opportunità lavorative, visto di lavoro, permesso di soggiorno, aziende che assumono...




    • Opportunità di lavoro in Malesia

      Domande frequenti sulla ricerca di lavoro in Malesia.

      In genere gli stranieri che scelgono di lavorare qui sono stati inviati da grandi multinazionali che hanno una sede nel paese e l’assunzione o il colloquio – quando non vi si lavora già all’interno del gruppo – avviene all’estero o per via telematica. L’Italia ha una presenza nel settore difesa e automotive, quindi ci sono diversi ingegneri nel paese. Certamente, profili tecnici (IT, telecomunicazioni..), creativi (grandi gruppi della comunicazione) e nella sanità (medici..) potrebbero avere delle possibilità. Altri lavorano nel turismo (resort, grandi gruppi alberghieri, grandi tour operator…). Se sei un ricercatore universitario o lavori nell’istruzione c’è qualche possibilità nel ramo dell’educazione privata o nell’università anche pubblica. Naturalmente c’è anche chi ha cercato di realizzare investimenti personali, aprendo un ristorante o altre attività, ma bisogna considerare i rischi del caso, il fatto che occorrono dei capitali, anche se non sempre ingenti, e non devono venire meno organizzazione, esperienza nel settore e conoscenza del territorio.

      Non è un mercato equivalente a quello europeo, americano o australiano. Se per lavorare nella ristorazione intendi fare il cameriere, barman o cuoco, sappi che la tua concorrenza, con dovute eccezioni, è costituita da lavoratori dell’Asia meridionale i cui salari non di rado vanno dai 300 ai 500 dollari al mese, in ambienti dove l’inglese spesso non è parlato, e non di rado in cattive condizioni. Se sei, per esempio, un cuoco altamente specializzato, con esperienza, in grado di lavorare per ristoranti italiani, resort o catene alberghiere internazionali allora puoi aspirare a un tipo di posizione diversa e rivolgerti a queste entità.

      Per questo tipo di domande sarebbe il caso che tu postassi sul forum, avrai maggiori possibilità di risposta o di incontrare altre persone. Cerca prima di documentarti tramite queste FAQ, e facendo qualche ricerca sul sito per vedere se l’argomento, il tipo di lavoro o altri dettagli per te importanti sono stati già discussi.

      La Malesia è un paese in via di sviluppo e la forbice tra le diversi classi sociali è molto più larga che in Europa. Gli stipendi minimi si aggirano sui 200-300 dollari americani al mese, quelli più alti anche 10.000 e oltre, ma è chiaro che rappresentano una minoranza assoluta. Un neo-diplomato o neo-laureato malese di solito aspira a 500-700 dollari mensili. Un quadro o un tecnico specializzato sui 1000-1500. Un manager a partire da 2000. Gli stranieri da paesi come quelli europei di solito vengono impiegati solo per posizioni di medio-alto profilo, con stipendi minimi (almeno dichiarati) di 5000 ringgit ossia 1500 dollari.

      Non potrai mai avere uno stile di vita equivalente. Dovrai adattarti a molte cose. Inoltre devi prevedere qualche biglietto aereo se vuoi tornare a casa almeno 1 volta l’anno, che graverebbe sulla spesa media. Se vuoi mangiare occidentale o italiano (anche il semplice caffé espresso), ti costerà molto più che in Italia. Se vuoi determinati “lussi” e mettere in conto tutto questo, devi aspirare ad un minimo di 1000-1300 dollari al mese, e di più, se hai un compagno a carico o una famiglia con te (anche il doppio o perfino il triplo). Comunque molto dipende anche da dove vivi e dalle condizioni del tuo contratto (se hai casa, auto, ecc.).

      In un contesto puramente lavorativo, salvo che il datore di lavoro non te lo richieda espressamente, si dà per scontato che la lingua ufficiale sia l’inglese. Tuttavia devi tenere presente che: 1) l’inglese-malese non è un inglese standard e nella vita di tutti i giorni sei avvantaggiato se il tuo inglese è di livello almeno medio-alto, per poter decodificare aspetti della parlata locale non conformi allo standard; 2) potresti trovarti in ambienti di lavoro dove molte comunicazioni, specie informali, tra colleghi avvengono in mandarino o cantonese oppure in malay; in quest’ultimo caso, va inoltre ricordato che la lingua ufficiale della pubblica amministrazione è il malay.

      Nel complesso la pressione fiscale è sensibilmente inferiore a quella Italiana, anche tenendo conto dell’assenza di IVA e altri balzelli, che incidono sui costi di vita. Senza andare nei dettagli, puoi aspettarti una pressione fiscale tra il 5% e il 20%, dipende dal tuo reddito, o se si parla di redditi da impresa, ecc.

      Purtroppo non siamo un’agenzia di collocamento e non abbiamo la capacità di accogliere questo tipo di richieste, salvo aiutare le persone pubblicando il maggior numero di informazioni. Il consiglio principale è quello comunque di cercare di venire nel paese, anche per viaggio o turismo e farsi un’idea prima. Se poi segui attivamente il forum, ti mantieni attivamente collegato, partecipi alle conversazioni, e magari invii un messaggio dove segnali la tua disponibilità e descrivi il tuo profilo, forse può aiutarti nel fare networking.

    • Visto lavorativo

      Alcune risposte a domande frequenti connesse al permesso di lavoro in Malesia.

      No. È illegale ed è a rischio e pericolo tuo e dell’azienda che ti assume. Se un’azienda ti propone l’assunzione senza visto di lavoro, anche se c’è molta corruzione nel paese, le rassicurazioni dell’azienda non possono garantirti di ripararti dall’incontrare problemi di vario tipo, alcuni anche seri. Dai più pratici, come l’apertura di un conto bancario (negato a chi è un semplice turista), all’impossibilità dell’iscrizione all’AIRE, o sottoscrivere un’assicurazione sanitaria, nonché ovviamente ti esporrebbe a reati fiscali nei confronti della pubblica amministrazione malese e a quelli connessi all’infrazione sui regolamenti di immigrazione. È nella prassi che un’azienda ti chiami in Malesia prima che il tuo visto sia pronto. Non è completamente regolare, ma assicurati che ci sia l’effettiva volontà e la possibilità economica e burocratica di fare l’applicazione per un visto di lavoro immediatamente dopo il tuo arrivo.

      No. Non ci sono in via ufficiale equivalenti di working holiday o au pair. Esistono al limite possibilità di stage con un permesso apposito. Per lavorare in Malesia – regolarmente s’intende – devi avere una ditta locale che ti assuma con contratto annuale o biennale e faccia l’applicazione necessaria per un visa di lavoro. I tempi per l’applicazione del visto possono andare da 2-3 settimane a 3 mesi quindi questo complica la possibilità di fermarsi per brevi periodi. Anche se decidi di lavorare poco e poi licenziarti, nel momento in cui rescindi il tuo contratto (anche uno stage) col datore di lavoro presentando le dimissioni (secondo i termini del tuo contratto), il tuo visto di lavoro decade automaticamente in quanto collegato all’azienda che ti ha assunto e l’azienda successiva dovrà ripetere l’intera procedura.

      Devi innanzitutto avere un’azienda disposta ad assumerti. Questa azienda deve fare richiesta di un visto lavorativo, che andrà collegato ad essa in quanto garante. Di solito dovresti avere un profilo compatibile con quello della posizione che andrai ad impiegare. Se non hai un titolo di studio superiore (es. laurea) oppure un’elevata e comprovata specializzazione in un determinato settore (es. tecnico specializzato), ci sono possibilità che la richiesta per un visto di lavoro non venga accolta dalle autorità. L’età minima per assumere uno straniero europeo di solito è 25 anni. Il salario minimo che deve esserti corrisposto è almeno 5000 ringgit mensili (lordi). Ma è pur vero che molte aziende potrebbero concordare con te un salario superiore o inferiore salvo dichiarare questa cifra per ragioni burocratiche e fiscali, anche se ciò non è del tutto regolare. Ferie, assicurazione e altri benefit (affitto casa, auto, telefono aziendale, ferie pagate) sono definiti individualmente nel contratto di lavoro.

      Generalmente no, dipende. Aprire l’equivalente di una società a responsabilità limitata è molto semplice in Malesia, anche per stranieri non residenti. Tuttavia la titolarità di quote societarie, anche di una ditta esistente, non comporta l’emissione automatica di un permesso lavorativo collegato a quella stessa persona. Dipende se il capitale sociale della ditta è pari ad un certo ammontare (grosso modo tra i 100 e i 250mila euro minimi) – ovvero se intendi investire nel paese, in tal caso la Malesia facilita il rilascio di un working permit per la ditta di tuo possesso in modo autonomo. Per tutti gli altri casi occorre che il tuo visto sia collegato a una ditta esistente controllata da residenti locali.

      Se non siete sposati, no. La Malesia non riconosce le coppie di fatto per cui se ti trasferisci in Malesia per lavoro, il tuo compagno o la tua compagna vengono considerati come persona a sé e devono procurarsi un visto valido a prescindere. Viceversa, se siete sposati, il coniuge può chiedere un visto apposito, che però non dà automaticamente diritto a lavorare, per la qual cosa è richiesto un visto di lavoro collegato ad una ditta. Se hai bisogno di assistenza legale e burocratica per un visto per il coniuge, se la tua assunzione è stata confermata, possiamo effettuare questo tipo di pratica per te.

      Sì! Siamo in grado di assistere legalmente e logisticamente le aziende già registrate e in regola in Malesia che intendano assumere uno straniero dall’Italia (o da altro paese europeo). Per informazioni contattaci o facci contattare dall’agenzia interessata.

    • Conti bancari

      Alcune risposte a domande poste a proposito di conti bancari per chi vive e lavora in Malesia.

      No, non puoi. Ti occorre un visto lavorativo o un permesso di residenza (es. permanent resident, di solito concesso a chi ha sposato un cittadino malese per esempio). Oppure un visto di residenza decennale se hai aderito al programma Malese di retirement nel paese.

      Ti occorre un visto lavorativo approvato e stampato su passaporto; il passaporto stesso e una sua fotocopia; nonché una lettera della tua azienda che ti verserà lo stipendio. Contestualmente all’apertura di un conto, normalmente viene richiesto di versare una piccola cifra in contanti (solitamente attorno ai 500 ringgit ma potrebbe variare da banca a banca).

      Nel paese sono presenti istituti di credito nazionali e internazionali. Tra quelli locali c’è Maybank, CIMB, RHB, Hong Leong, Ambank ed altre. Tra i gruppi internazionali figurano HSBC, Standard & Chartered, Citybank ed altre. Normalmente i conti personali sono in valuta locale, ringgit. Esistono conti cd. multicurrency per evitare doppie imposizioni di conversione valutaria.

      Non siamo in grado di raccomandarti una banca piuttosto che un’altra, ma puoi discutere dell’argomento sul forum assieme ad altri utenti.

      Normalmente non è previsto. Puoi trasferirlo successivamente, ma deve esserti accreditato su un conto bancario locale. Potrebbero esserci delle condizioni particolari con la tua azienda, ma non è la prassi.

    • Guidare auto o moto in Malesia

      Domande frequenti per chi intende risiedere in Malesia a lungo e vorrebbe guidare un veicolo in Penisola o in Borneo.

      Sì e no. A Kuala Lumpur, se vivi in un posto che non è collagato con i mezzi pubblici o con infrastrutture di uso quotidiano come supermercati o altri luoghi di cui ti servirai spesso, molto probabilmente non potrai fare a meno dell’auto a meno che non voglia spendere tanto in taxi. Nel resto del Paese dipende dalla tua zona, anche in relazione al tuo luogo di lavoro comunque.

      Sì, fino a tre mesi! Se è una patente europea (italiana) valida e non scaduta ti è consentito guidare un veicolo compatibile con la tua patente di guida fino a tre mesi dal tuo ingresso nel paese, sia che tu abbia un visto di lavoro o turistico. Oltre i tre mesi (dopo i quali in ogni caso il visto turistico scade), è necessario convertirla in patente locale (malese).

      Devi recarti in un ufficio JPJ (Jabatan Pengangkutan Jalan, traducibile come “dipartimento dei trasporti stradali”), a Putrajaya o alla località più vicina. È necessario avere con te i seguenti documenti:

      • Passaporto (originale e fotocopia)
      • Permesso di lavoro o di residenza (originale e fotocopia)
      • Patente di guida straniera (originale e fotocopia)
      • Traduzione giurata di quest’ultima in lingua inglese o malay (ottenibile presso l’ambasciata ma a quanto pare è accettata anche di terze parti)

       

      Le autorità dichiarano un tempo di approvazione di circa 2 settimane. Tieni presente comunque che i requisiti, i tempi di approvazione e altre questioni burocratiche potrebbero cambiare da un momento all’altro. Potrebbe essere a discrezione dell’ufficio competente sottoporti a un test di guida.

      Si, è possibile. Occorre un visto di lavoro o di residenza, dovrai frequentare un corso e sostenere alcune prove, più o meno come in Italia e altrove.

      Il codice della strada è internazionale. Tuttavia tieni a mente che:

      • In Malesia si guida come in Inghilterra, sulla corsia a sinistra (lato sinistro della carreggiata) e si sorpassa a destra (l’opposto che in Italia ed Europa continentale).
      • La legge impone di allacciarsi le cinture di sicurezza sui sedili anteriori E posteriori (che poi molti non lo facciano su quelli posteriori non vuol dire che sia lecito).
      • Le autostrade sono a pedaggio, come in Italia. È presente un sistema tipo Viacard chiamato Touch’n’Go che è utilizzabile anche per trasporto metropolitano e per fare micropagamenti. Altrimenti un sistema tipo Telepass chiamato SmartTAG.

      Sì, è necessario avere un visto di lavoro o di residenza per l’acquisto e/o il passaggio di proprietà. Tieni presente che il mercato in Malesia tende al protezionismo verso costruttori (Proton, Perodua) e assemblatori nazionali (Peugeout e altri) e le auto non assemblate nel paese e quindi completamente importate sono tassate fino al 300%. Imposizioni simili si applicherebbero qualora tu voglia importare un veicolo straniero. Gli scooter non risentono di imposizioni altrettanto pesanti (esistono costruttori o assemblatori locali – i marchi giapponesi, tipo Honda, Yamaha, sono molto presenti sul territorio).