Uno dei modi per viaggiare in Malaysia, Borneo o Singapore, e più in generale in Asia, spendendo poco e arricchendosi di esperienze uniche vissute stringendo amicizie con persone del luogo visitato è quella di fare Couchsurfing. Rappresenta il modo ideale per vivere un paese “dall’interno” e in maniera assolutamente diretta, immergendosi nella cultura del posto attraverso i suoi abitanti.
Couchsurfing.org è il nome di un network e di un progetto per cercare ospitalità mentre si è in viaggio. E’ anche e soprattutto un network di viaggiatori, utile per incontrare e conoscere persone locali in un nuovo paese, farsi nuovi amici, ottenere immediatamente informazioni su come spostarsi e viaggiare in un paese sconosciuto, senza bisogno di guide o affidarsi a tour operator.
Nato nel 1999 e riprogettato radicalmente nel 2004, fare “couch surfing” (un neologismo che vuol dire letteralmente “surfare divani”) è stato definito un po’ superficialmente da alcuni come l’ultima frontiera del viaggiare “low cost”, ma si propone in realtà un obiettivo decisamente più ambizioso, socialmente e culturalmente utile. Si tratta infatti di un programma che permette di mettere in contatto persone con diverse culture, lingue ed esigenze da ogni parte del mondo.
Chiunque può offrire la propria ospitalità nella propria dimora, dando a disposizione ai viaggiatori un letto, un divano (couch, appunto) o un cantuccio dove potersi riparare e dormire (anche una parte del proprio giardino, per i viaggiatori in tenda). I viaggiatori sono sconosciuti provenienti da altri paesi in cerca un posto in cui poter sostare per qualche giorno . È un ‘esperienza che sicuramente offre la possibilità di viaggiare a costi molto bassi ma dà anche la possibilità di conoscere gente in tutto il mondo, relazionarsi a contesti culturalmente differenti, stringere legami e amicizie. Entrare a fare parte di questa vivace comunità è semplice, non è fatto obbligo né di offrire né di cercare ospitalità per poterne essere parte, si può infatti usufruire del progetto solo per conoscere persone per un caffé al bar, una cena al ristorante o per incontrare compagni di viaggio con cui condividere gite, avventure, gatering, meeting, eventi e quant’altro. La possibilità di offrire ospitalità è su base volontaria assolutamente no-profit e non comporta necessariamente il ritorno del favore.
Il sistema è molto ben congegnato con un sistema di feedback attraverso il quale ciascun utente che incontra un’altro utente, chi ospita e chi è ospitato, può lasciare una valutazione della sua esperienza visibile a tutti gli altri utenti. In questo modo si crea un rapporto di fiducia anche tra estranei. E’ possibile verificare ulteriormente – in via facoltativa – le credenziali di una persona attraverso il pagamento di una quota “una tantum” attraverso una carta di credito, in tal modo dimostrando l’identità reale e l’indirizzo fisico di una persona, come ulteriore sicurezza.
Nel momento in cui un membro della comunità ha in programma un viaggio si mette in contatto con gli utenti più vicini alla meta del suo itinerario e domanda se vi sia la possibilità di usufruire della loro ospitalità per il periodo in questione. Durata, natura e termini della sistemazione sono chiariti anticipatamente via web tra le parti. Essendo un programma nato per il libero scambio di ospitalità, non è previsto alcun corrispettivo di tipo monetario, anche se non è raro, né è cattiva abitudine, che l’ospite si presenti con qualche prodotto tipico del suo paese o un piccolo dono per il suo generoso anfitrione, offra lui una cena, ecc. Ovviamente è consigliabile la ricerca di una sistemazione offerta da un membro che condivida passioni, idee e interessi simili o comunque non in contrasto con quelli del viaggiatore. È quindi opportuno visionare con attenzione il profilo dei soggetti (ospite e padrone di casa) da entrambe le parti, per trovare quello con maggiore affinità e compatibilità rispetto alle necessità/esigenze presentate. In merito a questo è quindi fondamentale essere chiari e precisi sul periodo di permanenza e sugli orari di arrivo e partenza in caso vi sia la disponibilità/ richiesta di essere accompagnati nelle stazioni, aeroporti ecc. È inoltre buona norma chiarire le intenzioni durante il soggiorno, come attività culturali, quali visita di siti, musei e monumenti, o qualsiasi altro genere di interesse.
Venendo alla Malesia, va detto che è estremamente semplice trovare couchsurfers in Malesia, ovvero cittadini malesi iscritti al progetto, molto ben disposti ad incontrare stranieri e, spesso, offrire loro ospitalità. Naturalmente le città con più membri sono anche le città più grandi, soprattutto nella Malesia peninsualare (come Kuala Lumpur, Georgetown a Penang o Malacca), ma non mancano anche in città minori, persino nel più arretrato Kelantan, ad Alor Setar, a Johor Baru, o nel Borneo, come a Kuching o Kota Kinabalu. Il couchsurfing è molto diffuso anche a Singapore (dove forse però non è sempre facile trovare alloggio) e negli altri paesi asiatici limitrofi, come l’Indonesia, la Thailandia, il Vietnam, il Myanmar, Hong Kong, Cina, ecc.
Ho spesso viaggiato usando couchsurfing in Malesia e non posso che raccomandare quest’esperienza a tutti quelli che si rechino in viaggio verso mete sconosciute. Qualunque sia la vostra età o il vostro modo di viaggiare è un’esperienza unica che vi consentirà di farvi tanti amici del posto e conoscere un paese dal suo interno in men che non si dica.
Articoli correlati:
English
Italiano

