Lavorare come guida turistica

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#7754

Ciao, vorrei lavorare privatamente come guida turistica o insegnante di italiano in Malesia.
Potete darmi delle indicazioni su cosa devo fare,a chi devo rivolgermi per regolarizzare la mia permanenza nel paese( se è possibile aprire questa attività come privato),o darmi suggerimenti per permettermi di vivere lì lavorando il necessario per mantenermi.
Grazie

#7755

Ciao elaunam,

è possibile aprire una ditta in Malesia, senza bisogno di soci locali (residenti), con un capitale sociale di almeno 500.000 ringgit malesi (in certi casi un milione) – ci sono soluzioni più economiche ma più complesse perché hai bisogno di soci locali; puoi anche aprire un’equivalente di una società a responsabilità limitata con qualche migliaio di ringgit più o meno (sempre con soci locali), il problema è che una società così configurata non ti dà la possibilità di avere un visto di lavoro, ma solo di possedere quote societarie, quindi in teoria non puoi lavorare nel paese (legalmente, almeno) – l’alternativa è farsi assumere da una ditta esistente, come dipendente quindi (e lì dipende dalle circostanze, se puoi avere la possibilità o tempo di aprire una ditta a parte, dipende da quello che devi fare). Non ti consiglio di provare a fare la guida senza permessi, in quanto è illegale lavorare nel paese senza un permesso. Inoltre per fare la guida turistica hai bisogno di un patentino (senza il quale, anche con un permesso di lavoro, è illegale lo stesso) – un po’ come in Italia – che è ottenibile dopo un corso, per frequentare il quale devi essere nel paese con un visto di lavoro per una ditta nel turismo. Per gli stranieri non è sempre facile prenderlo (qui personalmente ho meno informazioni), ma le cose sembra si stiano semplificando. Se non hai esperienza della Malesia ti consiglierei di visitarla prima o trovare un lavoro prima di lanciarti.
In bocca al lupo

#7757

Grazie per avermi risposto.
Purtroppo quello che scrivi non è molto incoraggiante…Pensavo fosse più semplice, sicuramente il patentino comporta la conoscenza della lingua locale , dovrei optare per l’insegnamento dell’italiano e trovare contatti in luogo venendo direttamente sul posto.
Come penso tu sappia, l’Italia è diventato un paese nel quale è meglio non investire denaro visto che le tasse e la burocrazia soffocano ogni iniziativa.
Non sono laureata, ho gestito un’attività di commercio per molti anni, ho voglia di fare qualcosa di nuovo senza imprigionarmi in debiti o situazioni impossibili…Sono stata tre volte in Thailandia, ho conosciuto diverse persone che gestivano attività in società con thailandesi e nessuna di loro ne era particolarmente entusiasta.
Se verrò a Kuala Lumpur questa estate sarebbe possibile incontrarti?
Potrei anche propormi come insegnante di inglese,( in Cambogia non era richiesta laurea almeno fino al 2008) o commercializzare prodotti italiani trovando dei distributori. Cosa ne pensi di una rivendita di specialità italiane? Sono prodotti ricercati? Esistono già dei negozi così? Potrebbe interessare il gelato italiano?
Non voglio farti impazzire, sto solo cercando di raccogliere informazioni che siano tali da giustificare un viaggio e una ricerca più approfondita.
Grazie…
A presto

#7758

Ripeto, dovresti conoscere il paese (qualunque, non solo la Malesia) prima di lanciarti. Specie se uno non ha già alle spalle un prodotto o un mercato di cui già vive e cerca di espandersi, ma al contrario quando devi iniziare da zero, perché sommi le difficoltà di neo-impresa a quelle di un paese che non conosci, sarebbe una situazione con molte più problematiche di quella italiana, che invece conosci bene e sai come muoverti.
Ogni tanto qualcuno chiede su queste pagine delle specialità italiane da importare nel paese. Però, per dire, le specialità italiane di massa, a parte la pasta (già disponibile nel mercato), quali possono essere? Ricadiamo sui formaggi (che non fanno parte delle tradizioni asiatiche e men che meno quelle tropicali, oltre alle difficoltà di trasporto e stoccaggio in un paese dove fa 30°C tutto l’anno), poi i salumi e gli affettati, dove in paese a maggioranza musulmana verrebbero apprezzati solo (e in parte) dalle comunità cinesi e indiane per esempio. Idem i vini, che non vengono sempre ben capiti e c’è comunque la concorrenza di vini australiani, sudamericani, ecc. Poi che rimane, l’olio di oliva, ma è costoso, oltre che già presente (Bertolli, Sasso, ecc) quindi anche lì è una nicchia piccola. Dunque si tratta di quote di mercato piccole e difficili; non impossibili, certo, ma o confinate ai ristoratori (italiani si contano sulle dita) o alla grande distribuzione, che richiedono dunque una certa conoscenza del mercato, oltre che dei prodotti e della distribuzione, per capire come muoversi. O avere dei prodotti già definiti e già immessi su un mercato possibilmente non solo italiano, con esperienza, o un progetto più elaborato quindi.
La Cambogia non è una realtà paragonabile alla Malesia. Per insegnare inglese devi avere un titolo idoneo (anche un certificato privato basterebbe, tipo CELTA per esempio) per essere presi in scuole private (dove comunque ci vanno a insegnare anche molti madrelingua anglosassoni e naturalmente subiresti la concorrenza di questi). Considera comunque che l’inglese è parlato nel paese (non sempre particolarmente bene ma è parlato), come seconda/terza lingua o prima lingua un po’ da tutti.
Ciao

#7759

Ciao, dopo tutte queste parole,la cosa migliore da fare è venire sul posto per capire di persona quale può essere la realtà del paese.Io pensavo non tanto al classico olio e vino ma piuttosto ai nostri dolci,il nosro gelato, la nostra pasticceria.
Sono stata in Giappone la scorsa estate e, nonostante abbia visto numerosi locali pseudo-italiani gestiti da cinesi o asiatici, non ho visto una sola panetteria tradizionale italiana,nè una pasticceria come le nostre.Quelle giapponesi sono dei veri negozi di preziosi, in cui un dolce costa come un lingotto d’oro ma sono fatti in serie.
Purtroppo i costi sono proibitivi,e anche se una gelateria come Gromm riesce a vendere due palline di gelato a quasi 6 euro occorre un capitale di partenza che non posseggo…
Ti ringrazio per lo scambio di opinioni, i consigli e, se mi sovverrà un’idea meravigliosa ti scriverò per sapere cosa ne pensi.
Teniamoci cominque in contatto, se deciderò di venire a Kuala Lumpur mi piacerebbe incontrarti.
A presto….