Benché la lingua inglese (Bahasa Inggris), dato il suo passato coloniale, sia ampiamente diffusa nel paese, la lingua ufficiale della Malesia è il Malese – detto Bahasa Melayu o meno comunemente Bahasha Malaysia nel linguaggio locale. Bahasa vuol dire “lingua”, quindi “lingua dei malay” o lingua dei malesi”. In italiano non sempre si tiene conto della differenza che passa tra “malay” e “malese” e spesso i due termini vengono fatti coincidere. Tuttavia, i malay sono un gruppo etnico distinto degli abitanti della Malesia, che comprende anche genti di etnia cinese (40%), indiana (10%), nonché gruppi di minoranze aborigene e non sparse sul territorio e sopratutto in borneo. Senza contare altri gruppi provenienti da paesi confinanti che hanno raggiunto la Malesia in tempi più recenti (circa due milioni di immigrati su una popolazione di 26 milioni di abitanti). Ciascuna di queste etnie, oltre al malese, parla anche il linguaggio del proprio gruppo: il tamil è molto diffuso tra gli indiani, il cinese (soprattutto i dialetti del sud: cantonese, hakka, hokkien…) tra i cinesi, nonché una serie di dialetti parlati dagli altri gruppi e dagli aborigeni.
Benché le altre lingue godano di qualche riconoscimento, informale nel caso della Malaysia o formale nel caso di Singapore, il bahasa melayu è la lingua ufficiale della Malesia nonché del Brunei e di Singapore. È molto simile alla lingua indonesiana, detta localmente Bahasa Indonesia, la lingua ufficiale dell’Indonesia, che al momento di acquisire l’indipendenza politica adottò una forma di malese come lingua ufficiale, una sorta di lingua franca utilizzabile in tutte le migliaia di isole che compongono l’arcipelago indonesiano. Tuttavia, nonostante esista un ampio grado di mutua intelligibilità col Bahasa Malaysia, l’indonesiano si differenzia molto dal malese parlato in Malesia. Malesi e Indonesiani possono comprendersi reciprocamente, ma più o meno nella stessa misura in cui uno Spagnolo e un Italiano riescono a capirsi.
La lingua malese viene ricondotta al gruppo linguistico dei linguaggi malay-austronesiani e di per sé costituisce un esempio magistrale di lingua franca. Data la posizione geopolitica della Malesia e la sua storia peculiare, sia la cultura che inevitabilmente il linguaggio dei popoli che hanno abitato quest’area del mondo sono state ampiamente influenzate da altre entità. Lo stretto di Malacca, per esempio, ha rappresentato per secoli – e tutt’ora rappresenta – un passaggio fondamentale per i trasporti nautici, favorendo lo svilupparsi di un certo tipo di mercantilismo, che ha spinto navigatori da zone lontane a fermarsi ai porti malesi, fino a rendersi teatro di vicende del colonialismo. Oltre alle occupazioni coloniali, principalmente portoghesi e inglesi, la Malesia è stata anche teatro di numerose occupazioni: nel corso dei secoli un susseguirsi di regni indiani, indigeni, arabi, infiltrazioni cinesi, persino una breve occupazione giapponese nella seconda guerra mondiale. E’ così che la lingua malese è stata profondamente influenzata da lingue quali inglese, portoghese, latino, cinese, sanscrito, arabo, persiano. La stessa lingua doveva servire come strumento di comunicazione tra etnie diverse sparse su coste, isole e regni differenti, pertanto la sua struttura grammaticale è sempre stata molto semplice.
Anche la scrittura ha risentito dei retaggi storici. Inizialmente linguaggio orale, il malese ha conosciuto fasi in cui veniva scritto usando alfabeti di origine aborigena o esotici come il pallava (un sistema di scrittura indiano), il kawi o il rencong. Con l’introduzione dei sultanati tra il 14° e il 15° secolo, viene introdotto un alfabeto arabo modificato, che prenderà il nome di jawi. Quest’alfabeto è tutt’ora in suo, ma in contesti piuttosto limitati; la maggioranza della popolazione e delle istituzioni, sia in via ufficiale che informale, utilizza l’alfabeto latino (detto rumi), introdotto a partire dall’influenza che le potenze coloniali occidentali hanno esercitato nel sud est asiatico.
E’ utile o no per uno straniero imparare il bahasa melayu? Per un viaggiatore, probabilmente no, l’inglese è sufficiente e il livello medio di conoscenza della lingua inglese di solito è altamente superiore a quello delle popolazioni dei paesi confinanti. Fatta eccezione per immigrati o anziani, è raro non poter interagire col prossimo in Malesia esprimendosi unicamente in inglese. E’ anche una caratteristica molto bella del paese, perché, al contrario di altri paesi asiatici (e non solo quelli del sud est asiatico!), in Malesia è possibile interagire con le persone, crearsi amicizie e intavolare qualunque tipo di discorso anche grazie all’assenza di scogli linguistici insormontabili. Di sicuro, comunque, può rivelarsi vantaggioso conoscere qualche frase, forma di saluto o di ringraziamento.
Il discorso può cambiare nel caso di un residente. Se vi trovate in Malesia per motivi di lavoro in modo occasionale e temporaneo è utile che impariate un po’ di etichetta, innanzitutto. Più a lungo dovete trattenervi nel paese (per motivi di studio, lavoro, ecc.), più vi sarà chiaro che per poter capire nel modo migliore il posto dove vi trovate e per poter gestire i vostri affari in modo vantaggioso, è assolutamente indispensabile impararne la lingua. Le comunicazioni con la pubblica amministrazione richiedono una conoscenza della lingua malese. Negoziazioni e contratti altrettanto. Se prestate assistenza in una ONG è presumibile che avrete a che fare con la popolazione rurale e dunque un po’ di malese non guasta. Idem se vi troverete a che fare con la pubblica istruzione o l’università (benché esistano istituzioni private che eleggano l’inglese o il cinese come lingua principale).
In articoli successivi provvederemo a dare qualche nozione utile di lingua malese. E’ possibile utilizzare anche il forum per scambiarsi consigli e chiarimenti nell’apposita sezione.
La lingua Malese: il Bahasa Melayu
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