Mount Kinabalu

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Mount Kinabalu - Picco di Low

La sommità della montagna

foto CC BY-ND 2010
Discesa dal Monte Kinabalu

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Mount Kinabalu - Vegetazione

foto CC BY-ND 2010
Mount Kinabalu al mattino

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Il Monte Kinabalu (Mount Kinabalu o Gunung Kinabalu in lingua malay) è, con i suoi 4.095 metri di altezza, la montagna più alta della Malesia e rappresenta una delle vette più alte di tutto il Sud Est Asiatico (secondo solo ad alcune catene dell’area Tibetana e del Myanmar o a montagne remote di Indonesia e Nuova Guinea, che però sono collocate geograficamente in un’area a ridosso dell’Oceania, come Puncak Jaya o Irian Jaya).

Il monte Kinabalu fa parte di un’area montuosa del Sabah denominata Crocker Range (Banjaran Crocker, in malay). La catena ha un’elevazione media di 1.800 metri e comprende montagne come il Monte Tambuyukon, che raggiunge un’altezza di 2.579 metri, e il Monte Trus Madi, facente parte della catena montuosa omonima, che, con un’altezza di 2.642 metri, costituisce la seconda vetta più alta del paese. I picchi e l’area circostante fanno parte del Kinabalu National Park, il parco nazionale del Kinabalu inaugurato nel 1964, che si estende su una superficie di 754 km, e dista dalla capitale del Sabah, Kota Kinabalu, circa 90 km. Il parco nazionale del Kinabalu è anche il primo sito malese dichiarato dall’ UNESCO patrimonio dell’umanità nel 2000, dal momento che raccoglie in esso una delle più grandi concentrazioni al mondo di specie vegetali e animali, costituendo un centro unico di biodiversità.

Storia

Geologicamente, il monte si è formato circa 10 milioni di anni fa: in termini geologici questo lo rende una “montagna giovane”. Si pensa che circa 100.000 anni fa la montagna fosse coperta di ghiacciai, responsabili anche della creazione di un burrone roccioso (il Low’s Gully), profondo 1.800 metri e considerato uno dei luoghi più inospitali del pianeta, ancora in parte inesplorato.

Il funzionario del governo britannico in epoca coloniale Hugh Low fu responsabile della prima ascesa documentata del Monte Kinabalu, avvenuta nel 1851. Anche se la vetta della montagna prende il suo nome, Low non arrivò mai in cima e anzi annotò come essa fosse “inaccessibili tranne che ai volatili”.  Nel aprile e nel luglio 1858, Low compì altre due spedizioni, in compagnia del console britannico in Brunei, John Spenser. Il punto più alto della montagna fu raggiunto solo nel 1888 dallo zoologo John Whitehead. La botanica inglese Lilian Gibbs fu la prima donna a scalare il monte nel febbraio 1910. Dopo alcune importanti scalate nel 1961 e nel 1964 da parte di esponenti della Royal Society britannica, venne creato un parco nazionale apposito per proteggere e valorizzare l’area. Oggi il Monte Kinabalu è una delle aree naturali più visitate della Malesia e del Sud Est Asiatico, attirando turisti ed esperti di roccia da tutto il mondo.

Scalare il Monte Kinabalu

Il sentiero che porta alla cima più alta del monte chiamata Low’s Peak è molto ben segnalato e, quando necessario, prevede la presenza di corde fisse.

Per affrontare la scalata alla cima occorre un po’ di resistenza, determinazione e indumenti caldi e impermeabili in quanto sulla vetta può fare molto freddo. Esistono altri sentieri e percorsi, su rocce e ferrate che tuttavia richiedono conoscenze alpinistiche ed esperienza adeguata per essere affrontati.

Chi intende raggiungere la vetta deve essere accompagnato da una guida, normalmente assegnata dalla direzione del parco. Tutte le escursioni prevedono 2 giornate per raggiungere la cima del monte Kinabalu, con partenza la mattina presto dalla base della montagna al Timpohon Gate. La notte viene trascorsa in uno dei rifugi presenti sulla montagna, tutti concentrati vicino al rifugio principale, il Laban Rata, a circa 3.000 metri di altitudine. Tecnicamente è possibile scalare la montagna in un 1 giorno solo, ma richiede più impegno e allenamento; inoltre occorre il permesso della direzione del parco (occorre in tal caso terminare la scalata e tornare alla base in 8 ore, perché la montagna di notte è molto pericolosa). Se si organizza l’escursione in autonomia, è possibile prenotare il pernottamento al Laban Rata, direttamente presso gli uffici della direzione del parco, il Sutera Sanctuary Lodges, situato alle pendici del monte. Nei mesi di luglio e agosto è opportuno prenotare con largo anticipo.

La scalata guidata inizia alle 8.00 del mattino. Il sentiero inizia dolcemente, snodandosi nella rigogliosa vegetazione, la quale diventa sempre più rada man mano che si sale. Il percorso è unico, delimitato da varchi o gates (all’inizio del sentiero e dopo il Laban Rata, dove inizia la parte rocciosa), che vengono chiusi dopo l’orario utile per la salita (fintantoché c’è luce diurna e tempo utile per raggiungere il rifugio). La salita è piacevole anche se faticosa, resa più facile da una serie di scalini presenti nella maggior parte del sentiero. Il sentiero offre viste panoramiche di notevole bellezza, trovandosi immersi in una vegetazione esotica unica. La guida avrà cura di mostrare le diverse varietà di piante – tra cui numerosi esemplari di piante carnivore – presenti a seconda della differente altitudine. Una volta raggiunto il Laban Rata ci si fermerà per una sosta o per il pernottamento. Da qui il sentiero si inerpica sulla parete rocciosa; non c’è più vegetazione e la salita presenta alcuni tratti di arrampicata, comunque mai troppo complicati. Da qui in avanti robuste corde indicano la strada aiutando gli scalatori nei tratti più ripidi e difficili. Il tratto finale è in più faticoso, ma arrivati alla vetta il panorama offre uno spettacolo emozionante che ripagherà di ogni fatica. In certi periodi dell’anno non è raro trovare molte persone in cima, specialmente durante l’alba, che in molti desiderano ammirare dalla sommità del monte che domina il Borneo. Oltre alla soddisfazione di aver portato a termine l’impresa, e all’emozione dell’ascesa, a chi raggiunge la vetta viene rilasciato un attestato, così come a chi raggiunge il Laban Rata viene dato un attestato diverso.

Chi decide di non affrontare la scalata, ma vuole ugualmente tuffarsi nell’ecosistema del parco nazionale, può fare dei trekking meno impegnativi all’interno della riserva, circondato da un vero paradiso botanico nel quale più della metà delle specie presenti è endemica. Tra i fiori più spettacolari vi sono orchideerododendri e le nepenti insettivore o piante carnivore. A circa 40 km dal parco, si trovano le Poring Hot Springs, ovvero le terme del Sabah. La fumante acqua sulfurea viene incanalata all’interno di piscine e vasche nelle quali i visitatori possono rilassare i muscoli dopo la scalata del monte o dopo la camminata alla Canopy Walkway, costituita da una serie di passerelle sospese a 40 m di altezza che offrono la possibilità di osservare la giungla da una prospettiva diversa.

Collegamenti

Normalmente il monte viene raggiunto partendo da Kota Kinabalu, capitale del Sabah malese, verso la quale ci sono più collegamenti aerei giornalieri da Kuala Lumpur, Singapore e altre città della Malesia e del Sud Est Asiatico. Giunti nella capitale, è possibile prendere un bus, un taxi o noleggiare un auto per raggiungere le pendici della montagna, sulle quali sono situati anche gli uffici del Sutera Sanctuary Lodges, dove è possibile pernottare o lasciare i propri bagagli non necessari alla scalata. Le sistemazioni sono limitate per cui questa sosta dev’essere pianificata in anticipo.

Per ulteriori informazioni riguardante il Kinabalu National Park potete visitare la relativa pagina dal sito del turismo del Sabah.

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