I tassì in Malesia abbondano e sono piuttosto economici.
Il trasporto pubblico in sé è efficiente, ci sono numerose compagnie private di taxi e tutte le principali città della Malaysia sono servite. Tuttavia, la probabilità di dover ricorrere a un taxi è più elevata nella capitale, Kuala Lumpur, a causa delle sue dimensioni. A dire il vero come metropoli asiatica non è esattamente una megalopoli planetaria, il comune di Kuala Lumpur non arriva a 2 milioni di abitanti e solo considerando l’area metropolitana, insomma l’hinterland vicino, qualche demografo fa salire i conti a 7-8 milioni includendo città satellite come Putrajaya o Petaling Jaya, tra le altre.
Spostarsi in centro è molto agevole grazie a uno sviluppato sistema di metropolitane, monorotaia, autobus. Può capitare comunque di doversi recare in aree più decentrate o di doversi spostare a tarda notte (la maggior parte delle metropolitane effettua l’ultima corsa tra le 11 di sera e la mezzanotte). In questi, come in altri casi, se non si è automuniti e in assenza di un conoscente che ci dia un passaggio, non c’è rimedio che prendere un tassì.
I costi di una corsa variano, ma mediamente si spendono cifra comprese tra i 10 e i 20 ringgit rimanendo in centro (2-4 euro), fino a salire sui 50 (10 euro) per corse molto lunghe che comportano l’uscita dalla città, per esempio in direzione di Shah Alam o Klang. Di notte o nelle giornate di festa nazionale sono previste tariffe aggiuntive. Tutti i tassisti in Malesia hanno l’obbligo di usare il tassametro. In genere i tassisti rispettano le regole, tuttavia non è raro incappare in zone del centro in cui i tassisti cerchino di fare i “furbi” con i turisti, specialmente nelle aree della stazione centrale e del centro economico della città, attorno a Bukit Bintang, le torri gemelle e Chinatown (Petaling Street) o in altri posti ad affluenza turistica, come le Batu Caves. Lo stesso può capitare arrivati agli snodi principali di altre città, come alla stazione ferroviaria di Malacca o quella marittima di Penang.
Cosa fare dunque in questi casi? La cosa migliore quando si sale a bordo di un tassì, o meglio ancora prima quando lo si ferma e si comunica la propria destinazione è quella di dimostrare molta sicurezza e fermezza chiedendo senza indecisioni “meter?” (in breve per dire “do you use the meter?” – cioè il tassametro). Insomma, meglio riuscite a comunicare l’impressione che non siete arrivati ieri in città e fate capire che non siete turisti, meglio sarà. Piuttosto difficile, nella maggior parte dei casi. Se avete un amico locale con voi, fareste meglio a chiedergli il favore di fermare un tassì per voi.
Un’alternativa è quella di usare i coupon. Alla stazione di Kuala Lumpur, così come a Bukit Bintang o a Times Square, nonché in altri posti, c’è un piccolo chiosco della compagnia dei tassì presso il quale potrete acquistare un taxi coupon. Questo coupon in pratica è una tariffa forfettaria con cui recarvi in qualunque posto in un determinato raggio. E’ sufficiente dire al chiosco dove dovete andare e vi darà il coupon dell’importo necessario. Costa di più che usare il tassametro, ma in certi posti i tassisti vogliono che usiate questo sistema, altrimenti non vi caricano.
Un’ultima alternativa è quella di chiamare un tassì per telefono. Pagherete una tariffa addizionale per la chiamata, ma il tassì arriverà esattamente dove volete, non dovrete pagare se vi aspetta e rispetterà sicuramente l’uso del tassametro.
Ho preso numerosi tassì a Kuala Lumpur e tutte le esperienze sono state buone. In qualche occasione (rara tutto sommato) ho dovuto contrattare il prezzo o ricorrere ai coupon. Ma mi trovavo in zona turistica oppure ero a notte fonda in una strada isolata. In ogni caso non ho mai pagato cifre irragionevoli, anche rispetto agli standard locali. Qualcuno mi ha consigliato di prendere sempre tassì nelle aree autorizzate (quelle insomma dove si radunano molti tassisti), nei luoghi affollati oppure di chiamarli per telefono. Si è verificato qualche caso di vettura rubata al tassista e utilizzata a scopo di rapina. Comunque è un evento molto raro che di solito non colpisce il turista occidentale. Un detto dice comunque di non farsi mai maestri, quindi non si fa mai male a prestare un po’ di attenzione, a casa propria come quella degli altri, per quanto possa piacere.
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