Corvetta Principessa Clotilde (1883)

Nave utilizzata per la campagna in Estremo Oriente (1868-1871) al comando del capitano di fregata Carlo Alberto Racchia.

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Premessa: perché mai dovremmo parlarvi di storiografia e disquisire sul periodo risorgimentale italiano nel bel mezzo di foto di templi cinesi, feste religiose indiane, usi e costumi della Malesia? Il motivo c’è ed è una storia che è rimasta a lungo nascosta negli archivi storici dei palazzi della politica italiana, ma che se l’avesse saputa Salgari, chissà che storie ci avrebbe tirato fuori.

Di recente (2011), è uscito per i tipi di Sugarco un libro a cura di Giuseppe Novero, storico e giornalista, che si è impegnato a riscoprire alcune pagine meno ovvie della storia italiana contemporanea. Il titolo del libro è “I prigionieri dei savoia – La storia della Caienna Italiana nel Borneo”. Ebbene, grazie al minuzioso lavoro di Novero, condotto su documenti storici noti e quelli emersi dagli archivi del Ministero degli Affari Esteri e nel fu Ministero della Marina, pare che lo Stato Italiano di recentissima formazione e, in quel frangente ancora a conduzione prevalentemente piemontese e savoiarda, si fosse interessato della Malesia e di quei regni lontani ancora con più di un decennio di anticipo dello stesso Salgari, che poi li rese popolari. Per di più, al contrario di Salgari che, poveretto, dovette accontentarsi dei viaggi di fantasia, alcuni italiani compirono effettivamente dei viaggi nella Terra di Sandokan… prima di Sandokan. …

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