1213582_copertina_anteprima

Testo di presentazione del libro

Come i due libri precedenti (‘Un italiano nel Borneo’ e ‘Dall’Indonesia alla Cina’), anche questo libro racconta l’Asia attraverso gli occhi dell’autore, partendo questa volta dal 2010, quando si è trasferito in Malesia. Oltre a un breve ritratto di Kuala Lumpur, la capitale della Malesia, alla periferia della quale vive da oramai sette anni, nel libro sono raccontati i viaggi più interessanti che l’autore ha compiuto durante i primi cinque anni del suo soggiorno malese. Compresa Kuala Lumpur, sono quarantatré viaggi, lunghi e brevi, realizzati nei fine settimana o durante le vacanze in giro per la Malesia e per l’Asia, dall’India al Giappone, dall’Indonesia alla Cina. Uno sguardo inedito su un continente che non perde mai il suo speciale fascino.

Nota biografica

Paolo Coluzzi è nato a Milano nel 1960. Dopo vari viaggi per l’Europa e il Giappone, a 27 anni lascia l’Italia per andare a vivere in Inghilterra, Spagna e Olanda. Si laurea in lingue e letteratura inglese a Londra e, dopo un Master a Exeter, vince una borsa di studio per un Dottorato di Ricerca in sociolinguistica a Bristol. Dal 2006 al 2009 svolge attività d’insegnamento e ricerca presso l’Università del Brunei Darussalam, sull’isola del Borneo, un’esperienza raccontata nel suo primo libro: Un italiano nel Borneo: Diario di tre anni nel Sultanato del Brunei Darussalam, pubblicato nel 2013 dalla casa editrice Zona. Dopo il Brunei viaggia per cinque mesi ininterrotti per il Sudest asiatico e la Cina, esperienza raccontata nel suo secondo libro: Dall’Indonesia alla Cina: In autobus, treno e nave dall’isola di Bali alla Grande Muraglia, pubblicato nel 2015 da Ilmiolibro.it Infine nel 2010 si stabilisce a Kuala Lumpur (Malesia) dove a tutt’oggi insegna lingue e sociolinguistica presso l’Università di Malaya.

Continua a leggere
Corvetta Principessa Clotilde (1883)

Nave utilizzata per la campagna in Estremo Oriente (1868-1871) al comando del capitano di fregata Carlo Alberto Racchia.

foto

Premessa: perché mai dovremmo parlarvi di storiografia e disquisire sul periodo risorgimentale italiano nel bel mezzo di foto di templi cinesi, feste religiose indiane, usi e costumi della Malesia? Il motivo c’è ed è una storia che è rimasta a lungo nascosta negli archivi storici dei palazzi della politica italiana, ma che se l’avesse saputa Salgari, chissà che storie ci avrebbe tirato fuori.

Di recente (2011), è uscito per i tipi di Sugarco un libro a cura di Giuseppe Novero, storico e giornalista, che si è impegnato a riscoprire alcune pagine meno ovvie della storia italiana contemporanea. Il titolo del libro è “I prigionieri dei savoia – La storia della Caienna Italiana nel Borneo”. Ebbene, grazie al minuzioso lavoro di Novero, condotto su documenti storici noti e quelli emersi dagli archivi del Ministero degli Affari Esteri e nel fu Ministero della Marina, pare che lo Stato Italiano di recentissima formazione e, in quel frangente ancora a conduzione prevalentemente piemontese e savoiarda, si fosse interessato della Malesia e di quei regni lontani ancora con più di un decennio di anticipo dello stesso Salgari, che poi li rese popolari. Per di più, al contrario di Salgari che, poveretto, dovette accontentarsi dei viaggi di fantasia, alcuni italiani compirono effettivamente dei viaggi nella Terra di Sandokan… prima di Sandokan. …

Continua a leggere