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Bangkok | Thailandia

Capodanno in Thailandia

Il capodanno in Thailandia di Paolo e Rie

Escursione in barca lungo il fiume Chao Phraya

Abbiamo deciso di iscriverci ad una ‘gita’ in barca offerta della guesthouse.

Un giro per circumnavigare ‘l’isola’ sulla quale si trova la città vecchia, fermandoci qui e là per visitare alcuni templi. Ayutthaya infatti fu costruita su questo lembo di terra circondato da tre fiumi, il principale dei quali è il Chao Phraya che arriva fino a Bangkok. Una vera e propria isola nel mezzo della pianura (un po’ come Mantova in Italia).

Alle 16 in punto siamo nella reception, assieme ad altri viaggiatori che si sono iscritti alla gita, e pochi minuti dopo saliamo sulla barca a motore che ci farà circumnavigare Ayutthaya. Che goduria starsene lì seduti nella barca in mezzo al fiume vedendoci passare accanto altre barche, templi e vegetazione.

 

In battello attorno ad Ayutthaya.

 

Facciamo tre fermate sulla sponda meridionale della città. Per ogni fermata abbiamo a disposizione venti minuti per visitare i templi che vi si trovano.

Cominciamo col Wat Phanan Choeng con il suo enorme Buddha ed i fedeli che, invece di pescare come si fa da altre parti, danno da mangiare ai pesci del fiume. Poi passiamo al Wat Phuttaisawan col suo bel prang (edificio oblungo a forma di missile di origine Khmer) circondato da un porticato pieno di statue del Buddha,

Finiamo col Wat Chai Wattharanam dopo essere passati davanti alla chiesa cattolica di San Giuseppe, testimone della secolare presenza di occidentali nell’antica capitale. Il Wat Chai Wattharanam ci colpisce particolarmente, un grosso prang circondato da otto prang più piccoli che, colorati di rosso dalla luce del sole prossimo al tramonto, fanno veramente un effetto speciale.

 

Il Wat Chai Wattharanam.

 

In tarda serata siamo di ritorno nella guesthouse.

Visita al villaggio Giapponese e rientro in Malesia

Il giorno dopo dobbiamo prendere il treno nel primo pomeriggio per arrivare all’aeroporto. Rie ci teneva molto ad andare a visitare il villaggio giapponese, un museo sulla presenza storica giapponese ad Ayutthaya. Dato che si trova un po’ fuori, a sud della città, decidiamo di noleggiare una moto per raggiungerlo.

Dell’ insediamento non è rimasto niente, ma la volontà di creare un memoriale da parte del Governo giapponese era forte. Alla fine del 1987 sorse questo museo con annesso un giardino in stile giapponese lungo la sponda del Chao Praya. Qui si trovava il villaggio originale, ai tempi abitato da un numero stimato tra gli 800 e i 3000 giapponesi.

Oltre a quello giapponese, c’erano altri insediamenti ad Ayutthaya. Per quel che riguarda l’Europa c’era un villaggio portoghese, uno olandese e un altro francese. Probabilmente ci sarà stato anche qualche italiano a quei tempi, ma non una vera e propria comunità. Di italiani se ne parlerà successivamente, nel secolo 19°, più che altro artisti ed architetti, alcuni divenuti famosi nel paese.

Comunque Rie è contentissima, e finita l’interessante visita torniamo alla guest house per prendere i bagagli e dirigerci verso la stazione, da cui poco dopo l’una parte il treno per Bangkok, che però ferma anche all’aeroporto. Ancora una volta ci dispiace molto lasciare questo bel paese, e soprattutto questa piccola stupenda cittadina.

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2 Responses

  1. Nico
    | Reply

    Grazie Paolo per il tuo contributo a condividere i tuoi bellissimi diari di viaggio…

  2. Paolo
    | Reply

    Grazie a te per pubblicarli sul tuo bel sito!

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