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Malesia

Covid in Malesia

Breve diario redatto durante i mesi di quarantena passati in Malesia

07 Aprile 2020

 

Sono già passate 3 settimane dall’inizio della quarantena e le cose procedono direi bene ed in modo abbastanza routinario oramai. I contagiati aumentano, ma in maniera regolare, non esponenziale. Ieri in Malesia erano circa 3,800 con 62 morti in totale.

Cioè parliamo ancora di percentuali bassissime in un paese di 32 milioni di abitanti. Ho visto su internet che la causa principale di morte in Malesia sono le malattie cardiache, che provocano ben 50 morti al giorno. Vale a dire che in due giorni ci sono più infarti fatali che in più di un mese di morti dovuti al Covid in Malesia.

Ma il governo non si sognerebbe mai di imporre cibo sano ed esercizio alla gente, mentre per il corona virus si rischiano due anni di prigione se si esce di casa se non per comprare da mangiare. Ci sono già più di 400 persone in prigione per questo motivo, così tante che le autorità carcerarie hanno dovuto chiedere ai giudici di essere meno severi perché con le carceri così affollate si rischia davvero una tragedia se arriva il Covid.

Le uniche due novità in quest’ultima settimana sono stati il compleanno di Leo venerdì scorso (ha compiuto un anno) ed andare ieri al supermercato di KL Gateway, ubicato vicino alla fermata della LRT di University, una stazione dalla nostra di Taman Jaya. Ci servivano delle cose che non abbiamo trovato nel nostro supermercato sotto casa, così dopo aver preso il caffè con Gian Piero, alle 5.45 ho preso per la prima volta dall’inizio della quarantena la metropolitana (LRT) mezza vuota per andare a KL Gateway. A differenza del nostro supermercato dove controllano a tutti la temperatura e fanno disinfettare le mani ma senza limitazioni di numero dei clienti ‒ forse anche perché di solito non ce ne sono così tanti ‒ a KL Gateway c’era una bella fila davanti all’entrata (ogni cliente alla distanza di un metro dall’altro) dato che facevano entrare uno alla volta mano a mano che qualcuno usciva, per evitare affollamenti. Ma la fila era veloce ed ho aspettato solo un quarto d’ora circa.

Bellissimo però allontanarsi un po’ da casa e vedere un po’ di gente diversa, anche se con la mascherina. E poi che curioso vedere le strade attorno di solito trafficatissime ora quasi vuote.

Una cosa che ho notato particolarmente quest’ultima settimana è la purezza dell’aria, ed il fatto che quasi sempre si riescano a vedere chiaramente le montagne che circondano Kuala Lumpur. Questa emergenza è stata una manna per l’ambiente. L’unica cosa è che con tutto il cibo d’asporto che la gente sta prendendo, il consumo della plastica deve essere aumentato di parecchio, e la maggior parte della gente non ricicla, dato che qui non è ne facile ne obbligatorio, purtroppo.

 

14 Aprile 2020

 

Oggi sono quattro settimane che siamo ”prigionieri” e ne abbiamo davanti almeno altre due.

La routine è sempre la stessa; uniche due novità: domenica, giorno di Pasqua, sono andato in LRT al centro commerciale di Mid-valley per comprare alcune cose che non si trovano ne sotto casa nostra ne a KL Gateway. Una bella sensazione viaggiare per ben quattro stazioni, ed interessante trovare il centro commerciale, che di solito è
pienissimo di gente, mezzo vuoto.

Solo nel piano Lower Ground c’era un po’ di movimento (ma tutti a distanza e con la mascherina), data la presenza
di due supermercati e vari ristoranti che offrono cibo da asporto. L’altra novità che mi ha un po’ spaventato è che ieri, mentre prendevo il solito caffè con Gianpiero, abbiamo visto un gruppo di 5 o 6 poliziotti uscire da Am-corp Mall e dirigersi verso di noi, seduti ad un tavolino di un ristorante ora chiuso. ”Adesso ci vengono a chiedere cosa facciamo lì fuori” ho subito pensato, ma poi invece ci sono passati accanto per raggiungere un furgone della polizia parcheggiato lì accanto. Meno male.

Il morale va un po’ su e giù: a volte sono in forma ed ottimista, mentre altre volte divento parecchio pessimista, soprattutto quando Leo è inquieto (e lo è spesso negli ultimi giorni, poverino, costretto a casa lontano da tutti, meno che da noi ovviamente, che però a volte siamo occupati con altre cose da fare) o io sono stanco. Il fatto è che ora, in questo momento di attesa, c’è più tempo di pensare, e di pensare al passato, a tutte le cose belle che ho fatto e agli amici lontani, e mi viene parecchia nostalgia. Poi mi viene da pensare alla mia età, e questa inattività e il vuoto del presente mi fanno sentire vecchio, come se oramai ciò che verrà non potrà più essere così bello come prima.

Speranze e progetti non mancano, ma nei momenti bui penso che nessuno di essi potrà più realizzarsi. Certo, non dovrei attaccarmi a questi pensieri negativi, ma a volte sono più forti di me. Meno male che ho la meditazione (20 + 20 minuti al giorno) ed il ”Taichi” che mi aiutano tanto. Anche Facebook e la posta elettronica devo dire che ogni tanto mi aiutano a sentirmi meno isolato. Due giochi postati da mio cugino Aniello di fatto mi hanno intrattenuto abbastanza: postare la foto della copertina di libri importanti e una foto di film importanti (senza titolo, in modo che gli amici potessero indovinare), una al giorno per sette giorni.

 

21 Aprile 2020

 

Un’altra settimana è passata, ed in teoria ne manca ancora una alla fine del MCO. La situazione contagio è migliorata di parecchio: i casi stanno diminuendo ed anche i morti. Oggi ad esempio siamo a quasi 4,500 contagi e 92 morti in totale.

Per il resto non c’è molto altro da raccontare. Unica novità è stata andare all’ospedale Pantai venerdì per le vaccinazioni di Leo. Naturalmente ci eravamo fatti mandare una lettera che spiegava la necessità della visita nel caso la polizia ci avesse fermato. Bisogna stare attenti.

Il mio collega Omar ha rischiato parecchio domenica andando a fare la spesa in macchina col suo amico malesiano. A meno che ci sia un’urgenza, in macchina ci può andare solo una persona alla volta. Ed infatti la polizia li ha fermati e adesso l’amico di Omar, che guidava, rischia una multa ed in teoria persino la prigione.

Comunque il fatto di cambiare routine per un giorno, pur dovendo andare all’ospedale, ci ha rallegrato.

All’andata c’era pochissimo traffico nel nostro senso, quello che porta verso il centro di Kuala Lumpur, ma sulle carreggiate dell’autostrada che portano fuori Kuala Lumpur c’era una coda pazzesca a causa del posto di blocco della polizia, che fortunatamente era ‘in pausa’ due orette dopo, quando siamo tornati a casa. È stato un piacere anche rivedere la nostra pediatra di origine indiana, molto simpatica, capace ed aperta.

Un’altra bella cosa che ho fatto è stato scaricare da YouTube e rivedere (sempre a pezzetti la sera dopo che Leo si è
addormentato) due dei miei film preferiti: ‘Marrakech Express’ e ‘Mediterraneo’ di Salvatore’s, bellissimi film di viaggi, amicizia ed amore.

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