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Malesia

Covid in Malesia

Breve diario redatto durante i mesi di quarantena passati in Malesia

20 Maggio 2020

 

Un macaco nel centro storico? Anche questo è il Covid!

Mancano 20 giorni alla fine della quarantena, ma da mercoledì scorso, una settimana fa, hanno riaperto anche i ristoranti nella regione di Selangor dove ci troviamo, ma sempre con le stesse norme che a Kuala Lumpur: pochi
tavoli e distanza tra i tavoli e tra le sedie. Hanno riaperto anche altri negozi, ma bisogna sempre lasciare nome e numero di telefono se vi si entra.

Da Lunedì anche Leo ha ripreso con il nido, sebbene anche lì le norme anti – Covid siano serie, nonostante il numero dei casi totali sia appena al di sopra di 7,000 contagiati (la grande maggioranza guariti) e 114 vittime. Per il momento i bimbi devono restare nelle loro culle e non avere contatti tra loro: solo le maestre (con mascherina) li prelevano a turno per farli giocare o per dargli da mangiare.

I genitori non possono entrare e c’è sempre il controllo febbre all’arrivo. Anche se non è obbligatorio, anche io ho avuto
il permesso di andare nel mio ufficio tutti i pomeriggi: bello riprendere la moto, ma brutto vedersi di nuovo tante macchine attorno, anche se il campus deserto è molto piacevole. Comunque nonostante i controlli della temperatura costanti, l’impressione generale è che si stia tornando poco a poco alla normalità. Una parola che non mi è mai piaciuta tanto e verso la quale ho ‘mixed feelings’ come dicono gli inglesi.

Benvenuta la possibilità di uscire di casa naturalmente, ma l’aumento progressivo del traffico e del rumore non mi piace affatto. Credo che ora siamo a circa 70 – 80% del traffico Pre – Covid. E poi continua questa sensazione di essere usciti dal ‘bozzolo’ che ci proteggeva per riemetterci nel casino quotidiano. Questa quarantena mi ha fatto capire ancora di più che il modello della grossa città non funziona, ma che nessuno ha in mente od osa pensare di cambiare. Solo i comunardi del passato (penso alle comuni hippie degli anni ’60 e ’70, ad esempio) ci avevano pensato e ci avevano anche provato.

A parte portare Leo al nido in tarda mattinata ed il pomeriggio all’università la routine non è cambiata molto. Domenica mi sono fatto una passeggiata per il bel parco semi-deserto di KLCC, dietro le Torri Gemelle, per poi incontrarmi di nuovo con i miei colleghi di italiano al Mercato Centrale per un caffè a distanza. E mentre camminavo dalla fermata di Masjid Jamek al mercato, ecco un macaco in mezzo alla Piazza del Mercato che si stava mangiando una banana.

 

09 Giugno 2020

Oggi è l’ultimo giorno di quarantena! Sono contento?

Fino ad ora i casi Covid in Malesia sono in totale 8,336 casi di , ma rimangono in ospedale solo 1,344 persone; i morti in totale sono stati 117.

Con questi numeri il sistema sanitario non è collassato e le cure e le operazioni di routine credo siano potute almeno parzialmente continuare, non come in Italia, leggevo, dove un medico temeva che alla fine ci potrebbero essere più morti per tutte le operazioni e cure cancellate o rimandate che per il Covid. 

Dall’ultima volta che ho messo mano a questo diario la situazione si è normalizzata parecchio: c’è un sacco di gente in giro, oramai quasi tutti i negozi / ristoranti sono aperti, anche se chiudono prima la sera, e il traffico è aumentato molto, anche se non è ancora ai livelli di prima della quarantena (ma ci siamo quasi). L’unica cosa rimasta sono i controlli febbre, le distanze nei ristoranti, le file (quasi sempre brevi) davanti ai supermercati e a certi negozi, e le mascherine che tutti portano.

All’università continuo ad andare quattro pomeriggi alla settimana. Insomma, tutto un po’ come prima.

Da domani invece comincia la ‘quarantena di transizione’, R-MCO (Recovery Movement Control Order) che dovrebbe durare fino al 31 agosto, e quasi tutte le attività a cui non era stato ancora permesso di cominciare (tipo parrucchieri o palestre) potranno riaprire. Si potrà anche viaggiare di nuovo dappertutto, ma solo all’interno del Paese, dato che le frontiere sono ancora chiuse, il che vuol dire che per il momento non se ne parla nemmeno di uscire dalla Malesia.

Speriamo che la situazioni si rilassi più avanti, in modo da poter tornare in Europa per le vacanze.

Da domani ci è stato anche detto che dobbiamo tornare ai nostri uffici all’università, anche se continueremo ad insegnare online. Per me non cambia niente, ma Rie dovrà riprendere ad andare avanti e indietro, anche perché all’entrata ci sarà il controllo febbre e dovremo firmare ogni volta che arriveremo alla nostra facoltà, e la prima volta anche completare anche un’auto-dichiarazione di buona salute. Insomma, un po’ come in Italia, mi sembra.

Ora rimane da capire perché il Covid sia stato così terribile in Italia e relativamente leggero da queste parti.

Ci sono varie teorie a riguardo, ma ho il forte sospetto che una causa, a cui avevo accennato all’inizio, sia stata la paura, accresciuta e fomentata dai media. Dai racconti che ho letto ho la forte impressione che molta gente sia morta in ospedale per paura di morire! Anche qui la quarantena è stata severa, anche più che in Italia, ma l’ atmosfera è sempre stata abbastanza rilassata, ed i media che ho seguito non raccontavano mai storie di orrore, ma semplici liste di contagiati e morti, e per ogni morto venivano sempre sottolineate l’età e le condizioni fisiche che erano quasi sempre avanzata (la prima) e cattive (le seconde).

In ogni caso avremo imparato qualcosa da questa influenza? Io personalmente molto, i governi e il mondo degli affari credo invece che non molto, forse niente, o forse solo che si può fare business e speculare anche su una pandemia.

Io ho imparato che posso stare bene anche senza potermi muovere, che si può trovare del positivo anche in una situazione difficile, ed infatti ho fatto tante cose che non avrei fatto se la vita fosse proseguita come sempre.

Fisicamente mi ha aiutato mangiare bene e fare ”Taichi’‘ tutti i giorni, e l’aria pulita ha fatto sì che mi migliorasse la sinusite e persino la secchezza degli occhi, al punto che ora me la cavo bene mettendovi gocce solo un paio di volte al giorno.

Il silenzio poi mi ha rilassato e ho potuto passare più tempo con Rie e Leo. Ma forse la cosa più importante è che ho capito ancora una volta che la vita che facciamo normalmente è dannosa per l’ambiente, e perciò anche per noi.

Istituzioni e governi invece temo che continueranno come prima, e così anche la maggior parte della gente: lavoro, lavoro, corri di qua, corri di là, soldi, soldi e poi cellulari sempre più sofisticati che non ti fanno più guardare ciò che si ha attorno, e muoversi in continuazione in macchina e in aereo anche quando non sarebbe proprio necessario. Il modello metropoli strapiene e compra compra compra, getta getta getta e di nuovo compra compra compra non verrà messo in discussione, e una riforma della medicina perché si enfatizzi la prevenzione (esercizio e cibo sano) e le cure naturali non verrà mai messa in atto, in parte anche per le pressioni delle grandi case farmaceutiche.

Che ci possiamo fare? L’essere umano è ancora avido, sempre più arrogante e, permettetemelo di dire, poco saggio.

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