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Malesia

La prima guida turistica italiana in Malesia

Intervista a Paolo sulla sua lunga carriera da guida turistica in Malesia

Ti ricordi di qualche aneddoto imbarazzante? 

Vi racconto di un aneddoto successo durante un passaggio di frontiera tra la Malesia e Singapore

Quando si entrava nella dogana di Singapore il turista era obbligato nel passare ai raggi X la propria valigia. Dentro ad una valigia di un mio viaggiatore trovarono una stecca di sigarette comprata in Italia.

A quel punto interviene un ufficiale che emana una multa di ben 200 $ a pacchetto e altri 70 $ per negligenza a dichiarare le sigarette. Per evitare la multa  il cliente ha dato il suo consenso alla distruzione delle sigarette e non bastasse abbiamo dovuto presenziare fino alla fine alla distruzione delle sigarette. Questo per dire quanto sono rigidi i Singaporiani.

Hai qualche aneddoto curioso da raccontare? 

In realtà ne ho diversi ma mi limito a raccontarvi solo tre episodi. 

  1. Il seguente aneddoto lo voglio ricordare come la coppia VIP più sfigata che ho incontrato. 

Il tour incominciava nel Borneo e la partenza era fissata con una barca di lusso dal molo di Kota Kinabalu.  

Quel giorno il mare era burrascoso con un vento forte che creava onde da 1 fino a 2 metri. Ho chiesto allo Skipper se era consigliabile di proseguire in quelle condizioni. Per lui non vi era nessun problema, con il senno del poi avrei fatto meglio a non fidarmi.  

Ogni tanto, durante la navigazione, chiedevo se era possibile fermarsi a vedere qualche piccola isola ma non ricevevo mai una risposta.  L’ho scoperto più tardi quando siamo arrivati alla prima sosta sull’isola di Mantanani

Lo yacht non era munito di un barchino per raggiungere la spiaggia. Cosi fu costretto a gridare per attirare l’attenzione di qualche barca che ci venisse a prendere dalla riva. 

La mattina seguente non c’era più acqua nella cisterna pertanto non era possibile neanche l’utilizzo della toilette. In più la sera prima lo skipper aveva ancorato la barca in una zona dove il mattino seguente vi era bassa marea. Praticamente la barca era incagliata. Abbiamo dovuto aspettare fino alle ore 11:00 per ripartire verso Kota Belud.

Arrivati a Kota Belud non vi era una banchina bisognava ancorare di nuovo al largo. Finalmente una piccola imbarcazione ci aiuta e arriviamo a terra dove ci aspettava un nostro autista. 

Proseguiamo il nostro percorso fino a giungere una tradizionale longhouse Rungus. Premetto che la longhouse era un luogo molto pulito e dove ci portavamo spesso i nostri viaggiatori. Subito dopo il check in da lontanissimo si sentono le urla della signora spaventata da piccoli insetti trovati nel bagno. Il marito scontento dell’accaduto ci chiede di andare via. 

Al mattino seguente ci siamo recati al Parco nazionale del Monte Kinabalu. Cominciamo la scalata del monte quando veniamo informati che una grossa frana sta bloccando il sentiero ed è impossibile passare. Il marito non ci crede e insieme a me andiamo a vedere la frana. 

Per fine vacanza hanno organizzato un giro in elicottero e solo dopo l’escursione gli incontro in aeroporto. Da lontano sento il marito che urla molto alterato. Quando si avvicina mi spiega il motivo, l’elicottero non era munito di galleggianti e per regolamento non poteva sorvolare il mare. Questo non gli ha consentito di volare sopra le isole che desideravano vedere dall’alto. 

Così finisce questa piccola odissea, ma ho altri aneddoti curiosi da raccontarvi.  

  1. Questo lo chiamiamo il gruppo dei figli dei fiori, un gruppo di amici esperti coltivatori e amanti dei fiori. 

Il gruppo di amici decidono di rivolgersi ad una agenzia di Milano per organizzare un viaggio in Malesia per vedere fiori e piante tropicali.

L’agenzia si limita ad organizzare i servizi a terra, mentre loro affidandosi alla Lonely Planet, si scelgono i luoghi dove visitare i vivai di fiori. Giunti in Malesia, vengo assegnato a loro come guida. 

A Kuala Lumpur oltre fargli vedere loro il parco degli Hibiscus e delle orchidee (stranamente nemmeno menzionati nella Lonely Planet) aggiungo anche qualche visita di tipo culturale. Dopodiché andiamo a visitare i luoghi selezionati da loro. 

Beh che si creda o no tutti i luoghi da loro richiesti e suggeriti non esistevano più. Giunti a Penang si arrabbiano con me, dandomi la colpa che come guida dovevo sapere se questi vivai non esistevano più. Irritati chiedono la mia sostituzione con la motivazione di guida poco seria.  Come se io facessi il fiorista. 

  1. Quest ultimo aneddoto lo chiamiamo ‘’la dimenticatrice per eccellenza’’.

Era la Pasqua di tanti anni fa e un intero nucleo familiare da Roma ha organizzato una vacanza in Malesia. Come d’abitudine sulla via per Cameron Highland ci fermiamo per visitare il tempio di Batu Caves.

Giunti a Batu Caves vengo avvicinato dalla ‘’dimenticatrice per eccellenza’’ che mi dice di aver dimenticato il caricabatteria del cellulare in hotel. Per non perdere la visita a questo importante tempio, suggerisco alla signora di prendere un taxi mentre con il resto del gruppo avremmo iniziato la visita. 

La Signora, con tono scandalizzato, mi risponde che lei assolutamente non ci va e che ci devo andare io. Prima di salire sul Taxi un’altra Signora mi dice “già che c’e’’ mi prenda dalla camera il mio shampoo. 

Al mio ritorno, sempre la signora dello shampoo ha definito la visita a Batu Caves come niente di che e che si poteva anche saltare. 

Da questi episodi incomincio ad essere più attento alle loro responsabilità. Pertanto durante un altro check out e salendo sul pullman faccio la fastidiosa domanda di rito “dimenticato nulla”? 

La dimenticatrice per eccellenza, risponde ‘’no, tutto in ordine’’.  Arriviamo all’aeroporto e facciamo le varie pratiche d’imbarco. Pronti per entrare al cancello dell’imbarco e vedo arrivare di corsa il marito della “dimenticatrice” che mi dice:  ‘’Paolo mia moglie ha lasciato tutto nella cassaforte in camera. Che si fa?’’ Lei con aria superiore dice: ‘’beh non preoccupatevi ritorno io in hotel a prendere la roba’’. 

Il marito a quel punto la ferma dicendo: “se perde l’aereo Paolo lui non ha problemi se lo perdi tu, cosa fai? A quel punto ho accettato di nuovo la parte del problem solving. Ritornato in hotel, il manager era alquanto restio nell’aprire la cassaforte senza la cliente. Nonostante i dubbi sono riuscito a convincerlo. Prendo il plico, salto nuovamente su un taxi e rientro all’aeroporto. 

Faccio una corsa per vedere se potevo ancora prendere l’aereo, ma al gate d’imbarco non mi fanno passare anche perché i clienti avevano avvertito il personale di terra che non mi sarei presentato. Così torno a Kuala Lumpur. Il giorno del loro ritorno in Italia durante lo scalo all’aeroporto di Kuala Lumpur il marito esce dall’aeroporto internazionale per prendersi il plico.  

L’odissea non finisce qui. 

Un paio di giorni più tardi dall’Italia ricevo una telefonata dal papà di uno dei componenti del stesso gruppo il quale mi dice che suo figlio ha lasciato ‘’Ipod’’ nel pullman. L’ultima ‘’mission impossible’’ in quanto il pullman si trova ora a Kuala Terengganu. A quel punto chiamo la guida locale e chiedo di aiutarmi. Inizialmente sembrava non ci fosse ma alla fine è stato trovato incastrato tra due poltrone. Fortuna vuole, che la guida da Kuala Terengganu ritorna a Kuala Lumpur.  Ringraziandolo per l’aiuto gli ho dato una sostanziosa mancia. 

Hai qualche aneddoto positivo?

Vi racconto questa perché se accadeva in Italia veniva raccontata sotto aneddoto negativo.

Quando ancora l’aeroporto internazionale era Subang andai a ricevere un gruppo. Giunti in hotel e alla distribuzione dei bagagli risulta mancare una valigia.

Impossibile trovarla e come ultimo tentativo decidiamo di tornare all’aeroporto. Dopo un certo numero di ore che ci crediate o no la valigia era ancora là sul gradino dove era stata lasciata dal cliente. Non era stata minimamente toccata.

Cosa ti aspetti dal 2021 e in generale per il turismo in Malesia?

30 anni sono tanti ma malgrado ciò non voglio mollare. Sono troppo affezionato al mio lavoro e ritengo di avere energie sufficienti per continuare.

Paolo in hotel insieme ad un gruppo di viaggiatori italiani.

 

A causa della presente pandemia e crisi economica sono stato costretto, come tutti gli altri a questa lunga pausa. Il mio grande desiderio è di riprendere appena possibile la mia attività. Mi manca tutto: i turisti, la mia foresta e la Malesia. Sto aspettando pazientemente che arrivi quel momento e allora si che mi sentirò rinascere.

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