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Malesia

Il Borneo in sella ad una Vespa

Un viaggio su due ruote alla conquista del monte Kinabalu

Con il vento in faccia, attraverso risaie montane e donne locali ai bordi della strada a vendere felci selvagge commestibili (paku putih) ed altri prodotti artigianali, percorrevo le curve del monte con un fortissimo spirito di libertà e soddisfazione pensando a Bettinelli ed al suo epico viaggio del mondo in Vespa. La mia prima sosta fu al villaggio Nabalu, per un tè caldo e del riso fritto e l’occasione di scattare delle gloriose foto al monte, il quale risultava non essere coperto dalle nuvole. La giornata era stupenda è lo spettacolo altrettanto. Non potendo andarmene da Nabalu senza un souvenir, mi diressi nel loro mercatino uscendomene con un bel cesto artigianale in vimini da regalare a mia madre. Mi rimisi in strada, e dopo 30 minuti arrivai al Parco Nazionale del monte Kinabalu situato a 1,500m metri dlatezza circa, sito UNESCO sin dal’anno 2000 grazie alla sua incomparabile biodiversità. Al suo interno, ebbi l’occasione di aggregarmi ad un gruppetto di ragazze svedesi, con il quale ho avuto la bellissima esperienza di fare del trekking nella giungla, la quale vegetazione toglie il fiato. Dopo circa due ore di cammino arrivò ora di pranzo. A stomaco pieno e prima di iniziare il mio viaggio di ritorno verso Kita Kinabalu, Stephany, una delle ragazze Svedesi, con i suoi bellissimi occhi blu mi chiese di poterle farle fare un giro Vespa. Come poter rifiutare!

Tramonto al monte Kinabalu
Spettacolare tramonto alle pendici del monte @ Marco Z.

Dopo i saluti, ero di nuovo per strada, questa volta in discesa verso il rientro. Raggiunsi Kota Kinabalu al calar del sole, dopo varie soste fotografiche lungo il tragitto di ritorno. Le vallate ed i panorami naturali mozzafiato che si scorgono durante questo tragitto, sono una delle cose più belle che abbia mai visto.

Questa mia esperienza in Vespa in solitaria tra le curve del monte Kinabalu, è stata l’esperienza più eccitante del mio viaggio.

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One Response

  1. Thomas Gennaro
    | Reply

    Ciao Marco mi piacerebbe tradurre il tuo articolo all’inglese e pubblicarlo online sul mio sito, fammi sapere se me lo consenti grazie. Thomas

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