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Malesia

Il rituale funebre presso la comunità Kadazandusun del Borneo

Mellisa racconta i riti e costumi di un funerale Kadazandusun

Credo che il rituale della morte, in ogni territorio, sia differente anche se in un territorio c’è lo stesso gruppo etnico.

In questo articolo, vorrei condividere i costumi che io e la mia famiglia abbiamo seguito in occasione della morte di nostro nonno. Il funerale di mio nonno si è tenuto il quarto giorno dopo la sua morte.

Di solito, nella tradizione Kadazan – Dusun della mia zona, il defunto è sepolto il secondo o il terzo giorno dopo la morte. Nel caso di mio nonno, la mia famiglia voleva portarlo in chiesa ma la chiesa sarebbe stata disponibile soltanto il quarto giorno. Quindi, prima di poterlo fare, il defunto è stato tenuto in casa per quattro giorni. Durante quel periodo, i parenti e i conoscenti potevano visitarlo.

 

Il corpo del defunto in casa

 

 

Allo stesso tempo, c’erano anche alcune cose che noi – la famiglia del defunto – dovevamo fare mentre il corpo era in casa. Dovevamo darci il cambio per dormire perché non dovevamo lasciare il corpo da solo. Quindi, almeno uno di noi doveva vegliare. Questa tradizione si chiama “modtudau” (il risveglio).

Inoltre, ogni volta che il gong suonava, alle 6 di mattina e alle 6 di sera, mia nonna, o qualsiasi persona nella famiglia, doveva piangere di fronte alla bara. Il suono del gong significa che quella famiglia è in lutto. L’atto di piangere si chiama “mogihad” (il pianto) mentre il suono del gong nella casa del defunto si chiama “dunsai” (il suono del gong in occasione della morte).

Poi, il quarto giorno, dopo aver celebrato la messa di requiem in chiesa, abbiamo portato il defunto nel cimitero per seppellirlo. Tuttavia, mia nonna non è potuta andare nel cimitero per seppellire il corpo perché questo è uno dei tabù, nei costumi Kadazandusun, che la vedova deve seguire. Quindi, è tornata subito a casa.

Il processo della sepoltura si chiama “momolobong” (il seppellimento).

 

Momolobong, la sepoltura

 

Anche se il corpo morto di mio nonno era già stato sepolto, c’erano ancora delle cose che io e la famiglia dovevamo fare per dimostrare che eravamo ancora in lutto.

Alla sera del sesto giorno, invece di praticare il rituale che i Kadazandusun fanno spesso, cioè il “momisok” (spegne la luce), recitavamo una preghiera cristiana per l’anima del nonno, per farlo riposare in pace. Il “momisok è un rituale in cui la famiglia del defunto spegne la luce per qualche minuto ed aspetta che l’anima del defunto appaia. Non lo abbiamo fatto perché è contro la legge del cristianesimo.

 

Preghiere cristiane durante il sesto giorno

 

lI settimo giorno abbiamo bruciato gli oggetti preferiti del nonno, come i vestiti e la canna da pesca, perché si crede che il defunto possa usarli nell’aldilà. Questa tradizione si chiama “mogukas” (l’atto di bruciare gli oggetti del defunto).

Mogukas

 

Durante il periodo di una settimana dalla la morte del nonno, io e la mia famiglia non potevamo mangiare le verdure verdi e quindi mangiavamo solo la carne. Recitavamo anche una preghiera cristiana, il quarantesimo e il centesimo giorno, per la pace dell’anima di nostro nonno.

Mia nonna era la sola persona che doveva seguire molti tabù durante il periodo del lutto. Questo è comune nella tradizione Kadazandusun. Quando il marito muore, la moglie deve seguirli per dimostrare che è in lutto. Il periodo del lutto si chiama “mopuod” (il periodo del lutto). Durante quel periodo, le cose che mia nonna poteva fare e non poteva fare erano: non poteva urlare, non poteva tagliarsi le unghie, non poteva tagliarsi i capelli, non poteva uscire da casa da sola e, se voleva uscire, doveva vestirsi tutta di nero. Tuttavia, il periodo è temporaneo.

Per concludere quel periodo, mia nonna doveva andare al mercato e comprare qualcosa prima di fare un bagno nel fiume. Queste azioni si devono fare prima del quarantesimo giorno dopo la morte.

L’atto di andare al mercato e comprare qualcosa si chiama “manatak puod” (fare una passeggiata) mentre l’atto di fare un bagno nel fiume si chiama “mongohimpupu” (fare un bagno nel fiume). Anche se dopo aver fatto tutti questi atti il periodo del lutto è finito, la vedova potrebbe continuare a seguire i tabù fino ad un anno della morte del defunto. La tradizione funebre che io e la mia famiglia abbiamo seguito in occasione della morte di nostro nonno è un miscuglio tra la tradizione Kadazandusun della mia zona e la tradizione cristiana.

In realtà, ci sono anche altre tradizioni che la gente Kadazandusun pratica mentre celebra la morte però oggi non si seguono più siccome la maggior parte della gente nella mia zona è cristiana e, quindi, segue l’insegnamento della religione cristiana più le tradizioni dell’etnia.

Da qui possiamo vedere come l’influenza della tradizione cristiana sulla comunità Kadazandusun abbia cambiato il modo di seguire le tradizioni etniche anche perché ci sono alcuni aspetti delle due tradizioni che sono opposti. Questo cambiamento dimostra anche l’importanza della religione nella vita della gente di oggi.

Insomma, la combinazione di queste due tradizioni, in un’occasione importante come la morte, indica che sia le tradizioni etniche sia la religione cristiana sono degli aspetti importanti nella vita della gente nella mia zona.

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2 Responses

  1. Paolo Coluzzi
    | Reply

    Molto interessante, brava!

  2. Nico
    | Reply

    Grazie Melissa per il tuo interessante articolo

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