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Malesia

La cultura indiana in Malesia

Gli studenti della UM ci spiegano quali sono gli usi, abitudini e le culture indiane in Malesia

Prefazione

L’articolo ”Cultura indiana in Malesia” è stato redatto da Noor Maisarah binti Azmi, Noor Amirah binti Md Mutapa, Hannah Jane Suraya binti Ishak, Mellisa Pearl Nemesius, Muhd Hamzi Nazrin bin Suhaimin, Muhd Syafiq Danial bin Ahmad Shaharuddin. È stato adattato per il web da Mellisa Pearl Nemesius.

Sono tutti studenti presso l’ University of Malaya e iscritti al bachelor di lingua italiana.

Siamo lieti di pubblicare i loro progetti di studio e ci congratuliamo per la loro dedizione nell’imparare la lingua italiana. A loro vanno tutti i nostri complimenti e un augurio di buon proseguimento nel percorso universitario.

Un ringraziamento va anche ai loro insegnati: Gian Piero, Tamara, Omar e Paolo, un team di insegnati italiani che con il loro lavoro contribuiscono non solo all’insegnamento della lingua italiana ma anche alla promozione del nostro bel paese all’estero. Potete prendere visione del loro lavoro e dei loro numerosi progetti all’interno dell’università sul sito MyItalian@University.

Per vostra informazione l’articolo non è stato modificato in modo da preservare il lavoro originale svolto dai studenti.

 

Foto di gruppo con alcuni studenti e insegnanti

Cultura indiana in Malesia

L’ etnia indiana in Malesia è considerata uno dei gruppi etnici maggiori che dà a questo paese, unico, un senso di diversità culturale. La cultura indiana in Malesia viene dall’India e così non è una sorpresa quando notiamo delle similarità tra queste due culture.

In questo articolo scopriamo insieme superstizioni, modi di dire ed anche comportamenti della cultura indiana in Malesia nei vari aspetti della vita: nascita, matrimonio, gravidanza, soldi, malattia e morte.

Nascita

Nella cultura indiana il periodo dopo il parto si chiama “periodo di confinamento” in cui le madri riposano, a casa, per riprendersi e per legare con il bambino. Durante questo periodo, gli indiani praticano la cura postpartum. Qualche volta la doula (“la donna del confinamento”) aiuta le madri.

Durante il “periodo di confinamento”, le madri mangiano “pathiya samayal”. È un piatto nutriente di 21 erbe e spezie, come coriandolo, cumino e pepe nero, per aiutare ad aumentare l’immunità della madre e la produzione del latte per l’allattamento al seno e, anche, per incoraggiare una guarigione più rapida. Anche altri piatti come il pollo e la carne di squalo sono consumati per nutrire il corpo.

Ci sono alcuni comportamenti interessanti che gli indiani hanno verso il bambino. Per esempio, prima di fargli il bagno, lo massaggiano con olio di gingelly (gingelly oil) e incrociano le sue braccia e le sue gambe per migliorare la circolazione sanguigna. Questo può aiutarlo a dormire meglio.

Olio di sesamo

 

Poi, mettono il bambino con le gambe distese mentre gli fanno il bagno così il bambino può stare comodo. Questo serve anche per controllare la quantità di acqua che è versata sul bambino, invece di metterlo direttamente nella vasca dove un incidente, per esempio scivolare nell’acqua, potrebbe ferirlo. Usano anche l’acqua di amido di riso perché credono che questa acqua possa aiutare a rilassare i muscoli del bambino.

Come in altre culture, ci sono anche alcune superstizioni sulla nascita. Per esempio:

• Si mette un segno (“puttu”) sulla fronte, oppure sulla guancia, (o qualche volta sugli occhi) dei neonati per proteggerli dal “kajjal” (malocchio).
• Non si porta a casa la carne di notte perché il sangue della carne può attirare i fantasmi in casa.
• Si accarezza il naso del bambino gli darà un ponte nasale più alto.

Matrimonio

Il matrimonio nella cultura indiana ha alcuni proverbi, comportamenti e superstizioni a cui le persone credono.

Un proverbio è: “La ragazza non è ancora in fiore”. Significa che la ragazza non è maggiorenne e non può sposarsi. Un altro proverbio è che se la ragazza è diventata una donna all’età di 20 anni, suo fratello non dovrebbe sposarsi finché lei non si è sposata. Se, invece, la ragazza non ha raggiunto la maggiore età (20 anni), suo fratello può sposarsi prima di lei.

Uno dei comportamenti durante il matrimonio indiano è lanciare il riso alla sposa e allo sposo. Lanciare il riso alla coppia durante il matrimonio è considerato di buon auspicio. È un segno di abbondanza e fertilità ed è anche un modo per proteggere gli sposi dagli spiriti maligni. L’ altro comportamento è l’applicazione della polvere cosmetica sui capelli della sposa, a significare che è sposata. Quando la cerimonia è finita, il “sindoor”, una polvere rosso-arancio, è applicata da suo marito su una parte dei capelli della donna a simboleggiare il suo nuovo status di donna sposata.

 

Lancio di riso alla sposa

 

Una superstizione sul matrimonio nella cultura indiana è: “Più scuro il mehendi, più fortunata la sposa”. Significa che più scuro appare il colore dell’ henné della sposa, più forte sarà il suo matrimonio. Un’altra superstizione è non accendere candele il giorno del matrimonio perché si ritiene che la luce delle candele sia segno di uno spirito maligno. Quindi nessuna candela dovrebbe essere accesa.

Una terza superstizione riguarda la pioggia il giorno del matrimonio: si dice che la pioggia il giorno del matrimonio sia una benedizione di ricchezza e fertilità. Un’ultima superstizione è: “prima il piede destro” perché di solito è considerata sfortuna se la sposa entra nella sua nuova casa con il piede sinistro. Quindi, la sposa deve entrare in casa prima con il piede destro.

Gravidanza

Nella comunità indiana in Malesia la gravidanza si dice “karppam”. Molto tempo fa, era comune per gli indiani usare i proverbi nelle loro attività quotidiane per raccontare storie ed esprimersi meglio. Ci sono alcuni proverbi che sono legati alla gravidanza, precisamente al rapporto tra la madre e il bambino.

Un primo proverbio e’ “aarum aarum uravu, thaayum pillaiyum uravu” che significa che non c’è altra relazione più forte del legame tra una madre e suo figlio. Un secondo proverbio è “vaiku pillai vayitruku maatrun”. Gli indiani usano questo proverbio per indicare che una madre incinta parla con gioia del suo bambino, nell’utero, ma la sua nascita può essere un pericolo per la sua stessa vita.

Valaikappu”, la cerimonia prenatale del braccialetto, è eseguita durante il settimo mese della prima gravidanza della madre. La madre incinta ritorna a casa dei suoi genitori e rimane lì da uno a tre mesi dopo che il bambino è nato. In questa cerimonia la madre indossa il suo sari di nozze e si siede su una pedana speciale. I parenti di sesso femminile fanno il “nalangu”, un rituale in cui i parenti devono mettere la pasta di sandalo sulle braccia della madre e i fiori nei capelli. Mettono anche un “thilagam”, un punto rosso di zafferano in polvere sulla sua fronte e la cospargono di acqua di rose. Mettono braccialetti multicolori alle sue braccia e cantano canzoni come augurio a lei e al suo bambino, perché il bambino sia bello. Alla fine, i braccialetti vengono dati agli ospiti femminili e la madre è benedetta dagli anziani. Questa cerimonia è conosciuta anche come “simantam”.

 

Cerimonia del Valaikappu

 

La superstizione è legata fortemente alle pratiche culturali, particolarmente in India. Quindi, ci sono molte superstizioni che potrebbero essere menzionate quando si tratta di gravidanza come:

• Cucire durante la gravidanza può causare difetti al bambino.
• La donna incinta dovrebbe mangiare molto “ghee” (un tipo di grasso). Dicono che il “ghee” funzioni come lubrificante per il parto.
• Una donna incinta dovrebbe bere l’acqua d’orzo per diminuire il gonfiore ai piedi perché è normale che i piedi si gonfino durante la gravidanza.

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