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Petronas Twin Towers di notte

Le Torri Gemelle di Kuala Lumpur illuminate di notte

foto © 2012

È mercoledì sera, sono appena tornata dal lavoro, ceno di fretta e mi preparo per uscire. Non che abbia tutto questo desiderio di mettere il naso fuori di casa in un’afosissima serata d’ottobre a Kuala Lumpur, poi penso che mi sono appena trasferita in Malesia, che ancora non conosco nessuno, che avere una vita sociale è  sano per la mia salute mentale, che se sto a casa finirei per fumare troppe sigarette (che comunque fumo anche se sono fuori) e che ho trovato questo simpatico evento su Couchsurfing e magari i drink costano poco e magari addirittura conosco gente cool.

 

Quindi chiamo un Grab, metto le scarpe, saluto il coinquilino e mi dirigo verso la porta del mio palazzo a passo deciso.

Come al solito non mi sorprendo di trovarmi nel mezzo di una pioggia tropicale e impavida salgo sul grab.

A guidarlo c’è un affabile ragazzo malese, che mi chiede di me, di cosa ci faccia un’italiana cosi lontano dall’Italia, proprio dall’ altra parte del mondo, e del perché abbia proprio scelto la Malesia. Rispondo onestamente, con una frase stile “fiction Rai1”: non sono stata io a scegliere la Malesia, la Malesia ha scelto me. Che alla fine e vero, naturalmente in termini molto meno melodrammatici di quelli auspicati dal tono della mia risposta, ciò che è vero e che sempre nella mia vita le cose capitano per caso.

Continuiamo chiacchierando un po, sul clima e sui suoi studi fino all’arrivo al bar del sopracitato incontro couchsurfers, Hugo’s KL.

 

Vengo subito piacevolmente colpita dal bel patio arioso e dall’immensa quantità di lucine colorate che cadono dal soffitto come un arcobaleno. Mi prendo una birra, mi costa 20 RM che sono circa 4 Euro, ed onestamente credevo fosse più economica. Sfortunatamente solo successivamente scopro la possibilità di ordinare il cocktail della casa al modico prezzo di 8 RM (circa 1,50 Euro), troppo tardi, sarà per la prossima.

Mi metto a parlare con gli altri partecipanti, un gruppo molto variegato in termini di età, cultura e provenienza. Ci sono alcuni locali, di tutte e tre le etnie maggioritarie del paese (male, cinesi e indiani) e abbastanza stranieri, tra cui alcuni occidentali che stanno viaggiando l’Asia e molti mediorientali che in Malesia si sono trasferiti per lavoro, in particolare per fare carriera in una delle multinazionali dell’HI-Tech che affollano questa metropoli. Conosco un ragazzo marocchino, che vive a KL da 4 anni, parliamo di tutto, dell’Italia, del Marocco, della Malesia, delle difficoltà di essere expat, delle meraviglie dell’Asia, delle relazioni a distanza, di quanto e buono ed economico il cibo in Malesia, fino a quando ho l’impressione che questo sconosciuto mi conosca meglio di mia madre e quindi, “andiamo a ballare!”. 

All’improvviso mi ritrovo in macchina di un comicissimo signore iraniano, con il sopracitato confessore delle mie glorie e dei miei dolori, con una ragazza tedesca silenziosa però sorridente, e con un ragazzo tunisino che gli amici definiscono “the ghost” perché apparentemente è dappertutto e da nessuna parte.

Su questa macchina scassata e ben assortita attraversiamo KL, che di notte e incredibilmente bella, con le sue torri illuminate, con le sue insegne, con le sue bancarelle di cibo di strada, fino a raggiungere un quartiere totalmente dedicato al divertimento notturno, The TREC.

Il primo bar ad accoglierci è “The iron fairies”, un locale dall’atmosfera magica e favoleggiante, con una bella sala decorata con bottigliette di sabbia colorata al pian terreno, dove gustarsi un drink; e con una sala da ballo al piano superiore, dove si balla techno, avvolti dalla luce di lanterne e da coloratissime farfalle di carta che pendono dal soffitto. Forse e questo uno dei bar meglio arredati che abbia mai visto!

Una nota importante per tutte le “ladies” che stanno leggendo questo articolo: l’ingresso in discoteca e gratis per le donne a KL (21+) e il mercoledì e “ladies night”, il che significa cocktails gratis.

Per nulla stanchi e ancora desiderosi di ballare, verso le 2 ci dirigiamo allo Zouk, celeberrima discoteca in tutta l’Asia. Onestamente, vista la fama, me la immaginavo meglio, forse sarebbe stata migliore nel weekend quando e piu affollata. L’ingresso e indubbiamente bellissimo, con luci al led colorate e un lungo corridoio pieno di specchi che conduce alla pista da ballo. La musica e commerciale e l ambiente divertente, ma nulla mi ha sorpreso eccezionalmente. I clienti principali della discoteca sono cinesi, che ci guardano sorridenti mentre balliamo sfegatatamente e senza sosta, saltando da una parte all’altra della pista come se fosse il nostro soggiorno fino alle 5 del mattino.

 

Quando le gambe ormai non mi reggono più, i piedi mi fanno male, e ormai non ho più controllo sui muscoli facciali per tanto che ho sorriso, ecco, solo a quel punto decidiamo di tornare a casa.

Però prima una piccola sosta per comprare acqua e snack nei piccoli negozi che restano aperti tutta la notte.

Alle 5 passate sono a casa,stanchissima e consapevole di dovermi svegliare 3 ore dopo per tornare al lavoro, ma estremamente contenta: ho tutta l’impressione che vivere a Kuala Lumpur potrebbe essere proprio divertente! E ora capisco un pó di più il mio capo che e qui da 13 anni…

 

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