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India

Varanasi la capitale spirituale dell’India

Paolo ci racconta il suo viaggio a Varanasi

Meno di due mesi dopo il mio viaggio a Hyderabad, sabato 4 febbraio sono di nuovo in partenza per visitare un altro pezzo del paese più incasinato ed affascinante del mondo: l’India.

Avevo un’altra entrata sul visto che avevo fatto per andare al convegno di Hyderabad a dicembre (all’ufficio visti indiano danno sempre un visto con due entrate, forse per permettere ai viaggiatori di sconfinare in Nepal o Bhutan e tornare indietro) e volevo approfittarne. In più c’erano altri due luoghi sacri del Buddhismo che mi mancavano da visitare, due luoghi che mi avevano colpito e affascinato profondamente.

Dunque, questa volta volevo vedere Sarnath, un paesino alla periferia di Varanasi (il nome odierno di Benares, la città più sacra per l’Induismo) dove il Buddha mise in moto la ruota del Dhamma, ovvero cominciò ad insegnare le verità a cui era pervenuto, e Kushinagar, poco meno di 300 chilometri più a nord, dove Buddha spirò, o meglio dove passò al parinirvana, abbandonando il samsara e interrompendo per sempre il ciclo di rinascite.

Il viaggio si prospetta molto pieno, considerando che durerà solo una settimana: parto il tardo pomeriggio di sabato da Kuala Lumpur per raggiungere cinque ore e mezza più tardi l’aeroporto Indira Gandhi di Delhi, per arrivare a Varanasi il giorno dopo all’una del pomeriggio (tre e mezza in Malesia), quindi con pernottamento nella capitale dove ho prenotato un piccolo hotel vicino all’aeroporto. 

Sosta transito a Delhi

Il primo impatto con Delhi non è dei migliori: il ragazzo del banchetto dei taxi prepagati cerca già di fregarmi volendo farmi pagare il taxi più del doppio. Fortunatamente riesco a liberarmene e a pagare il prezzo giusto, poi appena esco dall’aeroporto mi assale l’aria inquinata. Il tassista, che non parla inglese, arrivato all’albergo un quarto d’ora dopo, pretende una mancia che non voglio dargli visto che il taxi l’avevo già pagato e non mi piaceva il suo atteggiamento.

Fortunatamente i ragazzi della reception sono gentili e disponibili, e la mattina dopo mi chiamano alle otto come avevo richiesto. Tra l’altro mi spiegano che attraversando la strada posso prendere la metropolitana che porta in aeroporto. 

E così attraverso la strada in fondo al vicolo dove si trova l’albergo mentre vengo assalito da moto-rickshaw (quelli che in Thailandia vengono chiamati tuk tuk) che vogliono portarmi all’aeroporto. Tiro avanti imperterrito ma non vedo nessuna stazione della metropolitana. Non mi perdo d’animo e continuò a camminare fino all’incrocio, poi giro a destra nella direzione verso cui aveva puntato l’indice il receptionist e, pochi minuti dopo, vedo finalmente in lontananza quella che sembra una stazione della metro. 

E così 15 minuti dopo essere uscito dall’albergo sono alla stazione. Faccio passare le borse attraverso la macchina a raggi X e prendo il treno che mi lascia all’ingresso dell’aeroporto. Sono da poco passate le nove e mi rimangono più di tre ore alla partenza del mio aereo per Varanasi. Perfetto, ho tempo anche per farmi una tranquilla colazione, penso. E invece no.

Davanti ai check-in c’è una massa spaventosa di viaggiatori, ed impiego più di un‘ora prima di raggiungere il banco. Finalmente giunge il mio turno: faccio il check-in e mi dirigo contento verso le uscite per i voli domestici. Purtroppo mi ritrovo di nuovo davanti un’altra orda di passeggeri in fila per i controlli. Altra ora di fila, per poi essere perquisito accuratamente. A quel punto addio colazione, c’è giusto il tempo di raggiungere l’uscita di partenza che stanno già imbarcando. 

Arrivo a Varanasi

Tra l’altro il breve volo di un’ora e venti non ci permette neanche di gustarci un caffè, ma il wrap vegetariano che ci viene distribuito è meglio di niente. Le hostess hanno tratti orientali, devono essere del nord, del Sikkim o dell’Assam, e sono tutte molto gentili e professionali. 

Ma poco dopo il decollo mi assale improvvisamente un dubbio atroce. Al check-in assieme alla carta d’imbarco mi hanno restituito l’itinerario di viaggio che mi serve per il ritorno? 

Controllo subito nello zainetto e non c’è nulla. Se l’è tenuto l’impiegata al banco, ed io non me ne ero accorto. Fortunatamente uno steward mi rassicura dicendomi che a Varanasi potrò richiedere una copia dell’itinerario nell’ufficio della compagnia di volo.

Uscito finalmente dall’aeroporto di Varanasi mi accoglie un bel cielo azzurro soleggiato, e guardandomi attorno trovo finalmente il tassista mandatomi dall’albergo che ho prenotato per due notti, che mi sta aspettando col mio nome scritto su un foglio di carta. Accanto a lui ci sono due ragazze sorridenti con zaino in spalla che, visto che hanno prenotato lo stesso albergo, mi chiedono se possono unirsi a noi. Cosi si parte e ci impieghiamo un’ora per coprire solo 22 chilometri. 

Ma in India è così: le strade non sono il massimo ed il traffico è micidiale, soprattutto nel momento in cui si entra in città. A peggiorare le cose ci sono anche i lavori in corso per la costruzione di una strada sopraelevata.

Arrivati in centro il taxi accosta nel mezzo della confusione più totale. Biciclette, rickshaw a pedali, macchine ed altri autoveicoli che arrivano da tutte le parti, oltre alle vacche che gironzolano dappertutto. Ci sono già due impiegati dell’hotel ad aspettarci, che si prendono i nostri bagagli e ci accompagnano all’albergo. Per dieci minuti camminiamo sul bordo della strada incasinata, ma poi ci infiliamo finalmente in uno stretto vicolo. Altri dieci minuti e arriviamo finalmente all’hotel. Un’oasi di pace e serenità a solo dieci minuti di distanza dal caos.

Sbrigate le formalità dell’arrivo, mi prendo uno splendido chai nel cortile attorno al quale, su tre lati, è stato costruito l’albergo, e davanti al quale, a pochi metri più in basso, scorre bellissimo e regale il mitico fiume Gange, il fiume più sacro di questo Paese, e forse del mondo intero. Poi mi accompagnano alla bella ed accogliente stanzetta con vista sul Gange.

 

Il Gange a Varanasi

 

Sono felicissimo di essere finalmente arrivato al centro di Varanasi, una delle città più antiche al mondo.

Video di Varanasi

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2 Responses

  1. Erika
    | Reply

    Bellissima Varanasi / Benares !!!

  2. Paolo
    | Reply

    Stupenda, uno dei luoghi piu’ affascinanti che abbia mai visto! Hai viaggiato molto in India?

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