with No Comments

Dalla Malesia alla Corea

Andata e ritorno da Kuala Lumpur alla volta di Seoul

La sera, dopo aver fatto le spese in un fornitissimo supermercato, cena italiana! Mi sono infatti offerto di preparare una pasta al tonno ed un’insalata (con dessert di gelato, acquistato però) per la mia amica, per ringraziarla del bel fine settimana passato assieme. Prima di andare a dormire, passo un po’ di tempo a fare zapping con la televisone di Jisun, passando da uno all’altro dei tantissimi canali con programmi di ogni tipo. Mi colpiscono due cose, tra di loro probabilmente collegate: una è l’alta percentuale di ragazze bellissime e sexy che vedo, e che di fatto avevo già notato guardandomi in giro per la strada o nel metro. Tra le più belle che ho visto in Asia, penso. L’altra cosa che mi colpisce è un programma sulla chirurgia plastica. Non un documentario, sia ben inteso, ma un varietà le cui star sono dei chirurghi che spiegano al pubblico di giovani le operazioni che hanno compiuto su alcune ragazze presenti in studio, che da ‘bruttine’ (o forse dovrei semplicemente dire ‘normali’) erano state trasformate in modelle o quasi, e il tutto accompagnato da applausi scroscianti… Pare che la Corea sia il paese al mondo dove si compie il maggior numero di queste operazioni, anche in giovane età… Se non si è belli non deve essere facile sopravvivere in questa società, e che triste sarà la vecchiaia per chi ha puntato tutto sul proprio aspetto fisico! Nei paesi ‘poveri’ che ho visitato (poveri nel senso economico del termine, perché la gente era ricca di tante altre cose) ci si può tranquillamente permettere di essere brutti, magari di avere un naso troppo grosso o qualche spazio tra un dente e l’altro, senza per questo venire discriminati, anche perché si può essere sicuri che gente nello stesso stato o peggio non manca proprio. In Cambogia diventava addirittura quasi normale vedere persone senza arti, persi a causa delle mine, da tante che ce n’erano ancora in giro! Ma in Corea come in Occidente l’aspetto fisico è diventato fondamentale, e forse abbiamo anche troppi soldi da buttare via…

Casa a Bukchon - foto © Paolo Coluzzi
Casa a Bukchon – foto © Paolo Coluzzi

La mattina seguente è lunedì e Jisun lavora. Quindi, dopo aver fatto colazione, prendo da solo la metropolitana con la quale impiego ben due ore per raggiungere l’aeroporto, dove alle 4.25 del pomeriggio parte l’aereo che mi riporterà in Malesia. E così termina anche quest’interessantissima vacanza, breve ma intensa, che mi ha permesso di ‘assaggiare’ un altro pezzo d’Asia.

Follow Paolo Coluzzi:

Latest posts from

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.