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Giappone

Viaggio di nozze in Giappone

Paolo & Rie ci raccontano la loro luna di miele nell'estremo oriente

Dopo le annuali vacanze in Italia e Danimarca, giovedì 20 agosto nuova partenza per il nostro viaggio di nozze in Giappone e per risposarci.

Si badi bene, non abbiamo divorziato, ma semplicemente dopo la cerimonia civile svoltasi in Malesia il 21 aprile, ci saremmo sposati con rito religioso in un tempio shintoista.

Cerimonia Civile in Malesia

La cerimonia in Malesia era stata semplice: io e Rie (gli sposi) e Ling e Gianpiero (i testimoni).

Ci avevano fatto accomodare in una saletta apposita a Putrajaya, la capitale amministrativa della Malesia sita a 25 chilometri a sud di Kuala Lumpur, dove una simpatica funzionaria malese, aveva condotto la breve cerimonia. Confesso che, nonostante si trattasse di una cosa in piccolo e che la vita mia e di Rie non sarebbe cambiata molto, ero parecchio ansioso. Prima di essere chiamati mi ero dovuto andare a fare un giro e respirare profondamente per rilasciare la tensione. Forse questo capita a tutti i single come me che a un certo punto decidono di sposarsi dopo i 50 anni.

Dopo la cerimonia di matrimonio eravamo andati a pranzare assieme ai testimoni, e il tardo pomeriggio avevamo raggiunto l’Hotel Majestic, uno degli hotel storici (e lussuosi) di Kuala Lumpur, per passare in maniera un po’ speciale la prima notte di nozze.

Torniamo al Giappone

Rie era partita una settimana prima di me per concludere i preparativi per le nozze.

Io invece partivo il giovedì all’una del pomeriggio per arrivare sette ore dopo all’aeroporto di Haneda a Tokyo, proprio come l’anno prima. In realtà avevo prenotato un volo che arrivava all’aeroporto di Narita, da cui poi partiva l’aereo per Sapporo. Purtroppo Air Asia aveva cancellato quel volo qualche settimana prima, obbligandomi a passare la notte sui sedili dell’aeroporto di Haneda per poi prendere il treno la mattina dopo.

L’aereo per Sapporo parte puntuale alle 12:15 e meno di due ore dopo sono già all’aeroporto di Chitose, da cui raggiungo il capoluogo in treno, dove mi sta aspettando Rie. Mentre siamo in attesa di prendere il treno per Iwamizawa dove abbiamo appuntamento alle sei col padre di Rie, andiamo in una farmacia di medicina tradizionale kampo, di origine cinese. Avevo dei disturbi all’apparato urinario, che il mio medico a Kuala Lumpur e poi quello a Milano non erano ancora riusciti a risolvere, e volevo provare a vedere se la medicina tradizionale mi poteva aiutare.

Ci accoglie un medico simpatico e, mi sembra, preparatissimo. Dopo un’ora di consultazione mi ordina un rimedio di erbe da prendere tre volte al giorno. Ci accompagna poi all’uscita della farmacia salutandoci con un profondo inchino. Mi colpisce proprio questo inchino, perché al girarmi verso la farmacia dopo essermene allontanato di un ventina di passi, lui è ancora lì, immobile, inchinato ad angolo retto nella nostra direzione. Due giorni dopo i disturbi si sono già attenuati di parecchio.

Il giorno dopo, dopo un lungo sonno ristoratore e un ottimo pranzo, i genitori di Rie ci portano in macchina vicino a Sapporo a visitare l’interessante villaggio storico di Hokkaido, in cui si trovano decine di edifici storici provenienti da tutta l’isola, ‘smontati’ e ricostruiti in loco. C’è pure un vecchio tram a trazione equina che va su e giù per il villaggio. L’aria è fresca e il tempo è bellissimo.

La sera invece ci facciamo un’ottima grigliata in stile coreano assieme al fratello e alla cognata di Rie.

Domenica mattina mi faccio un lungo giro a piedi per Mikasa, il paese di Rie. Sono proprio contento di essere di nuovo qui, dove, dopo la visita dell’anno scorso, mi sento un po’ come a casa. Poi, dopo pranzo, i genitori di Rie ci accompagnano all’albergo di Sapporo dove passeremo la notte prima del matrimonio.

Abbiamo comunque un appuntamento con Masafumi, un mio vecchio amico giapponese che da anni vive a Milano e che ora è in vacanza in Hokkaido dove vivono i suoi genitori. Il giorno dopo verrà anche lui alla cerimonia al tempio.

La mattina dopo ci svegliamo presto, visto che alle 08:45 dobbiamo presentarci presso la ditta che ci noleggia l’abbigliamento e che si occuperà dell’acconciatura e del trucco di Rie per la cerimonia. Rie vestirà un bellissimo kimono tradizionale rosso, mentre per me ci sarà un kimono tradizionale da uomo a colori scuri con haori, una lunga giacca con ampie maniche, e hakama, una specie di ampio pantalone, oltre agli zoccoli infradito e al ventaglio da tenere in mano per entrambi.

La preparazione di Rie richiede quasi due ore, per cui io ne approfitto per andare a fare colazione, prima di indossare anch’io il mio kimono sopra una specie di calzamaglia e degli asciugamani piegati sulla schiena e tenuti fermi dalla cintura, che mi daranno un bel portamento eretto anche da seduto.

Quando sono pronto, mi guardo allo specchio: sono veramente uno schianto. Non parliamo poi di Rie, che è veramente bellissima, coi fiori nei capelli e quello stupendo kimono rosso.

A quel punto veniamo accompagnati in macchina al jingu, il tempio shintoista principale di Sapporo, che si trova nel centro di un parco nella parte occidentale della città e che avevamo già visitato l’anno prima.

 

Paolo e Rie
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