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Giappone

Viaggio di nozze in Giappone

Paolo & Rie ci raccontano la loro luna di miele nell'estremo oriente

Visita di Nara, la vecchia capitale del Giappone

Per il giorno dopo abbiamo in programma di visitare la storica cittadina di Nara, capitale del Giappone prima che l’onore passasse a Kyoto nel 794 dC.

Quarantacinque minuti di treno e arriviamo alla stazione di Nara, in cui cambiamo subito treno per spostarci di dieci minuti verso sud-ovest per visitare il tempio di Hōryū-ji con la sua pagoda e il Kon-dō, rispettivamente la più antica pagoda e la più antica costruzione di legno del Giappone, erette entrambe nel VII secolo e ora Patrimonio UNESCO.

 

Il tempio di Horyu-ji

 

Poi torniamo a Nara per vedere ciò che volevo rivedere da tanto tempo (sia Kyoto che Nara le avevo visitate brevemente trentacinque anni prima, durante il mio secondo viaggio in Giappone), per me forse uno dei motivi principali di questo viaggio: il grande Buddha di Tōdai-ji.

Dalla stazione attraversiamo a piedi il centro di Nara per raggiungere il vasto Parco di Nara, dove scorrazzano liberi centinaia di cervi, passando accanto al tempio di Kofuku-ji, anche questo famoso per la sua pagoda, che però risale ‘solo’ al XV secolo. Venti minuti a piedi attraverso il parco e raggiungiamo la bella porta meridionale (nandaimon) che conduce all’interno del recinto del tempio di Tōdai-ji.

Una volta dentro, l’enorme edificio del Daibutsu-den, il più grande edificio di legno del mondo, si staglia davanti a noi, dall’altra parte dell’ampio cortile. Al suo interno ci accoglie il grande Buddha di bronzo seduto in meditazione, che ci osserva dall’alto dei suoi quindici metri. Impressionante.

 

Il grande Buddha di Todai-ji

 

Dopo la visita al Tōdai-ji, ci facciamo un’altra lunga passeggiata nel parco per raggiungerne la parte orientale, dove si trova il grande tempio shintoista di Kasuga, famoso per le sue migliaia di lanterne di pietra, che quando vengono accese devono sicuramente fare un certo effetto.

 

Il tempio di Kasuga

 

A quel punto dobbiamo tornare a Kyoto, dato che alle sette abbiamo appuntamento a cena con un’amica di Rie e suo marito che vivono da quelle parti, e con Julian, un mio amico inglese conosciuto ai tempi del dottorato in Inghilterra e che non vedevo da quasi dieci anni. È ormai da parecchi anni che vive e lavora in Giappone, prima a Sapporo e adesso vicino a Kyoto. Mi fa sempre tanto piacere rivedere i vecchi amici, e trovo straordinario che ci si possa incontrare in posti così lontani, in giro per il mondo.

Il giorno dopo, sabato, il programma è di continuare la visita per il quartiere di Higashiyama da dove l’avevamo lasciato due giorni prima. Con la metropolitana raggiungiamo la stazione di Keage, vicino alla quale comincia la cosiddetta ‘via del filosofo’, una stradina pedonale lungo le colline orientali, affiancata da un canale da una parte e da basse costruzioni dall’altra. Una bella passeggiata rilassante di poco più di mezz’ora sotto una pioggerella fine fine. Lungo la via ci fermiamo a visitare il Hōnen-in, un piccolo tempio buddista immerso nel verde delle piante e del muschio, e alla fine del cammino facciamo una pausa in un piccolo ristorante dove mi godo un ottimo karee raisu, un curry alla giapponese, uno dei miei piatti favoriti, prima di entrare nel recinto del tempio di Ginkaku-ji che, assieme al Kinkaku-ji che vedremo più tardi, è uno dei templi più famosi di Kyoto.

Usciti dal tempio, prendiamo un autobus che ci porta direttamente nella parte nordoccidentale della città, dove passiamo il resto del pomeriggio a visitare altri due templi: il famosissimo e pittoresco Kinkaku-ji e il Ryōan-ji.

Kinkaku-ji

 

Il primo è una bella costruzione a base quadrata come il Ginkaku-ji, dipinta d’oro, che con il lago davanti e la vegetazione attorno fa veramente effetto, mentre il secondo è un classico tempio zen, simile a quello visitato due giorni prima, con tanto di giardino ‘secco’, fatto di ghiaia, che i monaci rastrellano tutti i giorni, dalla quale spuntano grosse pietre.

La sera si va a cenare in un ottimo ristorante di kaiten-zushi, ovvero di sushi che ti passano davanti su un piccolo nastro trasportatore: se ne prendono a piacimento, e alla fine il numero di piattini vuoti accatastati e il loro colore ti dicono quanto devi pagare.

La domenica ci spostiamo appena fuori Kyoto, per visitare il famoso Byōdō-in, altro bellissimo tempio buddista, costruito come il Ginkaku-ji e il Kinkaku-ji sulla sponda di un lago, che ne riflette l’immagine.

Tempio di Byodo-in

 

Da qui poi andiamo a visitare il tempio shintoista di Fushimi, famoso per le sue migliaia di torii, o archi shinto di legno colorati di rosso, che, uno quasi attaccato all’altro, formano una specie di galleria che porta in cima a una collina.

Dopo pranzo ci spostiamo invece nel centro di Kyoto per andare a visitare l’enorme castello di Nijō, residenza degli shogun, ultima visita per la giornata.

Rientro a casa in Malesia

Il giorno dopo dobbiamo tornare all’aeroporto di Kansai per prendere l’aereo che ci riporterà in Malesia.

Questo però non parte che alle 11 di sera, e abbiamo ancora quasi un’altra giornata intera a nostra disposizione. La mattina decidiamo di raggiungere a piedi il tempio buddista di Tō-ji, che si trova dietro alla stazione ferroviaria, famoso soprattutto per la sua pagoda di legno, la più alta del Giappone.

Dopo pranzo, prendiamo un autobus per Higashiyama, dove passiamo un paio d’ore a passeggiare lungo le vecchie stradine affiancate da machiya, le vecchie case di legno.

Tempio di To-ji

 

È ora di tornare al ryokan per prendere i bagagli e dirigerci verso la stazione. La fine del nostro soggiorno giapponese e della nostra luna di miele si sta avvicinando.

Abbiamo passato dieci giorni bellissimi, ed è con un velo di tristezza ritorniamo alla nostra routine malesiana.

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