fullsizeoutput_122d

Questo articolo ha per obiettivo di parlare della mia esperienza in Malesia come vegetariana, dopo averci vissuto per sei mesi – e la facilità di trovare del cibo vegetariano nel paese.

Prima di tutto, una piccola presentazione: mi chiamo Solène e sono vegetariana da sette anni. Durante i miei diversi viaggi,  sia in Europa che nel resto del mondo, sono rimasta alcune volte delusa nel vedere che non tutti paesi propongono alternative vegetariane. Per me, il cibo occupa una grande parte nella scoperta di un nuovo paese, della sua cultura e delle abitudini locali.

È vero che i vegetariani sono sempre più numerosi in questi ultimi anni, siamo in un’epoca in cui  mangiare più sano e in modo responsabile ha una grande importanza e di conseguenza numerosi ristoranti aprono un po’ dapertutto per rispondere a questa nuova domanda. In questo articolo, parlerò ovviamente dei ristoranti green & healthy che ho provato durante il mio soggiorno ma sopratutto della ricchezza culturale della Malesia, paese multietnico dove i buddisti, principalmente vegetariani, rappresentano una grande parte.

La Malesia, un paese multietnico

La Malesia è un giovane paese che ha celebrato 61 anni di indipendenza nel 2018. Il paese come lo conosciamo oggi è il risultato di numerose guerre di conquista per ottenere l’indipendenza. La Malesia, come molti altri, fu sottomessa durante numerosi anni alle regole dei coloni. I portoghesi sono stati i primi a mettere piede sul territorio, attratti dal commercio di spezie. Sono rimasti lì per più di un secolo, per poi essere cacciati via dagli olandesi e dagli inglesi.

Furono soprattutto gli inglesi che, bisognosi di manodopera, fecero arrivare in massa nel paese cinesi e indiani. Questo spiega la diversità culturale osservabile oggi in Malesia. La seconda guerra mondiale diffuse il desiderio di libertà in Malesia, mentre i giapponesi invadevano il territorio. La Federazione della Malesia ottenne l’indipendenza nel 1957.

Per me, spiegare la storia di questo paese multietnico è molto importante perché spiega la sua  tolleranza che vediamo oggi. Grazie alla sua storia, il paese è abitato da malay, indiani, Orang Asli (la popolazione originaria aborigena)  e cinesi, tutti cittadini malesi. Diverse etnie significa anche diverse religioni:  la religione principale è l’islam, ma il buddismo , cristianesimo e induismo sono religioni attive e parte importante della cultura del paese, e feste nazionali per tutta la Malesia le loro celebrazioni religiose.

Due giorni dopo il mio arrivo, i miei colleghi  mi portarono ad un tempio a due minuti dell’ufficio per celebrare una festa buddista. Mi spiegarono che in Malesia, tutti sono sempre benvenuti a festeggiare. Al nostro arrivo, vedo subito un bel buffet vegetariano e capisco che il mio soggiorno non sarà un problema per quanto riguarda il cibo. Qualche settimana dopo, ho vissuto un’altra esperienza simile.

Continua a leggere
centro di meditazione
31498299_10215420338643670_8216215962723024896_n

Apertura di un centro di meditazione

È già da un mese che sono arrivata in Malesia, e posso dire che è un paese bellissimo con una grande ricchezza culturale e naturale. Il paese, multietnico, rapprensenta un perfetto esempio di tolleranza religiosa.

Il 29 aprile ho avuto l’opportunità di essere invitata dalla comunità buddista per l’inaugurazione di un centro di meditazione. Dopo un’ora di strada in direzione della montagna arriviamo nel luogo dove si svolgeva la festa, perfettamente nascosto nella natura. Capisco velocemente che sarà un giorno speciale e un’esperienza unica per me. Tanta gente si è riunita, gente non solo dei dintorni ma anche da altri paesi.

 

Dopo aver incontrato numerose persone, la giornata comincia con una visita privata del luogo, aiutata dai volontari che hanno organizzato tutto questo. Uno di loro, mi ha raccontato del luogo e della sua storia : la terra è stata regalata da un ricco fedele, e poi la comunità ha costruito tutti gli edifici autonomamente. La prima stanza è quella del tempio, dove c’è una vista meravigliosa. La seconda, situata su una discesa, è quella del centro di meditazione.

Dopo la visita, la giornata ha continuato con la cerimonia d’inaugurazione e di benedizione del centro di meditazione, in presenza di monaci e monache. Uno per uno siamo andati dal monaco per consegnare la khata che abbiamo ricevuto arrivati lì – la khata è una sciarpa tradizionale da cerimonia.

 

Dopo questo momento molto speciale, abbiamo continuato la giornata con un grande buffet di cibo vegetariano che veniva offerto a tutti, l’occasione perfetta per provare numerose specialità asiatiche.

L’ultimo grande momento della giornata è stata un’altra cerimonia buddista nella stanza principale. Le monache hanno cantato insieme ai fedeli che seguivano leggendo il testo su di un libro. Dopodiché siamo andati uno per uno dal monaco per farci benedire con dell’acqua versata sulla testa. Abbiamo tutti ricevuto un braccialetto durante questa cerimonia, un bellissimo ricordo della giornata.

 

La mia storia finisce qui, e questa giornata indimenticabile per me rappresenta perfettamente la mentalità malese : sono tutti stati molto accoglienti indipendentemente dalla mia religione.

Continua a leggere
Shwedagon Paya, Yangon

Per il Capodanno cinese abbiamo due giorni di ferie, giovedì e venerdì, che sommandosi al fine settimana diventano quattro giorni liberi. Aggiungendo a questi altri tre giorni (le lezioni del secondo semestre non sono ancora cominciate), mi ritrovo con un’intera settimana a mia disposizione per farmi un altro viaggetto. Decido quindi di tornare in Myanmar, un paese che tanto mi aveva affascinato quando c’ero stato la prima volta, tre anni prima. Ne avevo proprio voglia, anche se allo stesso tempo temevo i cambiamenti che vi avrei trovato, alcuni senz’altro positivi per i birmani, altri sicuramente molto meno.

Continua a leggere
Poda island

foto © 2014

A un anno dall’ultimo viaggio in Thailandia, il giorno di Santo Stefano io e Rie si era deciso di fare ritorno in questo affascinatissimo paese. Concluse le lezioni del primo semestre all’università e festeggiato il Natale con amici e colleghi, volevamo staccare un attimo e rituffarci brevemente nella cultura del vicino settentrionale della Malesia, che a maggio di quest’anno ha subito un ennesimo colpo di stato militare. Se questo fosse successo in qualche altro paese del mondo ci sarebbero stati morti ed arresti, in Thailandia invece nulla, a parte qualche protesta ignorata dalla giunta militare che ufficialmente ha dichiarato di essersi installata per ristabilire l’ordine e mettere fine agli scontri tra i sostenitori della destituita Primo Ministro Yinluck Shinawatra (e del fratello Thaksin, che era stato premier prima di lei) e quelli dell’opposizione e per convincerli a trovare un accordo; di fatto il parlamento non è stato sciolto e a tutt’oggi continua a funzionare… Sembra impossibile che possa accadere una cosa del genere, ma la Thailandia è anche questo!

Continua a leggere
mikasa-hokkaido

foto ©

Dopo un mese di vacanza in Italia, sabato 9 agosto 2014 si riparte di nuovo! Questa volta non verso ovest ma verso oriente, verso il Giappone! Sette ore di volo dal nuovo gigantesco aeroporto LCCT-KL ed atterriamo all’aeroporto di Haneda a Tokyo che sono le 22. Ma Tokyo è solo uno scalo: la destinazione finale è Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone da dove viene Rie, la mia ragazza. A quell’ora non ci sono più voli per Hokkaido: i primi aerei partono la mattina dopo e dobbiamo passare la notte all’aeroporto, sistemati su due file di poltroncine, che per fortuna non hanno braccioli!

Continua a leggere
leal-do-senado

foto ©

Il mio contratto all’università scadeva giovedì 4 settembre 2014, e così avevo deciso di chiedere di cominciare quello nuovo (confermatomi solo pochi giorni prima) lunedì 15, in modo da avere a disposizione un’altra settimana per intraprendere un ennesimo viaggio, visto che di viaggiare non mi stanco mai. Tra l’altro il mio visto di lavoro scadeva il giorno dopo, il 5 settembre, e se volevo andare all’estero dovevo farlo quello stesso venerdì, perché poi sarei stato ‘illegale’ fino al nuovo rinnovo del visto. Avevo deciso di tornare a Macao e Hong Kong, dove ero già stato, ma che avevo voglia di rivedere. E poi a Macao vive la mia amica ed ex collega Cristiana, che mi avrebbe fatto tanto piacere rivedere assieme al suo amico Duarte lì in visita per un mese. Duarte l’avevo conosciuto tre anni prima quando era venuto a Kuala Lumpur a trovare Cristiana poco prima che lei si trasferisse a Macao, e mi era risultato subito molto simpatico. Mi aveva scritto un paio di settimane prima dicendomi che sarebbe venuto a Macao e proponendomi di vederci da qualche parte del Sudest asiatico mentre lui era da queste parti. E così avevo deciso di raggiungerlo io a Macao, e prendere così due piccioni con una fava: vedere lui e Cristiana e farmi un altro giro per quel pezzetto di Cina che per il momento gode ancora di una forte autonomia nei confronti della Cina continentale in qualità di regione ad amministrazione speciale (SAR), al punto da avere ancora frontiere con la Cina, il proprio sistema giuridico, le proprie forze dell’ordine, la propria valuta, ecc. Macao, da ex colonia portoghese, ha conservato anche il portoghese come lingua co-ufficiale, anche se in realtà gli unici a parlarlo sono i pochi portoghesi che ancora ci vivono e i meticci sino-portoghesi.

Continua a leggere
Turtle beach - Perhentian island besar

La ricerca di un viaggio insolito, che unisca città, montagne e mare da cartolina ci spinge verso la Malesia. Organizziamo questo viaggio con largo anticipo, acquistando i voli internazionali con Turkish Airlines (circa 600 Euro), il volo interno con Air Asia (circa 18 euro con valigia da 20 kg) e attendiamo con ansia la partenza.

La Malesia è uno stato federale dell’Asia sudorientale al quarto posto fra i nuovi paesi industrializzati, ha un clima equatoriale dalle elevate temperature con deboli escursioni termiche e una media annuale di 31 gradi.

La popolazione malese è un miscuglio di etnie e culture tra cui malesi, cinesi, orang asli e indiani (per la maggior parte d’origine tamil). La religione di stato è l’Islam ma convivono il buddismo, il cristianesimo e l’induismo.

La lingua ufficiale è il malese, ma l’inglese è parlato quasi ovunque.

Continua a leggere
Parco nazionale di Belum Temenggor
Tree top trek

foto © 2015

È ferragosto 2015 è accompagno due simpaticissime famiglie di Roma nella foresta più vecchia al mondo, Royal Belum state park. Soggiorniamo li per due notti prima di accompagnarli sull’isola di Perhentian. Mauro e Carlo, i due padri di famiglia, la sera del nostro arrivo al parco nazionale di Belum Temenggor mi domandano se si potrebbe organizzare qualche attività divertente sopratutto per le loro figlie. Qualcosa di diverso dal classico trekking nella foresta.

Continua a leggere