Giardini di Changdeok

foto © 2012

[Kuala Lumpur è un’ottima base per viaggi interessanti attorno a tutto il Sud Est Asiatico… Ma grazie alla compagnia aerea low cost Air Asia, si possono facilmente raggiungere mete interessanti nel resto dell’Asia, come ci racconta Paolo in questo suo ultimo diario….]

Finite le mie vacanze estive in Italia, venerdì 16 agosto mi aspetta un altro lungo viaggio, questa volta in Estremo Oriente, in quel piccolo Paese che nel giro di poche decine d’anni è passato dalla condizione di Paese in via di sviluppo ad essere una delle economie più forti dell’Asia. E questo nonostante una sfortunata storia di invasioni e colonialismo giapponesi e di guerra civile con il classico intervento degli Stati Uniti, un Paese che è sempre pronto a menare le mani per difendere la ‘libertà’ (particolarmente dal punto di vista economico, e meglio ancora se si può ottenerne un tornaconto personale)… Sto parlando della Corea del Sud.

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Lo stupa di Swayambhunath

foto © 2013

2013. Sabato primo giugno alle due e mezza di mattina chiamo un taxi per farmi portare alla Stazione Centrale di Kuala Lumpur da cui si prendono gli autobus per l’Aeroporto LCCT, quello da cui partono gli aerei di Air Asia (da maggio 2014 l’aeroporto viene spostato al KLIA2, ndr). Arrivo prestissimo, alle quattro di mattina, con quasi quattro ore di anticipo sulla partenza. L’aereo che mi porterà per la prima volta verso l’Himalaya, in Nepal, parte alle 7.45, ma preferivo aspettare all’aeroporto piuttosto che a casa, sapendo anche che un paio di ore solamente di sonno avrebbero avuto su di me un effetto più negativo che altro. Mi sorprende però vedere l’aeroporto quasi quasi più attivo a quell’ora che durante il giorno, con tutti i negozi, caffè e ristoranti aperti. Quando arrivo al cancello della sala delle partenze da cui devo prendere l’aereo, mi accorgo che il 99% dei passeggeri sono immigrati nepalesi che tornano a casa; forse in tutto, compreso me, ci saranno solamente una decina di turisti. …

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L’Istana Kenangan

foto © 2013

A metà aprile dello scorso anno (2013), giovedì 18, approfittando della settimana di mezzo semestre in cui non ci sono classi all’università dove lavoro, io e Rie decidiamo di farci un fine settimana lungo alle isole Perhentian, nel nordest della Malesia.

Originariamente pensavo di andare in Nepal, ma quando finalmente mi ero deciso a comprare il biglietto, non c’erano più posti per i giorni in cui volevo viaggiare, e ciò che rimaneva era pure abbastanza caro. Per cui avevo deciso di rimandare il tutto alla prima settimana di giugno, alla fine del semestre. Quindi sarei tornato alle Perhentian dopo la visita di due anni prima, quella volta con due miei colleghi dell’università, questa volta con Rie, che ci teneva molto.

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Casa malese a Pekan

Una tipica casa malay su palafitta (con tetto moderno in lamiera)

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Primo fine settimana di febbraio 2013: venerdì è ancora vacanza (Giorno della Malesia), ed anche se sono passati solo due giorni dal ritorno da Yogyakarta, non resisto alla tentazione di farmi un altro giro, questa volta da solo, per visitare la zona intorno a Kuantan, sulla costa orientale. …

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Lo stretto di Malacca

Il canale visto dalla fortezza di Kuala Selangor

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Lunedì 4 marzo arriva dall’Italia Gabriele, docente dell’Università della Bicocca di Milano e mio amico. Resterà in Malesia per due settimane: la prima per svolgere il suo lavoro come assessore esterno della Divisione di Italiano dell’Università di Malaya dove lavoro; la seconda per conoscere un po’ questo Paese per lui nuovo. Le sere durante la settimana lo porto un po’ in giro per Kuala Lumpur, ma per sabato decidiamo di organizzare una gita a Frazer Hill, una delle stazioni di montagna dove prima gli inglesi e adesso i malesiani e qualche turista vanno a prendere un po’ di fresco.

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Becak in Jalan Malioboro

Una delle strade principali della città di Yogyakarta, Giava, Indonesia

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Giovedì 24 gennaio 2013, giorno di festa in Malesia per il compleanno del Profeta Maometto, io e Rie dovevamo finalmente partircene per il nostro viaggetto di quattro giorni a Yogyakarta, sull’isola di Giava, ma pochi giorni prima della partenza, in una mossa oramai così tipica nella nostra università, ci viene comunicato che la riunione finale di chiusura del semestre che si doveva tenere il 23, è stata spostata al 25! E così ci tocca rimandare la partenza di due giorni, naturamente pagando una penale… Fortunatamente c’è un altro giorno di vacanza lunedì 27 (si tratta della festa induista di Thaipussam che ero andato a vedere il primo anno che ero qui), per cui non siamo costretti a prenderci un giorno di ferie extra. E così sabato pomeriggio partiamo finalmente per la capitale culturale di Giava, in Indonesia. Quasi tre ore di volo per raggiungere questa cittadina situata non lontano dalla costa meridionale della regione centrale di Giava, la prima oretta volando nell’emisfero nord, e poi, superato l’equatore a sud di Singapore, il resto del viaggio nell’emisfero meridionale, quello in cui il sole, per quanto vicinissimo allo zenit, si muove a nord, e non a sud come da noi.

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Il tempio di Doi Suthep, Chiang Mai

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È la terza volta che vengo in questa piacevole cittadina del Nord della Thailandia: la prima volta era stato quando vivevo ancora in Brunei, la seconda due anni e mezzo fa durante il mio giro “zaino in spalla” per il Sudest asiatico e ora per un convegno internazionale su lingue minoritarie e diritti umani in cui presenterò un intervento sulla pianificazione della lingua malese nella Federazione della Malesia.

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Buddha del Gal Vihara

Il Gal Viharaya è un tempio buddhista intagliato nella roccia di Polonnaruwa, nel centronord di Ceylon

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La settimana dal 12 al 18 novembre 2012 non ci sono lezioni all’università: è la vacanza di mezzo semestre, posticipata di un paio di settimane perché potesse includere la festa induista di Deepavali e quella islamica di Awal Maharram. Quindi, includendo il venerdì della settimana prima in cui non insegno, ho a disposizione ben dieci giorni per potermi fare un bel viaggetto. L’anno scorso in questo periodo ero stato in Myanmar, questa volta ne voglio approfittare per cominciare ad esplorare una parte di questo continente in cui non sono mai stato prima: l’Asia meridionale, e più precisamente lo Sri Lanka, un tempo conosciuta come Ceylon, l’isola situata vicino all’estremità meridionale dell’India.

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